Otto mete insolite per una gita primaverile
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23 Marzo 2026

Otto mete insolite per una gita primaverile

La Primavera e le giornate più miti ci fanno scoprire un nuovo desiderio di viaggiare. Una passeggiata nel bosco, una visita ad un parco, le meraviglie storiche ed architettoniche che ci regala l’Italia, sono tantissimi i luoghi da visitare anche solo per un giorno. Abbiamo scelto 8 mete insolite e meno conosciute da declinare per una gita primaverile.

Al Parco dei Mostri di Bomarzo e in Basilicata con il Volo d’Angelo. Alcune gite primaverili in Italia

Il Sacro Bosco di Bomarzo, con il suo Parco dei Mostri, è un luogo a metà tra un giardino artistico e un parco naturale nel cuore della Tuscia, non lontano dal borgo medievale di Viterbo e le sue terme. Nel parco tutta la famiglia si diverte alla scoperta di gigantesche creature di pietra immerse in un contesto naturale tra alberi, piante rare e cascate. Pier Francesco Orsini, detto Vicino, lo realizzò a partire dalla metà del XVI secolo, fece scolpire le rocce sul posto, animandole e dandogli forme di creature oniriche. Una volta scoperte le meraviglie del parco, si può facilmente raggiungere il caratteristico borgo di Bomarzo alle pendici dei Monti Cimini e nella valle del Fiume Tevere a 263 metri d’altezza. Nel borgo medievale si trova anche la possente struttura difensiva e residenziale del Palazzo Orsini, che svetta e domina sul centro abitato.

Nella cornice delle Piccole Dolomiti Lucane, si trova il villaggio di Castelmezzano, tra i Borghi più belli d’Italia. Qui i più coraggiosi, possono provare la zipline Volo dell’Angelo, che collega Castelmezzano al vicino borgo di Pietrapertosa. A Castelmezzano le scalette di stampo medievale, i vicoli e le case arroccate, si affacciano su strapiombi panoramici sulle montagne circostanti. Qui è possibile visitare i resti del Castello Normanno Svevo, piccole chiese nascoste, ma anche inoltrarsi nei boschi all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato. Da mettere in agenda la Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo che conserva i dipinti della “Madonna del Carmelo”, delle “Anime purganti”, della “Sacra Famiglia” attribuita al pittore seicentesco Pietrafesa.

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Giardini di Bomarzo Tuscia

Le infiorate siciliane e umbre non possono mancare nelle gite primaverili in Italia

In primavera la Val di Noto si tinge dei colori dei mandorli in fiore. È questa la stagione ideale per visitare la Valle dei Templi ad Agrigento e assistere ad eventi unici come la Infiorata di Noto, che a maggio trasforma Via Corrado Nicolaci in un tappeto fiorito. Noto, capitale del Barocco siciliano e dal 2002 Patrimonio UNESCO, è luogo ricco di storia. Dal 15 al 19 maggio si trasforma in un tappeto floreale di 700 mq. Garofani, gerbere, margherite e rose utilizzati per creare mosaici coloratissimi.

In totale 16 bozzetti realizzati da artisti infioratori, con tema quest’anno “La cultura pop si racconta”, dedicato alle icone, alla musica, alle avanguardie artistiche e ai simboli che hanno segnato il Novecento. L’evento rientra nella Primavera Barocca, una serie di iniziative culturali che animano la città. Da vedere anche altri piccoli gioielli come Scicli o Modica, e le città più grandi di Siracusa o Ragusa che nell’ultima domenica di maggio celebra la Festa di San Giorgio con una grandiosa processione.

A Castelluccio di Norcia, tra fine maggio e inizio luglio, l’altopiano si trasforma in un mosaico di colori grazie alla Fiorita. Sono in fiore anche le vie strette e le case in pietra nel borgo di Spello, il cui culmine si raggiunge con le famose Infiorate del Corpus Domini (quest’anno il 6 e 7 giugno). Le strade del centro storico vengono decorate con tappeti di petali e quadri floreali. Si segue la processione del Corpus Domini, che attraversa i tappeti fioriti. A Spello non perdetevi assolutamente la Porta Consolare, che è una delle tre porte romane meglio conservate d’Italia, con statue romane originali incastonate nella facciata e la Chiesa di Santa Maria Maggiore con la Cappella Baglioni affrescata dal Pinturicchio, uno dei capolavori del Rinascimento umbro.

