Il 22 maggio 2026 si festeggerà la Giornata Mondiale della Biodiversità, una ricorrenza voluta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare la tutela della varietà biologica di specie, geni ed ecosistemi. Con diversità biologica, o biodiversità, si intende tutta la varietà di forme di vita sulla Terra, inclusi ecosistemi, specie animali, vegetali, funghi e microrganismi, nonché la loro variabilità genetica. È importante preservarla perché fornisce risorse vitali come cibo, materie prime e principi attivi per medicinali. Contribuisce alla regolazione del clima, al ciclo dell’acqua, all’impollinazione delle colture e alla difesa dalle malattie.
Un ecosistema ricco è più capace di adattarsi a cambiamenti climatici, inondazioni e siccità, è essenziale per il benessere umano e la salute del pianeta. Alcune attività dell’uomo hanno messo in crisi la biodiversità con azioni come la deforestazione, urbanizzazione e conversione dei terreni, aria, acqua e suolo contaminati danneggiano la fauna e la flora, ma anche il sovrasfruttamento delle risorse e l’introduzione di spezie invasive in nuovi ambienti minacciano le specie locali.

Turismo della biodiversità sostenibile
La biodiversità è diventata un motivo di viaggio, e questo tipo di turismo in Italia è in forte crescita, con oltre 30 milioni di presenze annue. Circa il 42,5% dei turisti in Italia desidera vacanze nei parchi naturali e cresce la domanda di sostenibilità. Il 78% dei viaggiatori cerca strutture ecologiche e il turismo lento (bici/piedi) aiuta a ridurre le emissioni, che rappresentano circa il 10% del totale globale (fonte Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica). Tra i dati del settore si evidenzia che il 44,5% dei turisti in Italia esprime il desiderio di visitare un parco naturale, evidenziando il ruolo centrale delle aree protette, il 61% dei viaggiatori è interessato all’ecoturismo e il 78% progetta di soggiornare in strutture ecologiche, disposti anche a pagare di più. Le mete di questi viaggiatori sono focalizzate sulla scoperta dei parchi nazionali, aree marine protette e riserve naturali.
Biodiversità sostenibile. Dove andare e cosa vedere
Per un’esperienza di viaggio che combini natura, cultura e sostenibilità, l’Italia offre numerose destinazioni ecoturistiche. Tra le mete preferite ci sono i Parchi Nazionali e Regionali o le Aree Protette. Nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, ogni stagione dell’anno offre scenari diversi. La tarda primavera e l’estate sono i mesi della fioritura e delle escursioni in alta quota. In autunno i boschi si colorano, e per i camosci inizia il periodo degli amori, sfondi ideali per un trekking fotografico.
In inverno invece il territorio innevato si presta alle passeggiate con le racchette da neve, lo sci di fondo o lo scialpinismo. C’è la possibilità di avvistare animali. Nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, sito Unesco, per secoli i sentieri sono stati l’unico collegamento tra un paese e l’altro e tra questi e l’entroterra. Oggi la rete si sviluppa per oltre 120 chilometri e consente di visitare tutto il territorio su sentieri di diverse tipologie: si può partire da Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore.

La biodiversità sostenibile rappresentata da Nord a Sud d’Italia
Un’altra meta imperdibile sono le oasi, ognuna diversa dall’altra, ognuna protegge un habitat peculiare. In alcune, ad esempio, si possono trovare zone umide dove svernano uccelli migratori, in altre praterie di fiori selvatici, oppure foreste secolari, ma anche ambienti costieri o marini. Situata vicino a Matera, l’Oasi di San Giuliano (Basilicata) si sviluppa attorno a un grande lago artificiale ed è un punto di riferimento per gli uccelli migratori.
L’Oasi di Vendicari (Sicilia) tra Noto e Marzamemi, è una riserva naturale costiera famosa per le sue spiagge incontaminate e le saline, che attirano fenicotteri e aironi. Qui si trovano anche antiche testimonianze storiche, come la Torre Sveva e una tonnara dismessa, e si può fare trekking, snorkeling, birdwatching. Un esempio di perfetta integrazione tra uomo e natura, è l’Oasi Zegna (Piemonte), che offre panorami mozzafiato delle Alpi Biellesi ed è nota per i suoi percorsi escursionistici. Durante la primavera, la fioritura dei rododendri crea uno spettacolo unico. Si possono praticare trekking e mountain bike.

Scoprire con il trekking, il birdwatching o la fotografia
Nei Parchi, nelle Oasi, nelle aree protette in genere, si può fare trekking, fotografia naturalistica, osservazione della fauna selvatica, birdwatching, escursioni guidate, nei rifugi eco-compatibili si consumano prodotti a KM0. Itinerari specifici sono proposti da operatori specializzati come WWF Travel e piattaforme di turismo sostenibile, che promuovono la biodiversità e il rispetto del paesaggio. Ma si può optare anche per un viaggio o una crociera con guide naturalistiche, biologia marina, crociere di ricerca, wildlife watching e ospitalità in oasi. Oasi Stay è un invito a vivere la natura dall’interno, a rallentare il passo e riscoprire il legame più autentico con il mondo naturale. Con questo progetto le porte delle Oasi WWF si sono aperte all’eco-ospitalità, per immergersi in luoghi protetti, straordinari per biodiversità e bellezza, e allo stesso tempo fragili e preziosi.
Se si vuole celebrare la biodiversità senza uscire di casa, ci sono diverse attività pratiche per trasformare lo spazio casalingo in un piccolo rifugio ecologico. Si può creare un rifugio per insetti utilizzando canne di bambù, legnetti forati e pigne per offrire rifugio a impollinatori come le api solitarie. WWF Italia ha preparato delle apposite guide per costruire piccoli nidi artificiali. Si possono piantare lavanda, rosmarino, timo o borragine che attraggono gli “impollinatori” e aumentano la biodiversità urbana. Sementi specifiche vengono vendute da Eataly (progetto Bee the Future) o vivai specializzati. Se si ha la fortuna di avere un giardino, si può lasciare una piccola zona incolta senza falciare l’erba, per permettere alle piante spontanee di fiorire, creando un microhabitat per piccoli invertebrati. La tutela della biodiversità inizia anche dalla tavola, salvaguardando le varietà agricole locali, scegliere sempre prodotti certificati e di stagione.
testo di Marzia Dal Piai











