È un’altra Italia quella che si scopre dal finestrino di un treno storico delle vecchie ferrovie. Paesaggi che scorrono lenti tra montagne, borghi e mare, campagne silenziose, vigneti, uliveti e stazioni di provincia dove il tempo sembra essersi fermato. Il viaggio, così, torna a essere parte della destinazione. Su convogli d’epoca e linee dimenticate si abbandona l’ossessione per l’alta velocità. Nessuna corsa contro il tempo, nessuna “freccia” colorata che attraversa la penisola senza quasi sfiorarla. Il futuro del turismo sostenibile corre, paradossalmente, lento. E lo fa lungo rotaie secondarie, spesso centenarie, con locomotive a vapore, su carrozze restaurate con pazienza artigianale.
È il mondo dei treni storici e slow, un modo di viaggiare che negli ultimi anni ha conquistato un numero crescente di appassionati. Nostalgici, curiosi e amanti del turismo lento salgono a bordo di locomotori a vapore, vagoni delle Littorine e carrozze Centoporte per scoprire un’Italia meno frenetica e più autentica. Il rito del viaggio è sempre lo stesso e conserva il fascino di un’altra epoca. La locomotiva sbuffa, il capostazione alza la paletta, un fischio rompe il silenzio e il convoglio si muove lentamente.
Dal finestrino il paesaggio cambia ritmo. La città scivola via, sostituita da pascoli alpini, ghiacciai lontani, vigneti, santuari barocchi, vulcani, parchi archeologici e spiagge nascoste. Il bello di questi treni è proprio la loro lentezza. Il panorama non scorre in un lampo ma si lascia osservare, quasi raccontare. E così il viaggio diventa parte integrante della vacanza, un’esperienza da vivere prima ancora della destinazione. Da nord a sud. Isole comprese.

Ferrovia del Basso Sebino. In treno a vapore verso il Lago d’Iseo con i Treni Storici
Tra le linee storiche recuperate per il turismo ferroviario, quella del Lago d’Iseo è una delle più affascinanti, sebbene poco conosciuta. La ferrovia venne inaugurata nel 1876, quando le rotaie rappresentavano il modo più moderno per collegare città e campagne. Con il tempo, però, il traffico di merci e passeggeri diminuì fino alla chiusura del servizio regolare. Oggi la linea è tornata a vivere grazie ai treni storici, che percorrono un breve ma suggestivo itinerario. Il tragitto, infatti, si snoda quasi interamente all’interno del Parco dell’Oglio, lungo il confine tra le province di Bergamo e Brescia, tra campi coltivati, filari di alberi e piccoli centri agricoli che sembrano sospesi nel tempo.
La sorpresa finale è il lago. Dopo l’ultimo tratto di campagna, infatti, il paesaggio si apre improvvisamente sulle acque del Sebino, con le montagne che si riflettono sulla sua superficie blu. Spesso il viaggio avviene su convogli trainati da locomotive a vapore provenienti da Milano o da altre città lombarde. Il ritmo lento del treno, il profumo della campagna e il suono metallico delle ruote sui binari trasformano il viaggio in un’esperienza quasi cinematografica.

Trenino del Renon: con i Treni Storici, viaggio panoramico tra le vette dell’Alto Adige
Quando venne inaugurato nel 1907, il Trenino del Renon era considerato una piccola impresa ingegneristica. La linea collegava Bolzano con l’altopiano del Renon, permettendo di raggiungere villaggi montani fino ad allora accessibili solo a piedi o con carri trainati da cavalli. Oggi, più di un secolo dopo, il trenino continua a percorrere il suo itinerario panoramico, ma solo sull’Altopiano, tra Maria Assunta e Collalbo, attraversando uno dei paesaggi più suggestivi dell’Alto Adige.
In poche manciate di minuti si incontrano prati verdi, boschi di conifere e masi tradizionali. Dal finestrino si aprono scorci spettacolari sulla Valle dell’Isarco, mentre le montagne fanno da sfondo al viaggio. Una delle tappe più curiose è la stazione di Soprabolzano, punto di partenza per visitare le celebri piramidi di terra. Sono colonne naturali di argilla sormontate da massi che ricordano strane torri o camini. Formazioni geologiche modellate nei secoli dall’erosione della pioggia e del vento, ma che la tradizione popolare preferisce attribuire alla magia delle “fate della montagna”.

Ferrovia Genova-Casella. Con lo storico trenino dell’entroterra ligure
La Genova–Casella è una piccola ferrovia di montagna che parte praticamente dal cuore del capoluogo ligure. Basta lasciare alle spalle il porto e i palazzi storici della Superba, infatti, per trovarsi immersi, nel giro di pochi minuti, in un paesaggio completamente diverso. Il treno comincia ad arrampicarsi tra le colline dell’entroterra ligure, seguendo un tracciato ricco di curve, ponti e gallerie. Si passa tra uliveti, boschi e piccoli borghi arroccati, fino a raggiungere la valle del fiume Scrivia.
Il viaggio dura poco più di un’ora, ma regala scorci sorprendenti su una Liguria poco conosciuta, lontana dalle spiagge affollate della costa. Il fascino cresce ancora di più quando si ha la fortuna di salire su uno dei convogli storici dei primi del Novecento, trainati dalla più antica locomotiva elettrica italiana, dipinta di rosso brillante. A bordo c’è anche una carrozza bar d’epoca, arredata in stile Orient Express. Il luogo perfetto per un caffè o uno spuntino mentre il paesaggio scorre lento oltre i finestrini.

