Arte a Bruxelles e Anversa, visitabili in un weekend. Dopo il record dei 72mila visitatori per il 70° anniversario della fiera d’arte più antica e prestigiosa del mondo, BRAFA Art Fair torna a Bruxelles, dal 25 gennaio al 1 febbraio 2026 al Brussels Expo, sull’altopiano dell’Heysel, a nord della capitale Belga, con la 71esima edizione. Tra le novità: 19 nuovi espositori per un totale di 147 gallerie provenienti da 18 paesi, 6 grandi rientri, un nuovo allestimento che coinvolgerà il padiglione 8, uno spazio interamente dedicato alla ristorazione.

Visitare la mostra d’arte BRAFA Art Fair a Bruxelles
I segni distintivi della manifestazione, organizzata dall’Associazione degli Antiquari del Belgio, sono l’eclettismo, l’eccezionale qualità delle gallerie, la diversità della specialità. Le antichità più classiche si alternano a capolavori di arte tessile, libri rari a gioielleria da collezione, straordinari elementi di design e oggetti di scena. La visita non merita non solo per collezionisti, conservatori, curatori, designer, decoratori e appassionati d’arte, ma anche semplicemente per chi ama il bello, gli oggetti di pregio.
Se le date non lo permettono, una valida alternativa potrebbe essere quella di preventivare un weekend tra Bruxelles e Anversa, ispirandosi al BRAFA, dunque con focus su centri culturali e gallerie d’arte. Si può pernottare al The Hotel di Bruxelles, in Boulevard De Waterloo, è comodo, centrale, con una bellissima vista dal 18esimo piano e un buon ristorante, e andare in giornata ad Anversa: con l’auto sono 50 minuti, in treno poco meno di 1 ora e mezza. Due città poco considerate, ma ingiustamente, perché sono piene di fascino.
Architetture e negozi vintage
Bruxelles è costituita da un puzzle fatto di quartieri tutti diversi tra loro. È molto internazionale, essendo sede di istituzioni europee. È ben collegata. Ha un non so che di raffinato. Sarà per l’architettura che spazia dall’Art Nouveau al Neoclassico. Per i negozi vintage e di robi vecchi che toccano l’anima nel ricordo del passato, per le piccole foreste che passeggiando si incontrano al suo interno. Due mete imperdibili in questo senso sono il Marolle, piazza Jeu del Balle compresa, dove è consigliato andare di mattina, quando la si trova tappezzata di pizzi, ceramiche, argenti, abbigliamento vintage, rigattieri e personaggi strambi. E la casa-museo Hortamuseum del padre dell’Art Nouveau, Victor Horta, nel quartiere Saint-Gills, patrimonio UNESCO dal 2000. Un capolavoro declinato in forme arrotondate, riccioli, steli, motivi floreali sia nella facciata esterna sia nell’interno, da vedere assolutamente perché lascia davvero a bocca aperta.
Weekend tra Bruxelles e Anversa
All’appuntamento d’arte BRAFA Art Fair si può aggiungere un itinerario tra Bruxelles e Anversa, appositamente provato per voi. Si parte dalla Stazione Centrale di Anversa. Magnifica, tanto da essere considerata una delle più belle al mondo, la Stazione è stata inaugurata nel 1905, su progetto di Louis de la Censerie. Rappresenta un mix di stili, tra cui neorinascimentale e barocco, con una forte influenza dell’Art Nouveau. Ci sono scalinate monumentali realizzate con venti tipi diversi di marmo, un interno impreziosito da statue allegoriche, un’enorme cupola in vetro e ferro, alta 75 metri, che sovrasta la sala d’attesa. Oltre alla sua bellezza estetica, è molto funzionale.
Nel 2007 è stato aperto un tunnel che permette ai treni di attraversarla senza dover invertire la marcia. Da qui si arriva a Grote Markt, il luogo in cui orafi e gioiellieri vivono, lavorano e vendono i loro prodotti da oltre 575 anni, dove viene naturale pensare ai mercanti e agli esploratori che all’epoca salpavano dal fiume Schelda su navi cariche di gemme e metalli preziosi da vendere in tutta Europa.

Il museo che brilla
A Grote Markt, negli ex edifici del Museo del Folklore e dell’Etnografia, il DIVA Museum for Diamonds, Jewellery and Silver ha unito nel 2018 le collezioni dell’ex Museo dei diamanti e del museo dell’argento Sterckshof in un’unica istituzione.Ci sono diamanti grezzi e tagliati di tutte le dimensioni, tra cui alcuni dei più grandi al mondo, gioielli antichi e moderni che comprendono pezzi unici e di alta gioielleria, oggetti in argento belga e internazionale. Il museo brilla. Le teche attirano lo sguardo, le tavole ricche di argenti e le installazioni multimediali che ne raccontano la storia pure.
