Tempo di lettura: 9 minuti
Sommario
- La Val Sarentino è il comune più grande della provincia, con oltre 300 km² e 7.000 abitanti sparsi in frazioni.
- Il Maso Rohrerhaus, un museo contadino del 1300, offre un autentico tuffo nel passato attraverso esposizioni storiche.
- L’artigianato locale, come le giacche Sarner e il ricamo su cuoio, unisce tradizione e innovazione in prodotti unici.
- La gastronomia sarentinese propone piatti tipici e ingredienti innovativi, come i funghi esotici di Christian Rabensteiner.
- La valle offre oltre 500 km di sentieri per escursioni, inclusi percorsi per famiglie e attività avventurose come il ponte sospeso Marterloch.
Quello di Sarentino è, per estensione, il comune più grande della provincia. Parliamo di oltre 300 chilometri quadrati di territorio che ospitano poco più di 7.000 abitanti sparsi in una trentina di frazioni. Risalendo la Val Sarentino si incontrano piccoli borghi che sembrano usciti da un libro di storia. C’è Ponticino, per esempio, che un tempo era l’ultima vera porta d’accesso prima di affrontare l’impervia mulattiera verso la città. Poi c’è il centro principale, Sarentino paese, con le facciate decorate delle sue case e il ritmo vivace di un borgo.
È il cuore amministrativo e culturale della valle. Risalendo il corso del torrente Talvera, da una parte si va verso San Martino e il comprensorio di Reinswald, paradiso per chi ama lo sport attivo. Dall’altra ci si spinge fino a Valdurna. Qui la strada asfaltata finisce davanti a un lago: uno specchio d’argento, circondato da vette che si riflettono nell’acqua immobile. È il luogo del silenzio assoluto, dove l’unico rumore è il rintocco delle campane della chiesa di San Nicolò, famosa per i suoi misteriosi affreschi medievali.

Tradizioni in Alto Adige: l’anima della Val Sarentino e il fascino del passato
L’anima della valle si legge però anche nelle mani di chi ci lavora e nella storia delle sue case. Se le tradizioni si respirano quotidianamente in ogni angolo, il Maso Rohrerhaus è sicuramente il modo migliore per fare un vero tuffo nel passato. Ricavato in una costruzione del 1300 e perfettamente restaurato, questo museo contadino riproduce fedelmente le abitazioni di un tempo. All’interno si trova tutto: la cucina con gli strumenti di lavoro originali, la stufa a legna che era il cuore della casa, la stube gotica con il soffitto decorato e la camera padronale dotata di bagno privato.
C’è perfino una stanza che ospita un’esposizione di antichi costumi tradizionali, pezzi primi e unici che raccontano l’identità sociale di chi li indossava. Per chi volesse curiosare già da casa, il museo è visitabile anche con un tour virtuale sul sito dedicato. Niente, però, batte il profumo di legno antico che si senti dal vivo e il fascino di una casa d’altri tempi.

L’Artigianato della Val Sarentino e il benessere del pino mugo
L’artigianato locale non è comunque solo un ricordo da museo. Qui i giovani designer hanno saputo dare una nuova vita a materiali storici. Le giacche Sarner, le classiche Jangger in lana lavorata a trama strettissima, sono diventate capi iconici apprezzati nelle boutique di moda internazionale. Lo stesso vale per il ricamo su cuoio con il rachide della penna di pavone. Si tratta di una tecnica minuziosa che richiede ore di pazienza e che trasforma cinture e portafogli in piccoli capolavori. Non mancano le Sarnar Toppar, le pantofole di recupero che sono il simbolo dell’economia circolare locale. Anche il benessere qui ha un profumo inconfondibile: quello del pino mugo.
In Val Sarentino l’estrazione di questo “oro verde” è una tradizione centenaria e qui si trova la distilleria di olio di pino mugo più grande al mondo, la Eschgfeller. Un bagno caldo nell’essenza di mugo non è solo una coccola per la pelle, ma un vero trattamento rigenerante che sembra togliere la stanchezza dalle ossa. Proprio come sapevano i contadini, che dopo una giornata duro lavoro se ne concedevano uno. Ma benessere in valle significa anche Bad Schörgau. Poche camere e suite e una spa particolarmente accogliente: vasche in legno a ridosso del bosco, saune, piscina, percorso Kneipp e trattamenti detox mirati e innovativi.

