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Sommario
- Il Parco Radicepura è un laboratorio culturale dedicato alla biodiversità e all’architettura del paesaggio mediterraneo, situato a Giarre, Catania.
- Il Radicepura Garden Festival è la biennale internazionale di architettura del paesaggio, che coinvolge giovani progettisti e affronta temi attuali sul rapporto tra uomo e natura.
- Le edizioni del festival presentano giardini temporanei e permanenti, con focus su sostenibilità e cambiamento climatico.
- Il parco ospita installazioni artistiche e promuove una riflessione sul paesaggio e sulla biodiversità, coinvolgendo il pubblico attraverso attività e workshop.
- Parco Radicepura contribuisce al turismo sostenibile in Sicilia, raccontando storie legate all’ambiente e alla ricerca ecologica.
Tra l’Etna e il mar Ionio, sorge uno dei progetti botanici e paesaggistici più interessanti del Mediterraneo contemporaneo. Un laboratorio culturale permanente dedicato alla biodiversità, al paesaggio mediterraneo e alla relazione tra natura, arte e architettura. Si trova a Giarre, alle porte di Catania, ed è il Parco Botanico Radicepura, un progetto della famiglia Faro, che da oltre cinquant’anni lavora nel settore delle piante ornamentali. Il parco nasce proprio dalla loro collezione botanica, costruita nel tempo con un’attenzione particolare a specie mediterranee e subtropicali.
L’ingresso al Parco Radicepura introduce subito al carattere del posto: un ulivo secolare segna il confine tra fuori e dentro, tra la strada e un mondo che rallenta. Il percorso parte da un palazzo nobiliare di fine Ottocento, affiancato da un palmento storico dove un tempo si produceva il vino dell’Etna (e dove Coppola girò alcune scene de Il Padrino). E poi si snoda tra giardini tematici firmati da paesaggisti internazionali, installazioni d’arte contemporanea disseminate tra la vegetazione e orti didattici dove le piante aromatiche del Mediterraneo crescono a portata di mano. Si attraversano poi aree dedicate alle succulente e alle cactacee. Si entra in una serra con specie tropicali e si sale sulla terrazza degli agrumi che conserva varietà settecentesche recuperate in collaborazione con il FAI e l’Orto Botanico di Palermo.

Radicepura Garden Festival: la Biennale Internazionale di Architettura del Paesaggio al Parco Botanico
Ma a rendere il sito un caso unico nel panorama europeo è soprattutto il Radicepura Garden Festival, la biennale internazionale dedicata al garden design e all’architettura del paesaggio mediterraneo che si svolge all’interno del Parco. Nata nel 2017, l’iniziativa coinvolge progettisti under 36 e grandi firme del landscape design, chiamati a realizzare giardini temporanei e permanenti all’interno dell’area. Ogni edizione affronta un tema differente legato al rapporto tra uomo, natura e paesaggio. L’appuntamento del 2023, diretto da Antonio Perazzi, per esempio, era intitolato Il Giardino delle Piante e poneva al centro il valore botanico del giardino contemporaneo, promuovendo una visione ecologica e sostenibile del progetto paesaggistico.
L’edizione 2025, guidata ancora da Antonio Perazzi, aveva invece come tema Chaos (and) Order in the Garden, una riflessione sul rapporto fra spontaneità della natura e progetto umano. In quella circostanza, il festival ha riunito dieci giardini temporanei e sette permanenti, trasformando ancora una volta il parco botanico Radicepura di Giarre in una sorta di atlante del paesaggio mediterraneo contemporaneo.

Il futuro del Landscape Design: il nuovo messaggio del paesaggismo contemporaneo
Molti progetti del 2025 hanno in comune una scelta precisa: niente geometrie rigide, ma composizioni che lasciano spazio al tempo, alla crescita spontanea, ai segni del cambiamento climatico. In A Postcard from Sicily, per esempio, il giardino rilegge la Sicilia orientale in chiave poetica. Echoes, invece, lavora con pietre vulcaniche, sentieri irregolari e vegetazione apparentemente selvatica. Ignivomus Hortus, poi, guarda direttamente alla geologia dell’Etna, al suo paesaggio quasi primordiale, fatto di roccia e lava solidificata.
Il parco, però, non è solo botanica. Tra la vegetazione sono disseminate installazioni permanenti di artisti come Emilio Isgrò, Adrian Paci e Alfio Bonanno, che entrano in dialogo con le piante e con il paesaggio vulcanico. Un livello in più, che trasforma la visita in qualcosa di difficile da classificare: non solo un giardino, non solo un museo all’aperto.
Parco Radicepura di Giarre e il turismo sostenibile in Sicilia
Parco Botanico Radicepura non è solo cultura. Nell’area etnea, dove il florovivaismo ha radici storiche profonde, il parco ha dato visibilità a una tradizione spesso trascurata. In una zona raccontata quasi sempre attraverso il mare o il vulcano, ha proposto un’altra storia: quella di una Sicilia che lavora sul paesaggio, sulla ricerca ambientale, sulla sostenibilità. Il rapporto con il pubblico è uno degli aspetti che caratterizzano il progetto. Il parco ospita workshop, incontri e attività per le scuole, con un’attenzione concreta alla divulgazione ecologica. I visitatori ogni anno sono migliaia: Radicepura partecipa al circuito dei luoghi convenzionati FAI ed è aperto al pubblico da primavera a dicembre.
Chi visita il parco non trova solo un bel giardino da attraversare, ma un posto che invita a ragionare: sul cambiamento climatico, sulla biodiversità, su come le persone abitano e trasformano gli spazi naturali. In questo senso Radicepura fa qualcosa di più di quello che ci si aspetta da un parco botanico. È un punto di osservazione sul Mediterraneo di oggi, su quello che sta cambiando e su come il paesaggio possa aiutarci a capirlo. Un luogo, insomma, dove la natura diventa strumento per interpretare il presente.
testo di Enrico Saravalle

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