Tempo di lettura: 11 minuti
Sommario
- Amiens, nel nord della Francia, sorprende per il suo equilibrio tra storia e modernità.
- La cattedrale di Notre-Dame è un capolavoro dell’architettura gotica e patrimonio mondiale UNESCO.
- La Tour Perret, simbolo della resilienza, rappresenta la modernità dopo la ricostruzione post-bellica.
- I giardini di Amiens, celebri per la guède, commemorano la storia economica e artigianale della città.
- Amiens offre un’esperienza turistica da assaporare a ritmo lento, esplorando il suo centro storico e le trasformazioni architettoniche.
Nel nord della Francia, nel cuore della Piccardia e a poco più di un’ora da Parigi, Amiens è una città che sorprende per equilibrio e identità. Attraversata dalle acque del fiume Somme è anche celebre per le tragiche battaglie della Prima guerra mondiale. Circondata dagli Hortillonnages, gli storici orti galleggianti, conserva una lunga tradizione mercantile e tessile che ha segnato il suo sviluppo tra Medioevo ed età industriale. Oggi Amiens è conosciuta soprattutto per due elementi. Il primo è la sua cattedrale, tra le più spettacolari d’Europa. Il secondo è il legame con Jules Verne, che qui visse per molti anni e ne raccontò lo spirito innovativo.
La città ha saputo trasformare il proprio passato industriale in nuovi spazi urbani, mantenendo una dimensione vivibile, a misura di visita lenta. Tutto ciò in uno scenario architettonico dove ogni epoca ha lasciato una traccia che può essere ritrovata visitando a piedi il centro storico gradevole e raccolto. Amiens accoglie il visitatore con un’eleganza sobria che nasconde una notevole complessità strutturale e storica. Dal gotico medioevale più puro al razionalismo del secondo dopoguerra, fino agli interventi contemporanei di Renzo Piano, la città si offre come una destinazione interessante per chi desidera comprendere l’evoluzione dell’urbanistica europea attraverso i secoli.
La bellezza della cattedrale gotica di Amiens
Il motivo principale che spinge il viaggiatore verso Amiens è senza dubbio la sua cattedrale, un capolavoro assoluto dell’architettura gotica. Notre-Dame d’Amiens non è solo la più grande cattedrale gotica di Francia, ma una testimonianza eccezionale di ingegneria e fede. Costruita tra il 1220 e il 1288 con una rapidità sbalorditiva per l’epoca, come conseguenza creò un raro esempio di unità stilistica. Le proporzioni, le linee e la decorazione seguono un disegno coerente e armonico, che ne ha giustificato l’inserimento nel patrimonio mondiale UNESCO. Le dimensioni sono impressionanti. La cattedrale conta oltre 7.700 metri quadrati di superficie, una lunghezza di circa 145 metri e un’altezza della navata che raggiunge i 42,3 metri, seconda solo a Beauvais tra le architetture gotiche, ma con una struttura qui perfettamente compiuta.