È bello fare un viaggio e perdersi nei piani dedicati alle esposizioni. Ma anche fermarsi nell’atelier-laboratorio dove si vedono i maestri-artigiani al lavoro. Al DIVA la Fondazione Re Baldovino – ospite d’onore BRAFA 2026 – ha sostenuto importanti restauri e prestato alcune opere. Ad oggi la collezione della Fondazione comprende circa 21.560 opere di diverse discipline, stili e periodi nonché 22 fondi archivistici. Acquisisce capolavori e testimonianze significative della storia del Pese con l’intento di preservarli e metterli a disposizione di vari musei sul territorio.
Anversa effervescente e cool, capitale dei diamanti
Anversa è più piccola di Bruxelles, ma molto effervescente e cool. È la capitale mondiale dei diamanti. Offre un mix unico di arte e storia, con il suo centro medievale, la Cattedrale di Nostra Signora, magnifico esempio del gotico brabantino che domina la città e il porto, per altro il secondo più importante in Europa. Una città che si distingue per la sua ricca eredità artistica. Come non menzionare il grande centro culturale sviluppatosi nel XVII secolo con le opere di Rubens e di altri maestri fiamminghi.
Ma anche i “Sei di Anversa” famosi per aver apportato innovazione nel campo della moda negli anni ‘80, il cui epicentro è nella zona intorno a Nationalestraat. Dal 28 marzo 2026 al 17 gennaio 2027, al MoMu, Museo della Moda, ci sarà la prima grande mostra dedicata a loro. Le vite di Dirk Bikkembergs, Ann Demeulemeester, Dries Van Noten, Dirk Van Saene e Marina Yee verranno affrontate a partire dalla loro frequentazione del dipartimento di moda della Royal Academy of Fine Arts, arrivando poi alle influenti carriere da solisti. Così il museo celebrerà il 40° anniversario della svolta internazionale degli Antwerp Six.

Nel cuore di Anversa storia e arte in una delle biblioteche più affascinanti del mondo
Siamo nel cuore di Anversa, in pochi minuti a piedi si raggiunge Hendrick Conscienceplein. A fianco della chiesa barocca di San Carlo Borromeo, un altro appuntamento con l’arte: Hendrik Conscience Heritage, una delle biblioteche più affascinanti del mondo, che copre più di cinque secoli di storia di Anversa e delle Fiandre. È stata fondata nel 1481, in seguito a una donazione di 41 libri. Oggi conta più di 1,5 milioni di volumi, tra cui 40.000 libri antichi stampati prima del 1830, disposti su circa 35 chilometri di scaffali. Vengono custoditi nel salone Nottebohm, il gioiello nascosto della biblioteca. Una volta varcata la soglia il loro profumo riempie l’aria e il pavimento in legno scricchiola sotto i piedi. Lampade soffuse, pareti rivestite di boiserie e un silenzio invitano alla concentrazione e al sogno.
Poi può capitare che un signore con i guanti bianchi tiri fuori da un cofanetto il manoscritto Walvisboek e allora l’esperienza sarà magica, perché ne inizia a raccontare la storia mostrando i 125 fogli, composti da 127 illustrazioni a colori di pesci, cetacei, mostri marini e creature leggendarie. Il Walvisboek, scritto in un olandese antico e pittoresco dal pescatore Adriaen Coen, risale al XVI secolo ed è stato incluso nell’elenco della Vlaamse Topstukkenklijst. Istituzione creata nel 2008 dal governo fiammingo per proteggere e promuovere il patrimonio culturale delle Fiandre. La biblioteca, gestita dalla Fondazione Re Baldovino, organizza incontri, eventi, mostre e progetti digitali, per far sì che la vera protagonista, ovvero la parola scritta, possa fare da ponte tra passato e futuro.

Tappeti antichi e creazioni artigianali da Christian e Nairy Vrouyr
Uscendo, camminando per la Huidevetterstraat, via commerciale che prese il nome dalla frequente attività delle concerie di un tempo, si arriva in Godefriduskaai e al civico 52 si viene accolti da Christian e Nairy Vrouyr, padre e figlia, nella loro Galerie N. Vrouyr Galerie. Questo è il “tempio” dei tappeti dal 1920: stessa attività, stesso indirizzo, stessa famiglia, anche se le origini risalgono al 1917 all’Aia. Oltre a tappeti antichi e contemporanei annodati a mano e kilim tessuti a mano di alta qualità, offrono una selezione unica di tesori, da oggetti etnografici a creazioni artigianali provenienti da tutto il mondo.
