L’Accademia Carrara a Bergamo non è solo una pinacoteca: è il diario intimo del gusto italiano. Qui, si incontrano i volti fieri di Lorenzo Lotto, la precisione di Mantegna e la grazia di Raffaello. Ma non solo: è nelle sale dell’Accademia che è visibile (fino al 2 giugno 2026) TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna mostra-evento che trasforma il museo in un palcoscenico dove arte, storia e divinazione si intrecciano in un racconto lungo sette secoli. Il fulcro dell’esposizione è la straordinaria riunificazione del cosiddetto Mazzo Colleoni, un capolavoro del Quattrocento realizzato da Bonifacio Bembo. Il mazzo è composto da 74 carte su miniature in foglia d’oro destinate a celebrare il potere e la cultura della corte di Francesco Sforza. E così, il visitatore scopre come ogni carta, dal Bagatto all’Appeso, fosse originariamente uno specchio della società dell’epoca, carico di significati politici e morali.
Il percorso espositivo, però, non si limita all’archeologia del gioco. La mostra, infatti, esplora come figure simboliche dei Tarocchi hanno ispirato anche il pensiero moderno. Si hanno così le introspezioni surrealiste, le reinterpretazioni mistiche, le chiavi di lettura contemporanee (come quelle di Niki de Saint Phalle) che integrano mitologia, alchimia e misticismo. La narrazione si espande, poi, oltre le mura della Carrara e coinvolge il Palazzo della Ragione in Città Alta. Qui i tarocchi incontrano l’universo poetico di Fabrizio De André, creando un dialogo tra la rigidità delle gerarchie medievali e la libertà anarchica delle canzoni del cantautore genovese.

Arte a Bergamo Alta e Bassa: un equilibrio tra Rinascimento e contemporaneità
Poche città in Italia riescono a mantenere un equilibrio così perfetto tra la laboriosità del presente e la solennità del passato come Bergamo. Divisa tra “Alta” e “Bassa”, la città orobica si svela al visitatore come un palinsesto di bellezza, dove ogni strato racconta un’epoca di eccellenza. Uscendo dalla Carrara, per esempio, ci si ritrova nel dinamismo della Città Bassa. Spesso considerata erroneamente solo una zona di passaggio verso le mura, Bergamo Bassa è in realtà un trionfo di urbanistica del primo Novecento e di eccellenza contemporanea. Il Sentierone, il “salotto buono” dei bergamaschi, è l’asse attorno a cui ruota la vita sociale. Sotto i suoi portici si respira un’aria mitteleuropea, tra caffè storici e boutique eleganti. Poco distante, il Centro Piacentiniano offre un esempio magistrale di architettura razionalista che dialoga con la storia.

L’arte a Bergamo Alta: la Funicolare e le Mura Veneziane UNESCO
Il passaggio tra le due anime della città avviene quasi per magia attraverso la storica Funicolare, che da oltre un secolo si arrampica verso la Città Alta. L’impatto è visivo e monumentale: le Mura Veneziane, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, abbracciano il borgo antico con i loro sei chilometri di bastioni. E camminare lungo le mura al tramonto, con lo sguardo che spazia dalla pianura padana fino al profilo delle Prealpi, è un’esperienza che riconcilia con il mondo. Ma è addentrandosi nelle strette vie medievali che si scopre il vero cuore di Bergamo.
Piazza Vecchia è stata definita da Le Corbusier come “la più bella piazza d’Europa”: un incastro perfetto di volumi dove il Palazzo della Ragione, la Torre Civica (il celebre “Campanone”) e la Biblioteca Mai creano una scenografia immobile nel tempo. Pochi passi più in là, la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Cappella Colleoni offrono uno shock estetico. L’esterno della Cappella è, infatti, un tripudio di marmi policromi che celebrano la potenza del condottiero Bartolomeo Colleoni. E l’interno della Basilica avvolge il visitatore in un trionfo barocco di arazzi, di stucchi e di intarsi lignei che testimoniano una devozione che si fa arte.

Itinerari segreti e l’arte a Bergamo: Palazzo Moroni, la Rocca e San Vigilio
Bergamo Alta invita, però, a perdersi anche nei suoi angoli più segreti, dove la pietra incontra il verde. A pochi passi dalle vie più frequentate, varcare la soglia di Palazzo Moroni (Bene del FAI) significa entrare in un’altra dimensione: le sale affrescate, le tele del Moroni (qui è custodito lo straordinario ritratto del Cavaliere in rosa) e i salotti lasciano spazio a una successione di giardini all’italiana e a una vasta “ortaglia” che sembra arrampicarsi sul pendio. Salendo, poi, verso il colle di Sant’Eufemia, si raggiunge la Rocca. Questo complesso fortificato è il miglior punto panoramico per comprendere la struttura difensiva della città.
Lo si capisce camminando nel Parco delle Rimembranze con una vista a 360 gradi che abbraccia le cupole di Bergamo Città Alta e le vette delle Orobie. Per chi desidera toccare il punto più alto della città, una seconda funicolare conduce al Castello di San Vigilio, dove il silenzio dei colli coltivati a vigneto regala un’atmosfera sospesa. Infine, dirigendosi verso l’estremità orientale delle mura, l’ex complesso monastico di Sant’Agostino accoglie il visitatore con i suoi chiostri rinascimentali, oggi prestigiosa sede universitaria e luogo di pace che segna il confine prima della discesa verso le valli.

Bergamo da vivere: Tuk Tuk Tour, nuove prospettive e i sapori d’eccellenza di East Lombardy
Oggi, scoprire Bergamo significa anche scegliere modi nuovi e sostenibili per percorrerne i vicoli. Un’esperienza sempre più apprezzata è quella dei Tuk Tuk tour: piccoli veicoli elettrici che si arrampicano lungo i colli e tra le strette vie medievali, godendo dei punti più panoramici della città senza fatica. Ma la conoscenza profonda di Bergamo passa anche e inevitabilmente attraverso la sua tavola. La città è una delle colonne portanti di East Lombardy, il marchio della Regione Gastronomica della Lombardia Orientale che celebra l’unione tra produttori e ristoratori d’eccellenza. Questa adesione testimonia un impegno costante nella valorizzazione di materie prime locali e tradizioni secolari: dai celebri Casoncelli alla polenta taragna, fino ai formaggi DOP delle valli orobiche e al pregiato Moscato di Scanzo. Non è solo cibo, è un racconto del territorio che si fa arte culinaria.
Bergamo non è una città che si accontenta di contemplare la sua bellezza o di abitare i suoi ricordi. L’eccellenza bergamasca risiede proprio in questa rara attitudine: custodire con dedizione quasi maniacale il proprio patrimonio (che si tratti di un prezioso dipinto rinascimentale, di un intricato ricamo di pietra incastonato tra i vicoli o di una visione gastronomica) e, contemporaneamente, saperlo proiettare verso una dimensione internazionale. È una città che sa accogliere il visitatore con la solidità delle sue radici e la curiosità di chi, dai suoi bastioni, ha sempre guardato lontano, oltre l’orizzonte della pianura, verso il mondo.
Enrico Saravalle

INFORMAZIONI
All’Accademia Carrara in mostra i Tarocchi
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