Ad Amiens, un gigante di luce
All’esterno, la facciata della cattedrale si presenta come una vera Bibbia di pietra. Un racconto scolpito con circa 700 statue pensato per un pubblico medievale in prevalenza analfabeta, dove ogni gesto aveva un significato immediatamente leggibile. Tra queste spicca il celebre portale del Beau Dieu con il Cristo docente che accoglie i fedeli con maestosa serenità. Originariamente queste sculture erano colorate e oggi, in estate e a dicembre, la cattedrale rivive ogni sera grazie a Chroma, uno spettacolo di luci che restituisce alle statue i colori vivacissimi perduti, offrendo una visione storicamente accurata della policromia gotica.
Tra gli elementi architettonici della facciata spicca anche l’enorme rosone che, con i suoi 13 metri di diametro sottolinea ulteriormente la scala monumentale dell’edificio. Entrando, lo spazio sembra dilatarsi in un volume di circa 200.000 metri cubi, una capacità tale da poter contenere due volte la cattedrale omonima di Parigi. L’interno stupisce per l’armonia delle proporzioni e la vertiginosa altezza della navata. Lo spazio è attraversato da una luce filtrata che esalta la verticalità delle arcate e conduce naturalmente verso il centro della navata. Sebbene la distruzione delle vetrate antiche sia stata una sfortuna storica, questa perdita ha paradossalmente regalato alla chiesa una luminosità interna eccezionale e del tutto inusuale per le strutture gotiche.
Al centro della chiesa si trova il celebre labirinto pavimentale di 234 metri, che non è solo un elemento decorativo, ma un percorso simbolico che i pellegrini percorrevano in ginocchio come sostituto del viaggio in Terra Santa. Nel suo punto centrale era originariamente inserita una pietra di importanza capitale che riporta i nomi degli architetti e dei vescovi, oltre agli anni della costruzione; l’originale di questo reperto fondamentale che ha permesso di ricostruire la storia è oggi conservato presso il Museo della Piccardia.

Ad Amiens, dalla pietra medioevale patrimonio UNESCO al cemento armato della Tour Perret
Oltre alla cattedrale, Amiens conserva tracce preziose del suo passato medievale e rinascimentale, sebbene purtroppo alcune chiese ed edifici gotici minori rimangano oggi chiusi al pubblico. Il protagonista laico di questa sezione della città è il Beffroi, la torre campanaria risalente al Medioevo. Questa struttura è stata inserita nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2006, insieme ad altre torri della regione, come simbolo dell’indipendenza del Comune. Non era questa una struttura religiosa, ma il cuore dell’amministrazione civile.
Fu sede municipale e, per lunghi periodi servì anche da prigione. La sua architettura ibrida: la base in pietra risale al XV secolo, mentre la parte superiore a forma di cupola fu ricostruita nel XVIII secolo dopo un incendio. Salire i suoi numerosi scalini è un’esperienza faticosa ma necessaria. La terrazza panoramica offre quella che è unanimemente considerata la vista migliore sulla Cattedrale, permettendo di ammirarne i contrafforti e le guglie da una prospettiva privilegiata, e sulla moderna Tour Perret.

Ad Amiens, la Tour Perret simbolo della resilienza della città
Se la Cattedrale rappresenta l’anima medievale, la Tour Perret è il simbolo della resilienza e della modernità di Amiens. Dopo le devastanti distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, la città scelse di affidare la ricostruzione del quartiere della stazione ad Auguste Perret, che fu il maestro di cemento armato anche per il grande Le Corbusier. Costruita tra il 1948 e il 1954, questa torre è stata per lungo tempo l’edificio più alto di Francia e il primo grattacielo costruito in cemento armato in Europa.
Con i suoi oltre 100 metri d’altezza, domina lo skyline cittadino, contrapponendosi alla guglia della cattedrale in un dialogo tra fede e progresso tecnico. Accanto alla torre si trova la Gare du Nord, anch’essa parte del progetto di Perret. Qui, l’architetto ha applicato i suoi principi di classicismo strutturale, creando ampi spazi luminosi sorretti da colonne eleganti, dove il cemento perde la sua ruvidità per farsi materia nobile. La stazione e la torre formano un complesso monumentale che ha ridefinito l’ingresso in città, accogliendo il visitatore con un rigore formale che è diventato, esso stesso, un’opera d’arte.
Dall’Art Decò alle archistar
A breve distanza dal centro monumentale, il Museo della Piccardia è il tempio della cultura della regione. Costruito tra il 1855 e il 1867 sotto il regno di Napoleone III, è stato uno dei primi edifici in Francia progettati specificamente per ospitare un museo. L’architettura stessa dell’edificio merita una sosta. Una facciata monumentale in stile Secondo Impero che nasconde al suo interno lo scalone d’onore decorato dalle immense pitture murali di Puvis de Chavannes, capolavori del simbolismo francese. Il contenuto del museo è prezioso e spazia dall’archeologia egizia e gallo-romana alle collezioni di pittura europea. Passeggiando nei dintorni, specialmente lungo la Rue des Otages, si possono ammirare numerosi palazzi privati in stile Art Déco. Questi edifici, caratterizzati da geometrie eleganti, decorazioni in ferro battuto e fregi floreali stilizzati, testimoniano la ricchezza della borghesia di Amiens tra le due guerre mondiali e aggiungono un tocco di raffinatezza borghese al paesaggio urbano.
La trasformazione della Citadelle fortezza del XVII secolo
Amiens non ha però mai smesso di guardare avanti. L’intervento contemporaneo più significativo è senza dubbio la trasformazione della Citadelle, una fortezza del XVII secolo originariamente progettata per ospitare le guarnigioni a difesa della città. Sotto la direzione di un’archistar internazionale, dell’architetto italiano Renzo Piano, questo spazio militare è stato riconvertito in un polo universitario moderno, aperto alla città e alla cittadinanza. Piano ha saputo integrare con maestria le antiche mura di mattoni rossi con strutture trasparenti in vetro e acciaio, creando piazze interne, biblioteche luminose e aule che sembrano galleggiare nella storia. Questo intervento non ha solo recuperato un monumento storico, ma ha creato un ponte fisico tra il centro città e i quartieri settentrionali, dimostrando come l’architettura possa essere uno strumento di coesione sociale e di innovazione educativa.