Ad Anversa la galleria d’arte di Raf Van Severen
Non deve mancare una visita da Raf Van Severen, al 52 di Godefriduskaai. Lui è gentile e competente. Nel corso degli anni è riuscito a creare collezioni uniche, tra astrattismo degli anni ’50 e ’60 e pittura contemporanea di artisti emergenti. Un pilastro rimane l’arte figurativa della prima metà del XX secolo, soprattutto la pittura belga con nomi che spaziano da Emile Claus a Rik Wouters, agli espressionisti fiamminghi. Lo spazio, ricavato da un magazzino nel 2018, è fantastico e capace di valorizzare le opere esposte. Si trova in una posizione strategica, nel quartiere portuale di ‘t Eilandje a due passi dal fiume Schelda e dal MAS (Museum aan de Stroom), nota per i suoi edifici riconvertiti. Dalle finestre del primo piano della sua Galleria si vedono le barche ormeggiate. Una meraviglia.
Nel nuovo quartiere Nieuw Zuid, anche lo spazio modernissimo di Sophie Van de Velde è una bella sorpresa (Leon Stynenstraat 21). È luminoso per le immense vetrate, anche ben illuminato al suo interno, con nomi di artisti nuovi e affermati che spesso creano dei veri e propri gioielli. Personalmente mi sono innamorata dell’opera con tanta vita attorno titolata “You are coming? Are you coming?” di Pieter Jennes: un tronco d’albero con rami, foglie, uccellini e alla base un prato con margherite e altri fiori di campo colorati. Ma anche della coppia di vasi di Sanielle Hoogendoorn, situati sull’ultimo ripiano del mobile in vetrina, per la maestria dell’utilizzo di materiali e colori.

Da Anversa a Bruxelles, immersione nell’arte
Da Anversa si rientra a Bruxelles e si continua l’itinerario alla scoperta dei luoghi d’arte, fino al The Grand Sablon 40. L’indirizzo è famoso. Prima è stata la sede di un museo, poi la Casa d’Aste di Pierre Bergé, l’ultimo compagno di Yves Saint Laurent, oggi la Galleria d’arte Objects With Narratives. Fuori è un palazzo Beaux-Arts, dentro lo spazio di 4000 mq è suddiviso in 5 piani. Nel percorrere i tre visitabili, gli oggetti esposti catturano la vista per come appaiono e per come sono realizzati. Il contesto è impattante fin dal benvenuto. Si entra, in una splendida sala da ballo, con decorazioni dorate, stucchi, specchi, boiserie, lampadari chandelier, insieme ad alcuni pezzi di Paul Cocksedege.
E continua negli altri livelli con la narrazione di ciò che il design contemporaneo offre. Interessante anche la storia di come nasce OWN e perché. Quando i fratelli fondatori, Nik e Robbe Vandewyngaerde, iniziarono a progettare le loro creazioni come architetti e designer, incontrarono rapidamente altri artisti con lo stesso processo di pensiero, così iniziarono a collaborare, potenziare e pubblicare i loro lavori. Mentre sviluppavano e progettavano in autonomia, notarono quanto fosse difficile per i giovani artisti commercializzare, sviluppare e produrre opere a causa di limiti di budget, logistica, aspetti legali o produzione. Fu allora che il terzo socio e amico di lunga data Oskar Eryatmaz, con esperienza nel settore commerciale, si unì al team. Insieme fondarono la galleria che permette agli artisti di concentrarsi unicamente sulla progettazione, mentre OWN fornisce la piattaforma per esporre, vendere e offrire tutti gli altri servizi necessari.
A zonzo per gallerie d’arte a Bruxelles
Siamo nel cuore della zona delle gallerie d’arte antiquarie di Bruxelles, che non hanno nulla da invidiare ai tesori di Anversa. Al 17 di Rue de la Régence, si trova la Galleria Desmet, luogo in cui Tom Desmet e suo Figlio Tobias (uno dei membri del consiglio di amministrazione del BRAFA), presentano una collezione che si concentra sulla scultura classica dall’antichità al periodo neoclassico, facendo eco al gusto del Grand Tour. È il regno di sculture, statuette e bassorilievi in marmo, bronzo, terracotta e legno. Ma anche di una raffinata selezione di oggetti archeologici dell’antico Egitto, della Grecia, di Roma e del vicino Oriente. E Tobias tra i vari pezzi ci ha mostrato orgogliosissimo due frammenti ricongiunti del sarcofago egizio del sacerdote Samaref Horudja. Risalgono al periodo tardo, fanno parte della XXVI dinastia, trattasi quindi circa del 664-525 a.C. Sono stati venduti entrambi a Parigi da Chakib Slitine nel 1975.