Treno della Val d’Orcia: itinerario a vapore tra le colline toscane con i Treni Storici
Pochi paesaggi italiani sono iconici quanto quello della Val d’Orcia, con le sue colline morbide, i filari di cipressi isolati e i borghi che sembrano usciti da un dipinto rinascimentale. Il Treno della Val d’Orcia attraversa proprio questo scenario. Un tempo la linea collegava Siena e Grosseto, svolgendo un ruolo fondamentale per le comunità locali. Oggi non è più attiva per il servizio regolare, ma continua a vivere grazie ai treni turistici, spesso trainati da spettacolari locomotive a vapore.
Il percorso completo copre circa 142 chilometri e parte da Siena, attraversando le Crete senesi e il paesaggio armonioso della Val d’Orcia. Lungo la linea si incontrano alcuni dei luoghi più suggestivi della Toscana. Montalcino, patria del celebre Brunello, San Quirico d’Orcia, con i suoi giardini rinascimentali, la mistica Abbazia di Sant’Antimo, isolata tra campi e vigneti. In molte occasioni il viaggio coincide con sagre, feste popolari e mercatini, trasformando il tour in un itinerario tra gastronomia, tradizioni e piccoli borghi.

Reggia Express: da Napoli a Caserta sulle carrozze degli anni ’30
Tra i treni storici turistici più recenti c’è il Reggia Express, un collegamento speciale che unisce Napoli alla spettacolare Reggia di Caserta. Il viaggio si svolge a bordo di carrozze storiche Centoporte degli anni Trenta, restaurate con cura per restituire il fascino dei convogli di inizio Novecento. Sedili in legno lucidato, porte e finestrini che si aprono verso l’esterno e quell’atmosfera un po’ rétro che invita a guardare il paesaggio con calma. Il tragitto è breve ma suggestivo. In meno di un’ora si passa dal caos vivace di Napoli alla monumentalità della reggia borbonica, uno dei complessi reali più grandiosi d’Europa.
Arrivati alla stazione di Caserta bastano pochi passi per trovarsi di fronte alla facciata imponente del palazzo voluto da Carlo di Borbone e progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli nel Settecento. Spesso paragonata alla reggia di Versailles, la Reggia di Caserta sorprende per la vastità degli Appartamenti Reali, per gli scaloni scenografici e soprattutto per il Parco monumentale, lungo oltre tre chilometri. Qui viali alberati, fontane barocche e grandi vasche d’acqua accompagnano lo sguardo fino alla spettacolare Fontana di Diana e Atteone o fanno scoprire il romantico Giardino Inglese, ricco di piante rare e scorci pittoreschi.

Ferrovia dei Templi. Con i Treni Storici tra la storia antica e il mare di Agrigento
In Sicilia esiste una ferrovia che attraversa uno dei paesaggi archeologici più straordinari del Mediterraneo. E, non a caso, è conosciuta come la Ferrovia dei Templi. La linea collega Agrigento a Porto Empedocle, ma il suo tratto più spettacolare attraversa direttamente la celebre Valle dei Templi, patrimonio dell’umanità UNESCO. Il convoglio procede lentamente tra mandorli, ulivi e colline dorate dal sole, offrendo dal finestrino una prospettiva insolita sui resti dell’antica città greca di Akragas. Tra la vegetazione mediterranea compaiono improvvisamente le colonne doriche dei templi, mentre in lontananza si intravede il blu del mare. Una fermata particolarmente suggestiva si trova proprio all’interno del Parco Archeologico, di fronte al Tempio di Vulcano e a pochi passi dal Giardino della Kolymbethra, una piccola oasi agricola recuperata dal FAI.
Qui agrumi, mandorli e piante mediterranee crescono tra antichi terrazzamenti e resti archeologici, creando uno degli angoli più affascinanti della valle. Da questo punto lo sguardo abbraccia l’intero paesaggio monumentale, con il tempio di Castore e Polluce e quello della Concordia, tra i meglio conservati del mondo greco. Il viaggio può poi proseguire fino a Porto Empedocle, affacciato sul Canale di Sicilia, dove la ferrovia incontra finalmente il mare. Un itinerario breve ma sorprendente, capace di unire storia millenaria, archeologia e paesaggio mediterraneo in uno dei luoghi più iconici della Sicilia.
E così, tra locomotive a vapore, carrozze d’epoca e linee secondarie, il treno torna a essere quello che è sempre stato. Non solo un mezzo di trasporto, ma un modo diverso – e più lento – di conoscere l’Italia. Viaggiare su questi binari, infatti, significa rallentare il passo e lasciare che il paesaggio racconti la sua storia: tra montagne, colline e mare riaffiora un Paese silenzioso e autentico, dove il tempo del viaggio torna a coincidere con il tempo della scoperta.
di Enrico Saravalle

INFORMAZIONI
https://www.fstrenituristici.it/