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Spello

Gite primaverili in Italia lungo la Strada del Vecchio trenino in Veneto e in Abruzzo tra campane tibetane ed eremi

Il tracciato della vecchia ferrovia Rocchette – Asiago, è l’ideale per chi vuole immergersi nella natura e nella tranquillità. È la Strada del vecchio Trenino, che ripercorre in parte il percorso in funzione dal 1910 al 1958. Qui si alternano le vedute su boschi rigogliosi a luoghi che testimoniano fatti importanti della Prima Guerra Mondiale. Trasformato in percorso ciclopedonale che parte da Asiago, ha un dislivello di 250 metri, è dunque alla portata di tutti, anche alle famiglie con bambini. Da non perdere il Museo della Grande Guerra, dove sono conservati oltre 5.000 documenti e reperti che testimoniano quegli anni sull’Altopiano e il Sacrario Militare del Leiten. Ci si può anche rilassare con una camminata facile facendo il giro del Laghetto Lumera e magari fermarsi per assaggiare il famoso formaggio Asiago Dop, stagionato o fresco.

Il bagno sonoro è un trattamento di medicina integrativa che utilizza le vibrazioni acustiche di strumenti, come le campane tibetane, per favorire uno stato di rilassamento profondo e consapevole. Un’immersione sensoriale guidata dal suono che si può fare in centri olistici e yoga ma non solo. Alcune organizzazioni nella Majella propongono sessioni all’aperto, per esempio nel parco di Punta Aderci. La Majella è chiamata “la montagna madre” e “la montagna dei santi”. È un luogo carico di spiritualità, natura selvaggia e silenzio, per questo molte guide olistiche la scelgono per questo tipo di attività. I suoi eremi sono ideali come l’Eremo di Santo Spirito, l’Eremo di San Bartolomeo, ma anche la Valle dell’Orfento e i boschi di Caramanico Terme. Per chi invece si cimenta in trekking impegnativo il Monte Amaro (2793 m) è la seconda vetta più alta dell’Appennino dopo il Gran Sasso e offre panorami sensazionali da scoprire.

 

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Altopiano di Asiago

 

A caccia di profumi della montagna valdostana 

La montagna non è solo neve, la si può apprezzare facendo passeggiate nei boschi, nell’immersione potente e silenziosa degli alberi. È una caccia continua ai profumi di erbe, fiori, cortecce che qui sono abbondantissimi. In Valle d’Aosta vivono 2.000 specie diverse di piante e alberi e il 33 % della superficie è ricoperta da boschi. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso offre un panorama completo della flora alpina. Nel fondovalle crescono betulle, frassini, pioppi tremuli e sorbi degli uccellatori, mentre sopra i 1.200 metri dominano pini cembri e abeti bianchi.

Suggestiva è la visita al Giardino Alpino Paradisia, situato a oltre 1.700 metri di quota a Valnontey. Qui centinaia di specie alpine, offrono uno spettacolo di biodiversità e colore che rende omaggio alla ricchezza vegetale del Parco. Il Parco Naturale del Mont Avic offre pendii dominati da boschi di pino uncinato, pino silvestre, larice e faggio. Tra tutti, quello di Bionaz, è un gigante di 500 anni, primo a rinverdire e ultimo a perdere gli aghi, sul pendio dove un tempo lambiva il ghiacciaio des Grandes Murailles.

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Giardino Botanico Paradisia Cogne

Tre cammini storici in Toscana a Prato

Forse non è tra le città più famose in regione, ma Prato è la destinazione giusta per gli amanti delle passeggiate con i suoi tre cammini storici. Questi percorsi sono immersi nel verde, tra le ville medicee patrimonio UNESCO. La Via della Lana e della Seta, è un percorso lungo circa 130 km, che collega Prato e Bologna. L’itinerario inizia in piazza Duomo a Prato e si sviluppa in sei tappe, attraversa Vaiano e Vernio. 78 km sono quelli della Via Medicea, che passa tra strade locali e sentieri del CAI. La via inizia alle Cascine medicee di Prato e si conclude a Fucecchio.

Durante il percorso, si possono visitare quattro Ville Medicee, riconosciute oggi come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, tra cui Villa Ambra di Poggio a Caiano e Villa La Ferdinanda di Artimino. È un cammino tra Montemurlo e la Val di Bisenzio, la Via delle Rocche, tra castelli e torri immersi nella natura, seguendo le antiche vie di mezza costa medievali. Alla scoperta di un suggestivo Medioevo, con scenari naturali sempre nuovi, dagli anfiteatri delle cave di Serpentino del Monteferrato ai terrazzamenti collinari montemurlesi, dai panorami del massiccio della Calvana, fino alle asprezze dell’Alta Val di Bisenzio.

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Cattedrale di Santo Stefano Prato

di Marzia Dal Piai

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Cammini d’Italia

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