A San Vigilio di Marebbe la neve dolce delle Dolomiti
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26 Gennaio 2026

A San Vigilio di Marebbe la neve dolce delle Dolomiti

San Vigilio di Marebbe in inverno, nelle sei minuscole gemme che costellano la Val Badia. Tra le frazioni che gravitano attorno a San Vigilio di Marebbe e San Martino in Badia, prende vita una fiaba di montagna immersa in una soffice coltre di neve. Le vette delle Dolomiti vivono il silenzio e la poesia. In particolare, i territori dei parchi naturali Parco Naturale Fanes Senes Braies e Parco Naturale Puez Odle, disegnano una scenografia imponente e sublime. Il bianco domina e la parete verticale su cui scende la neve traccia i profili delle cime, talvolta innevate, talvolta rocciose. Le case tradizionali dei villaggi, ordinate e discrete, apportano un senso di “casa”, di accoglienza e di calore al paesaggio alpino. In questo angolo a misura d’uomo, dove i rumori della città e del traffico diventano ricordi lontani, si apre un ventaglio di proposte sportive. Queste proposte invitano a vivere la neve in modo autentico. Oltre allo sci di discesa e lo sci di fondo, ciaspolate e camminate invernali si alternano con slitte trainate da cavalli o con lo slitta trainata dai cani. Tutto ciò fino alla scoperta dell’Owl Park San Vigilio, dove osservare più di trenta specie di gufi, civette e allocchi.

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Slitta trainata da cani: diventare “musher” a San Vigilio di Marebbe in inverno

Al confine del Parco Naturale Puez-Odle, ai piedi della imponente vetta Sas de Pütia, un branco di husky siberiani scivola sulla neve, trainando slitte e spiriti in cerca di emozione. Qui si può partecipare all’esperienza appassionante dello “sled-dog”. Guidati da una guida esperta, dopo un breve corso si apprendono i rudimenti per condurre la slitta e il suo “motore” a quattro zampe. Si diventa parte di un team speciale e intimo con i propri cani. Il panorama invernale che si attraversa è affascinante e suggestivo. In più, l’esperienza è accessibile anche alle famiglie con bambini a partire dai 3 anni.

Per chi predilige il ritmo lento, l’atmosfera romantica e l’osservazione silenziosa del bosco innevato, c’è la classica escursione in calesse. Quest’ultimo è trainato da cavalli che parte nei dintorni di San Vigilio e si snoda tra boschi imbiancati. I possenti norici, con il loro alito che si condensa nell’aria gelida, avanzano sotto una coperta calda e accogliente, mentre il calesse scivola lentamente. Si tratta di un’immersione nel passato, nelle tradizioni ladine, quando le carrozze erano il mezzo d’elezione per muoversi tra valli e montagne.

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A San Vigilio di Marebbe in inverno, sci di fondo, camminate invernali e ciaspolate

Lo sci di fondo si offre come un lento lasciarsi trasportare sulla neve, immersi in paesaggi immacolati e in un silenzio che avvolge e rigenera. Nel comprensorio di San Vigilio, infatti, esistono piste avvolte in un paesaggio fatato. Ad esempio, la pista che conduce fino al  Rifugio Pederü attraversando boschi e prati imbiancati. O la pista della “Roda de Börz” ad oltre 2.000 m di altitudine con vista sul Sas de Pütia. Le ciaspolate offrono un dialogo più intimo con la natura. Nei territori del Parco Fanes‐Senes‐Braies ci si addentra nei percorsi non segnalati, calzando le ciaspole e lasciando tracce nella neve fresca. Le piste sono da percorrere con le guide di San Vigilio. Ci sono anche camminate invernali segnalate, da percorrere anche individualmente senza guida, che conducono ai rifugi. Per esempio da Pederü in circa un’ora e mezza si raggiungono i rifugi Lavarella o Fanes, aperti anche durante l’inverno.

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La bellezza di San Vigilio di Marebbe

San Vigilio – Dolomites è la cooperativa turistica nata per promuovere questo speciale territorio che si estende tra i paesi di San Vigilio di Marebbe e di San Martino in Badia. Oltre alla bellezza della natura alpina, questa incantevole regione votata al turismo possiede delle caratteristiche che pochi altri luoghi alpini hanno. Si tratta della lingua, la tradizione e la cultura ladina. L’ospitalità, la cucina, l’atmosfera, l’accoglienza sono impregnate di un flair speciale che si percepisce fin da subito dal dolce suono della lingua ladina.

Il buongiorno mette di buon umore con un “Bun dé” e l’arrivederci suona con un incomprensibile “A s’odëi” che strappa un sorriso. La vacanza diventa una scoperta non solo di zone di grande attrattiva ma anche di un patrimonio immateriale che non si tocca con mano ma si vive. San Vigilio è un vivace centro turistico che non ha perso il suo carattere di paese alpino. Comprende anche le minuscole frazioni di Pieve di Marebbe, Longega e Rina. San Vigilio è adagiato sul versante più soleggiato del Plan de Corones, circondato dal Parco naturale di Fanes-Senes-Braies.

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Dintorni di San Vigilio di Marebbe

Il paese di San Martino in Badia, un tempo sede giurisdizionale, è celebre per il suo castello “Ciastel de Tor” e la sede dell’Istituto culturale ladino “Mircurà de Rü”. Le sue frazioni sono Piccolino, con le sue residenze signorili d’epoca. Longiarü, recentemente nominato “villaggio degli alpinisti” e Antermoia, posti in posizione idilliaca verso il Passo delle Erbe. Il paese di San Martino si trova alle porte del Parco del Puez-Odle. Si tratta di una cartolina dolomitica, proprio come il Parco Fanes-Senes-Braies.

La zona privilegiata, immerso in due parchi naturali, l’attenzione per l’ambiente, il rispetto per la natura e la gestione in chiave ecologica hanno permesso a “San Vigilio – Dolomites” di conseguire, per primo in Alto Adige, la certificazione internazionale per il turismo sostenibile GSTC (terza in Italia). San Vigilio e San Martin sono tra le zone più incontaminate delle Dolomiti, “Patrimonio mondiale naturale dell’Umanità UNESCO”. Offrono panorami straordinari e costituiscono la porta d’ingresso per due dei sette Parchi naturali altoatesini.

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A San Vigilio di Marebbe in inverno nel Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies

I comuni di Marebbe, e quindi San Vigilio, sono in gran parte inclusi nel Parco naturale di Fanes – Senes – Braies, che si distende per 25.453 ettari ed è, per superficie, il secondo dei parchi naturali altoatesini. San Martino in Badia è alle porte del Parco naturale Puez-Odle, che è definito un libro di storia della Terra. All’interno dei suoi 9.400 ettari circa di estensione, ad una quota media di poco inferiore ai 2.500 metri, questo ambiente presenta anfiteatri naturali, austere caverne, pinnacoli di roccia e bizzarre forme di erosione. Luoghi come il “Col dala Soné” sull’Altipiano della Gardenaccia o sul “Col de Puez” custodiscono gli unici resti di depositi risalenti al Giurassico e al Cretacico di tutte le Dolomiti.

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