Genova in Liguria non è solo “un’idea come un’altra” (come cantava Paolo Conte). In effetti, arrivare a Genova in un fine settimana speciale ha sempre qualcosa di sorprendente. La città appare, come sempre, all’improvviso tra mare e colline, con i suoi palazzi alti, i vicoli stretti e quell’aria un po’ ironica che sembra accogliere e osservare allo stesso tempo. Ma nei giorni del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio (dal 20 al 22 marzo), Genova cambia ritmo. Nei caruggi si mescolano lingue diverse, nelle botteghe si parla di basilico e nei palazzi storici il suono secco dei pestelli che battono nei mortai diventa quasi una colonna sonora. Sabato 21 marzo, nel Salone del Gran Consiglio di Palazzo Ducale, cento pestaioli arrivati da ogni parte del mondo si sfidano in un gesto antico. Quello che trasforma basilico, aglio, pinoli, olio e formaggio in uno dei simboli più riconoscibili della cucina ligure. E, allora, per chi arriva da fuori la visita si fa scoperta. E Genova diventa non soltanto una città di mare e di palazzi magnifici. Perché lei sa trasformare una ricetta, un profumo e un gesto antico in una festa capace di richiamare appassionati, curiosi e viaggiatori. La mattina, i cento concorrenti si sfidano in una gara eliminatoria e nel pomeriggio, solo dieci di loro, partecipano alla disfida finale che proclamerà il nuovo Campione del Mondo di Pesto Genovese al Mortaio. L’ingresso, ovviamente, è libero e il pubblico può assistere alle diverse fasi della competizione.

A Genova in Liguria pesto e non solo. Ricco programma di eventi collaterali e mostre
Ma accanto alla gara principale, il Campionato propone un ricco programma di eventi collaterali. Tra questi “Pesto da leggere”, premio letterario dedicato alle pubblicazioni sulla cucina italiana e internazionale e alla saggistica enogastronomica. Spazio anche alla creatività con “Fumetti al Pesto”, concorso per giovani illustratori. Poi ci sono la mostra degli antichi mortai delle famiglie genovesi e le visite alle botteghe dell’artigianato artistico del centro storico. Ci sono gli spazi informativi dedicati alle DOP liguri e lo scaffale dei cosiddetti “pesti sbagliati” (nella sala del Minor Consiglio). Nello spazio “Pesto Talk” chef, studiosi e appassionati potranno confrontarsi e raccontare il pesto da diversi punti di vista. Tra una sfida di mortai e un assaggio di pesto fresco, Genova offre anche un’altra esperienza per gli occhi e lo spirito. Proprio in questi giorni, infatti, in città si aprono due mostre di grande richiamo. La prima è a Palazzo Ducale: Van Dyck, l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra (fino al 19 Luglio), con ritratti, grandi scene teatrali e opere a tema sacro che catturano la nobiltà e l’intimità dei soggetti. L’altra a Palazzo della Meridiana è Futurismo (fino al 12 luglio), un percorso immersivo su uno dei movimenti artistici più intriganti del secolo scorso. Dai colori vivaci dei dipinti futuristi alle pennellate eleganti e profonde di Van Dyck, la città si trasforma in un museo a cielo aperto. Mentre i visitatori assaporano i profumi dei caruggi e ascoltano il ritmo dei pestelli, possono anche immergersi nell’arte che racconta storia, emozione e avanguardia. Genova, così, unisce sapore e bellezza, tradizione e modernità, rendendo ogni passeggiata nel centro storico un’esperienza completa e sorprendente.

Rolli di Genova: in Liguria, storia e patrimonio UNESCO
Ma non è tutto. Nel programma del campionato è previsto anche “Pesto&Rolli”, un percorso guidato nei palazzi storici della città, i cosiddetti Rolli. Queste sontuose residenze nobiliari, sorte in città a partire dalla seconda metà del Cinquecento, furono progettate o trasformate dalle archistar del tempo e divennero ben presto quasi degli hotel di charme, ante litteram. Sì, perché, i proprietari degli edifici iscritti nei Rolli erano obbligati a ospitare principi, ambasciatori, dignitari ed eminenze in visita ufficiale alla Repubblica. I Rolli si presentavano all’esterno con trompe-l’œil. Si trattava di decorazioni dipinte che simulavano elementi architettonici reali, giochi prospettici capaci di amplificare la monumentalità degli spazi. E, all’interno si aprivano sale fastosamente decorate. Qui stucchi e dorature convivevano con arredi preziosi, statue, sete e dipinti. Una formidabile operazione d’immagine, senza dubbio, che contribuì a regalare alla città una stagione artistica e urbanistica di eccezionale splendore. Non sorprende, dunque, che dal 2006 circa quaranta di questi palazzi siano stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. E oggi che cosa resta dei Rolli? Molti sono diventati musei e risultano visitabili tutto l’anno. Sono Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, autentici scrigni d’arte con opere di Guercino, Veronese, Van Dyck, Rubens e Caravaggio. Imperdibili anche Palazzo Balbi, più noto come Palazzo Reale, con la sua spettacolare Galleria degli Specchi. Il cinquecentesco Palazzo Spinola di Pellicceria, dove la quadreria della Galleria Nazionale della Liguria affianca Rubens e Van Dyck, Antonello da Messina e del Grechetto.

A Genova in Liguria i Rolli visitabili nei giorni feriali
Altri Rolli ospitano oggi banche, istituzioni o uffici e sono quindi accessibili prevalentemente nei giorni feriali. È il caso di Palazzo Tobia Pallavicino, sede della Camera di Commercio, oppure delle residenze di via Balbi appartenute ai rampolli della famiglia Balbi e oggi trasformate in sedi universitarie. Altri ancora hanno cambiato funzione, diventando spazi dedicati all’ospitalità (come Palazzo Grillo). Altri sono eleganti indirizzi dello shopping contemporaneo (come Palazzo Baldassare Lomellini, oggi ViaGaribaldi 12). Vi sono infine palazzi ancora di proprietà privata, che tuttavia ogni anno vengono aperti in occasione dei Rolli Days (quest’anno da 27 al 29 marzo). Genova sa sorprendere: tra pestelli, profumo di basilico, capolavori d’arte e residenze nobili, ogni angolo racconta una storia unica. Un weekend qui significa vivere gusto, cultura e bellezza in una città che non smette mai di affascinare.
di Enrico Saravalle

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