Mentre Cortina e le altre montagne olimpiche accendono i riflettori e si trasformano nel palcoscenico vibrante delle Olimpiadi, esiste l’inverno di chi sceglie di fermare il tempo. Per loro, la montagna non è un’arena da conquistare, ma un rifugio dove il lusso non è apparire, bensì scomparire. È un luogo dove le vette non fanno da sfondo, ma sono una presenza costante. Dove il tempo rallenta e il respiro si allunga. Dove le scelte sembrano segreti ben custoditi. In Valle Aurina (la sudtirolese Ahrntal) tutto questo è possibile. Sceglierla significa puntare su un piccolo eden fatto di oltre ottanta vette sopra i tremila metri e di boschi innevati.
Qui tutto profuma di resina, di grandi anfiteatri naturali dove il bianco domina senza interruzioni. Un panorama infinito, dove la colonna sonora è il fruscio della neve fresca, e il pubblico è fatto di camosci e aquile. Tutto è a misura d’uomo e permette di ritrovare una dimensione lenta senza dover lottare per un posto in prima fila. Non è una sfida contro gli altri, ma un dialogo intimo con la natura, lontano dalla folla e più vicino a se stessi.

In Valle Aurina in inverno: sci, fondo e attività outdoor
Valle autentica e ancora fedele al suo ritmo essenziale tra le Vedrette di Ries e le Alpi dello Zillertal. La Valle Aurina si trova proprio dove finisce la provincia di Bolzano e comincia l’Austria. Disseminata di baite, paesini con case dai tetti spioventi e chiesine dai campanili aguzzi, la valle è una meta ideale per gli appassionati degli sport invernali. I suoi impianti ipertecnologici collegano decine di chilometri di piste con vari livelli di difficoltà.
Sia i principianti sia gli sciatori più esperti possono trovare la neve adatta ai propri sci. Ma, non a caso, la Valle Aurina è conosciuta anche come “la valle dalle mille possibilità”. Il comprensorio, infatti, vanta chilometri di anelli di fondo e l’Associazione turistica locale propone attività no limits come lo snowrafting, l’arrampicata sul ghiaccio e lo sci alpinismo oppure esperienze più morbide e contemplative, come le passeggiate con le ciaspole e le discese in slittino.

Storia e benessere in Valle Aurina: miniere, musei e speleotraining
C’è di più, ovviamente. Forse non tutti sanno che la Valle Aurina deve il suo nome al rame, conosciuto in passato come “oro rosso”, estratto nelle viscere delle sue montagne dal Quattrocento fino all’Ottocento. La lavorazione e la commercializzazione del minerale hanno costituito per secoli la fortuna della valle. Hanno scatenato anche scontri frequenti e sanguinosi tra la nobiltà locale e i conti del Tirolo. Con il tempo, però, le vene di rame si sono esaurite, portando all’abbandono delle gallerie. Oggi, una serie di iniziative sta riportando in vita questi antichi giacimenti. A Cadipietra, per esempio, è possibile visitare il Museo Provinciale delle Miniere, ospitato nell’antico granaio che fungeva da magazzino alimentare per i minatori. Inoltre, chi soffre di problemi alle vie respiratorie può concedersi un ciclo di speleotraining, inalando aria purissima e priva di allergeni nelle moderne gallerie climatiche scavate nel cuore della montagna.
Arte e castelli in Valle Aurina: il fascino medievale di Campo Tures e Casere
Chi pensa che la posizione defilata della Valle Aurina abbia in qualche modo pregiudicato la fioritura artistica locale si sbaglia. Anche se “alla periferia dell’impero”, i paesini della valle conservano, infatti, le tracce di un passato glorioso e movimentato. La prima testimonianza è senza dubbio il monumentale Castel Taufers, che domina Campo Tures con le sue torri massicce. Cammini di ronda, ponti e bastioni non mancano, ma è all’interno che arrivano le vere sorprese. Una ricchissima biblioteca, le stanze dei principi, la sala d’armi con una collezione di corazze, alabarde e spadoni, e una minuscola cappella interamente ricoperta di affreschi gotici.
Dal castello, poi, un sentiero si snoda oltre le mura in direzione delle Cascate di Riva. Risalendolo ci si ritrova immersi in una foresta rigogliosa che regala scorci improvvisi su tre diversi salti d’acqua, di cui l’ultimo è un vero muro liquido che si polverizza nell’aria fresca della valle. Visita d’obbligo anche all’imponente chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, nell’immenso pratone di Tures. Un impianto rigorosamente gotico, muri in mattoni di granito, decori di pietra sulle volte e un’enorme pala d’altare a pannelli popolata di figure in legno dorato. Proprio in fondo alla Valle, dove neve e sentieri la fanno da padroni e si può proseguire solo a piedi, ecco, infine, la chiesina di Casere dedicata al Santo Spirito, con un insolito mix di stili, dal gotico e barocco, dal medievale al manierista, nei crocifissi, negli affreschi, nelle volte e nei decori.
OLM Nature Escape, eco-hotel di design nel cuore della Valle Aurina
Ed è proprio al centro della Valle, lontano dalle rotte più affollate, in questa perfetta combinazione di storia, arte e natura, che si trova OLM Nature Escape, eco-aparthotel in vetro, pietra e legno. Siamo a Caminata di Tures (BZ) e “lui”, immerso nel silenzio, è un rifugio contemporaneo, recentemente premiato come “Hotel dell’Anno 2026 in Alto Adige” dalla guida Gault&Millau. Qui non esistono orari rigidi né imposizioni. Ci si sveglia quando si vuole. La colazione può essere un ricco buffet biologico con prodotti regionali, oppure un semplice caffè preparato in pigiama nella propria kitchenette. Da quest’anno l’OLM Nature Escape è entrato a far parte dei Vitalpina Hotels Südtirol, una trentina di strutture specializzate nella vacanza attiva. Impegnate nella sostenibilità, mettono a disposizione degli ospiti vacanze a stretto contatto con la natura attraverso escursioni e passeggiate sensoriali nel bosco, con un’attenzione particolare alla respirazione consapevole, all’alimentazione sana e a trattamenti naturali.

Esperienza gourmet in Valle Aurina
La cena può trasformarsi in un’esperienza gourmet al ristorante PRENN, dove lo chef Berni Aichner rielabora i sapori locali in piccole magie, oppure restare un momento intimo sul divano, ordinando in camera e osservando le montagne attraverso vetrate che sembrano quadri viventi. Solo trentatré camere le immerse nel profumo del larice e venticinque le suite con sauna finlandese privata, un laghetto naturale in giardino che sembra uscito da una fiaba nordica, e un’Eco SPA dove si nuota in una piscina esterna riscaldata mentre le cime innevate si tingono di rosa al tramonto. Qui il benessere non è un programma, è una conseguenza. Senza pianificazione, senza code e senza stress.

di Enrico Saravalle