Prodotti tipici della Val Sarentino: sapori tra tradizione e innovazione
E se il benessere passa per il corpo, la cucina non è da meno. La gastronomia sarentinese è schietta e genuina. Accanto ai classici canederli, bisogna assaggiare gli Striezel, le pagnotte di segale fritte e farcite con speck, o i famosi gnocchi della valle. La sorpresa più moderna è però legata ai funghi: Christian Rabensteiner nella sua Naked Funghi coltiva varietà esotiche e pregiate che portano un tocco di innovazione nei piatti della tradizione.
Escursioni in Val Sarentino e adrenalina: cosa fare in quota
A chi ama muoversi a piedi, la valle regala oltre 500 chilometri di sentieri tenuti in modo impeccabile dai volontari che se ne prendono cura. Una delle mete più gettonate è quella degli Omini di Pietra, a 2.000 metri di quota. Si tratta di centinaia di figure fatte di sassi impilati uno sull’altro che sembrano un esercito silenzioso a guardia della valle. Nessuno sa con certezza chi li abbia costruiti o perché, ma le leggende locali parlano di streghe e antichi rituali, e l’atmosfera che si respira lassù è davvero magica. Per le famiglie c’è, poi, l’Urlesteig, un percorso didattico pieno di sorprese come zattere, labirinti di pino mugo e installazioni giganti che rendono la discesa divertente anche per i più piccoli.

Ponte sospeso Marterloch e Trekking Bus
Se cercate un pizzico di adrenalina, la novità è il ponte sospeso Marterloch. È una struttura impressionante, lunga ben 272 metri e sospesa a 130 metri d’altezza sopra una gola profonda. Attraversarlo fa battere il cuore, ma la vista sulla vecchia mulattiera sottostante e il senso di libertà sono impagabili. E a proposito di spostamenti, la valle ha investito molto sulla sostenibilità. Dal 20 giugno sono disponibili quotidianamente diverse corse di trekking bus che partono dal paese di Sarentino e conducono verso cinque destinazioni diverse: il Rifugio Sarentino, i Masi di Pozza, Rio Deserto, Monte Novale e, tre volte alla settimana, lo spettacolare Passo Pennes. Tutto per raggiungere agevolmente i punti di partenza dei sentieri e rientrare in totale relax al termine delle escursioni, senza lo stress del posteggio.

Vacanze in Val Sarentino: oltre le gallerie, un mondo fedele a sé stesso
La Val Sarentino è fatta così. Geograficamente è il cuore pulsante dell’Alto Adige, ma spiritualmente si trova altrove, in una dimensione dove la fretta non è mai stata di casa. In valle le tradizioni non sono messe in scena per i turisti, sono semplicemente la vita di ogni giorno. Lo senti subito nell’aria, lo vedi nei gesti dei contadini e lo ascolti nel Sarnerisch, un dialetto arcaico e stretto che suona come una lingua magica anche agli stessi sudtirolesi. È una valle che ha scelto di evolversi senza svendere la propria anima, trasformando il silenzio e lo spazio in veri e propri beni di lusso.
Scegliere questa valle per una vacanza significa immergersi in un microcosmo che non ha fretta di cambiare, dove l’ospitalità è fatta di sguardi sinceri e dove, tra un maso e l’altro, si ritrova il piacere di camminare al ritmo del proprio respiro. Che sia per un soggiorno in un maso familiare o in un hotel di design, la Val Sarentino ti lascia addosso quella sensazione di aver scoperto un segreto prezioso, un posto dove l’Alto Adige è rimasto, semplicemente, sé stesso.
di Enrico Saravalle

INFORMAZIONI:
Vacanza lontano dalla folla in Val Sarentino
ARTICOLI CORRELATI:
Vacanze in alta quota nei Masi Gallo Rosso
Val Passiria, destinazione sostenibile










