Sculture in Toscana. Le sculture di Giuseppe Bergomi, tra le voci più autorevoli dell’arte contemporanea, arricchiscono il paesaggio di Bolgheri, Castagneto Carducci e Casale Marittimo. “Arte diffusa sulla costa toscana” in una parte della regione dalla geografia morfologicamente continua, che travalica i confini comunali e si unisce in un racconto condiviso. Filo conduttore: l’arte, in un intreccio indissolubile con la natura e l’architettura dei borghi, capace di creare nuove prospettive e riflessioni sull’esistenza.
Abbiamo avuto modo di percorrere l’itinerario con Paola Maria Formenti, ideatrice e curatrice del progetto. “Arte diffusa sulla costa toscana” è realizzata con il patrocinio dei comuni di Castagneto Carducci, Casale Marittimo e con l’autorizzazione della Curia di Massa Marittima. Grazie anche alla sponsorizzazione di Poggio al Tesoro, Terre dei Ghelfi e Argentiera Bolgheri. Una terra meravigliosa, già celebrata nella letteratura, da Dante a Giosuè Carducci, rinomata in tutto il mondo per i successi della viticultura. Fino al 3 novembre 2025 si fa teatro di un percorso artistico che unisce luoghi e visioni.

Tra le sculture di Casale Marittimo in Toscana
Siamo partiti da Casale Marittimo, borgo medievale più a nord, ricco di storia e fascino. Situato in posizione panoramica tra le province di Pisa e Livorno, con riconoscimento di Bandiera Arancione. Camminando tra piccoli slarghi e minuscole vie si arriva alla Canonica dove ci si imbatte nelle sculture Ilaria e Valentina e Cubo con figure. Figure che dominano la Val di Cecina, composta da un magnifico paesaggio boschivo con le colline circostanti, la piana e l’infinito del mare.
“Soprattutto figure che sembrano interrogarsi senza possibilità di avere risposte certe sul mistero della vita e sul senso della presenza individuale”. Fa notare la curatrice della rassegna.
Il percorso prosegue fino alla Piazza del Popolo, all’Oratorio di San Sebastiano. Da una parte l’altare religioso, dall’altra come contraltare laico Colazione a letto, opera del 2024, raffigurante l’artista, la moglie, le figlie e le nipoti. “Ecco, in qualche modo le sculture di Bergomi danno un senso e una durata a quella vita che ci sfugge come sabbia tre le dita, inesorabilmente”. Scrive Gabriele Simongini sul catalogo pubblicato da Skira in occasione della mostra Giuseppe Bergomi. Sculture 1982/2024, tenuta lo scorso anno a Brescia, al Castello Grande Miglio e Museo di Santa Giulia.
“Colazione a letto, ci conforta nel farci pensare che forse qualcosa di noi potrebbe sopravvivere nel tempo attraverso l’esistenza di altre generazioni, nel loro perpetuarsi fatto anche di momenti quotidiani che, come in questo caso, assumono una ritualità quasi sacrale: quelle figure fanno quasi pensare agli antichi Penati protettori della famiglia e tramite questa scultura assumono un significato universale”.
Uscendo ci dirigiamo al Comune, dove l’opera Piccola coppia su parallelepipedo si staglia verso il cielo. In una piazza affacciata sulla rigogliosa campagna e il mare, in uno scorcio più laterale rispetto a quello della Canonica.

In Toscana, lungo il Viale dei Cipressi per le sculture di Bergomi
Un piccolo paese, Casale Marittimo, autentico, ancora fuori dalle rotte del turismo, dove è bello perdersi nei viottoli, negli anfratti. Entrare ad esempio da Madama Caféshop, locale piccolo, dalle molteplici anime, per prendere un caffè, un piatto o un drink. Contornati da un’accurata selezione di abbigliamento, monili unici e di design. Oppure fermarsi all’Osteria L’Impronta per un piatto di ravioli di ricotta e spinaci, conditi al gorgonzola, pere e noci, bistecchine di cinghiale con Lardo di Colonnata. Il tutto innaffiato con del vino superlativo.
Lasciato Casale Marittimo si prosegue oltre Bibbona, si attraversa la regione dei famosi vigneti, ma anche di uliveti, pini marittimi, querce per arrivare a Bolgheri. S’incontrano la Tenuta del Nicchio e del Biserno degli Antinori e si raggiunge lo spettacolare Viale dei Cipressi. Paesaggio reso celebre per i suoi due filari dalla poesia Davanti San Guido del Carducci.
Il Sagrato della Chiesa di Bolgheri ci aspetta a poche centinaia di metri proprio sulla destra. Davanti al Castello, ecco la nuova opera site-specific Stele con annunciazione.
“Un’annunciazione classicissima che potrebbe ricordare quella trecentesca di Jacopo della Quercia, con la madonna che si inchina in un grande movimento, il fiore, simbolo della purezza, una madonna che accoglie il dono che le è stato dato”. Prosegue Paola Maria Formenti: “Mentre sul retro c’è un piccolo Golgota, il luogo in cui Gesù fu crocifisso. Una stele che riunisce il concetto di inizio e di fine, ma con l’apertura a una via di salvezza, per chi crede, la resurrezione, essendo posizionata a fianco della porta centrale della chiesa”.