Al 50 di Quai du Commerce, in un edificio in stile Art Nouveau con affaccio sul futuro museo Kanal – Pompidou, la Galerie Christophe Gaillard si propone invece come luogo di orientamento per una nuova generazione di artiste francesi e internazionali come Julien Des Monstiers, Rachel de Joode, Hanna Whitaker, Letha Wilson. Rappresenta inoltre grandi figure dell’arte contemporanea tra cui Hélène Delprat, Katarzyna Kozyra. Christophe Gaillard continua anche qui, da qualche anno, l’avventura iniziata nel 2007 con la galleria parigina. Passione che divide tra la residenza artistica in Normandia, il castello Le Tremblay, dove ospita artisti e scrittori a pensare sulla loro pratica, il nuovo vasto spazio di “L’Usine”, composto da uno schowroom di 600 mq e 2000 mq di deposito, collaborazioni con gallerie come Konrad Fischer, Hauser & Wirth e Ramiken, istituzioni prestigiose e fiere d’arte.

Il nido d’arte di Greta a Bruxelles
In cinque minuti a piedi raggiungiamo il delizioso edificio Art Nouveau di Greta Meert in Rue Canal 13. Quattro piani in mostra e l’ultimo dove Greta, la gallerista, ha ricavato il suo piccolo ‘nido’, sofisticato e ovviamente artistico, con una grande terrazza che guarda dall’alto la piccola Soho. Così definisce la zona in cui risiede. La giornata di sole ha regalato effetti speciali di luci e ombre nella galleria ariosa e alle opere esposte. Da oltre 30 anni è una forza vitale nel panorama dell’arte contemporanea. Coltiva un programma che collega le generazioni e sottolinea interessi artistici condivisi.
Fin dalle sue prime mostre con Thomas Struth, Robert Mangold, Louise Lawler, John Baldessari e Hanne Darboven, ha costantemente messo in luce la Minimal Art e le pratiche concettuali, nonché il ruolo della fotografia, con presentazioni seminali della Scuola di Vancouver. Negli anni Novanta e Duemila, ha ampliato il suo raggio d’azione storico esponendo Carl Andre, Sol LeWitt e Fred Sandback, riscoprendo artisti italiani trascurati come Carla Accardi ed Enrico Castellani. Oggi, la galleria continua a impegnarsi a sostenere artisti più giovani il cui lavoro risuona con questa tradizione.
A Bruxelles arte contemporanea nella collezione Vanhaerents
Indirizzo imperdibile a Bruxelles per gli amanti dell’arte è la Vanhaerents Art Collection della famiglia Vanhaerents, una collezione che oggi è tra le più prestigiose al mondo. Tra i tanti artisti il cui lavoro gioca un ruolo chiave: Bruce Nauman, James Lee Byars, John Baldessari, Franz West, Christopher Wool, Jeff Koons, Takashi Murakami, Paul McCarthy, Bill Viola, Cindy Sherman, Matthew Barney, Ugo Rondinone, Tom Sachs, Thomas Demand, Matthew Day Jackson, Amoako Boafo.
Le origini risalgono agli anni ’70, quanto Walter, padre di Els e Joots, inizia ad accumulare le sue prime opere d’arte. Ancora prima, nel 1965, Walter assume la direzione edile del padre, la “Vanhaerents NV”, fondata nel 1925. Oltre all’acume commerciale e alla razionalità che lo hanno aiutato a portare l’azienda del padre al successo, Walter è anche un appassionato d’arte. La passione è tale che getta le basi per una collezione unica e completa di arte contemporanea, e la tramanda ai figli. Impressionante la quantità di opere. Impressionante la superficie necessaria per custodirle.
Si tratta di un edificio industriale del 1926, riconvertito in spazio espositivo, di stoccaggio e per uffici dal famoso studio di architettura belga Robbrecht and Daem. Oltre alla mostra permanente, Joost ci ha mostrato Elen ou Hubris (2020), un monumentale arazzo dell’artista Elen Brega. Esposta per la prima volta per sole cinque ore all’Arco di Trionfo di Bruxelles nel 2020, l’opera rimane nel loro spazio fino a fine marzo 2026. È necessario prenotarsi per la visita. Trascorrere un weekend tra Bruxelles e Anversa è facile e lo si può fare in autonomia, seguendo le nostre indicazioni.
di Barbara Majnoni d’Intignano