Amiens, destinazione da assaporare a ritmo lento
Amiens si rivela così come una città dalle diverse sfaccettature che sta riconvertendo la propria impronta industriale in meta turistica in grado di valorizzare le testimonianze del suo passato. È innanzitutto una meta imperdibile per gli appassionati di storia e arte medievale, ma anche per gli studiosi di urbanistica moderna e per chiunque cerchi la bellezza nelle forme dell’ingegno umano. Dalla sacralità della cattedrale alla provocazione di Renzo Piano, con forme e colori che è impossibile non notare, Amiens offre un’esperienza turistica da assaporare con calma, muovendosi a piedi in un centro storico in cui tutto è a portata di mano. Reinventarsi un futuro e adeguarlo al cambiare dei tempi non è un’esperienza nuova per questa città. Chi si chiede da dove provenisse la ricchezza che ha permesso, nel XIII secolo, di costruire questa straordinaria cattedrale scoprirà un’altra storia di trasformazione dei tempi.
La bellezza dei numerosi giardini di Amiens
Nei numerosi giardini di Amiens, una città che certamente da tempo può definirsi verde, si trova ancora la pianta che la rese famosa nel Medioevo: la guède,detta in botanica Isatis tinctoria. Da questa pianta dall’apparenza insignificante con dei fiorellini gialli in primavera, per mezzo di un processo di macerazione delle foglie custodito come savoir fairelocale, si produceva il prezioso pigmento blu che era la principale fonte di questo colore nell’Europa medievale per la tintura delle stoffe.
Definito l’oro blu della Piccardia, fece la fortuna di Amiens: la sua produzione e soprattutto il suo commercio internazionale con tutto il modo allora conosciuto permisero ai mercanti locali di accumulare ricchezze immense. Fu proprio grazie a questi capitali che venne finanziata la costruzione della maestosa cattedrale di Notre-Dame, legando per sempre la storia economica della città alla sua gloria architettonica. Tramontato questo monopolio, la città nota in tutta Europa perse d’importanza per trasformarsi in una cittadina della provincia francese. Ma ancora oggi la guède è celebrata come simbolo dell’identità storica e artigianale di Amiens.
testo di Leonardo Felician

INFORMAZIONI:
https://www.amiens-tourisme.com
ARTICOLI CORRELATI:
https://www.ilviaggiatore-magazine.it/luoghi-viaggi/weekend-a-parigi/
https://www.ilviaggiatore-magazine.it/luoghi-viaggi/mulhouse-alsazia/