Bolgheri, foto di Nicola Santini
Non solo sculture, locali storici ed enoteche della Toscana
Siamo subito dopo l’ingresso del borgo. Conosciuto in tutto il mondo grazie al Bolgheri Doc, ai grandi vini bordolesi, che hanno portato alla nascita di ben 73 cantine. Un borgo medievale, sviluppato ad anello, curato, pieno di enoteche, ristorantini, localini interessanti.
Tra questi un piccolo negozietto prepara panini e focacce ripiene, strepitose. Si chiama Macello Panini, è stato premiato come Campione Regionale della Toscana nella guida Street Food 2026 del Gambero Rosso.
L’attività è una succursale del ristorante Il Macello, situato qualche metro più avanti, da cui arrivano salse e tutti gli ingredienti artigianali. Fuorché pane e schiacciata che provengono dal pluripremiato fornaio Enrico Castelli di Cecina. Locale con tagli di carne e salami che pendono dal soffitto, che propone un’esperienza gourmet a prezzi popolari.
Dietro le quinte ci sono sempre loro. Dario Cecchini, storico e famoso macellaio di Panzano, e Omar Barsacchi, chef già noto per l’Osteria Magona, sempre in zona, sulla Bolgherese.
Come non menzionare l’Enoteca di Bolgheri, il punto di riferimento per i prodotti locali, che oggi propone ben 800 etichette. Un tempo era bottega di generi vari di Antonio Pacelli, nonno di Francesco, l’attuale proprietario divenuto un grande conoscitore di gusto e sapori dei frutti della sua terra. Ma anche l’Enoteca Tognoni dove si cena tra casse di vino e miriadi di bottiglie.

Tra le sculture di Castagneto Carducci in Toscana
Per raggiungere Castagneto Carducci, si percorre giustappunto la già citata Bolgherese. Una strada di circa 10 km, tra vigneti e uliveti, terra preziosissima proprio per i tanti Bolgheri Doc. Si passa da Caccia al Piano a Camarcanda, al Sassicaia, a Campo la Sughera. E ancora all’Ornellaia, che produce il Masseto, un merlot in purezza pregiatissimo, il nostro Petrus tanto per intenderci. Poco dopo si inizia a intravedere questo mosaico colorato di case arroccate sulla cima di una gentile collina, dominato dal Castello dei Della Gherardesca.
In questo comune della costa etrusca ha vissuto il Carducci diversi anni della sua vita proprio a Palazzo Espinassi Moratti. E proprio qui, in una stanza sotterranea di architettura medievale, sotto le volte del soffitto i cui volumi formano un tunnel stretto e lungo, è esposta la celebre scultura Africa con violoncello. Un’opera presentata in occasione della Biennale d’Arte di Venezia del 2011 in tutta la sua plasticità dirompente. Qui accompagnata da 18 sculture, figure di piccola dimensione, sullo stesso tema del corpo umano.
Scendendo in Piazza del Popolo troviamo la Pietra della Gogna, utilizzata in passato per punire pubblicamente i trasgressori. Sopra: Ilaria con gatto, un’opera in perfetta contrapposizione, perché se da una parte c’è la vergogna, dall’altra c’è l’infanzia, l’innocenza, la purezza.

Castagneto Carducci, foto di Nicola Santini
Le 4 sculture top di Bergomi in terra toscana
Entriamo nella centralissima via Vittorio Emanuele, con un’infilata di negozietti e di bar, dove c’è Florin. Un sarto che propone stoffe eccezionali con una manifattura di altissimo pregio e una cura del capo maniacale. Una sartoria vecchio stampo che veste i reali di tutta Europa. C’è anche il Piccolo Biscottificio Castagnetano, un locale mignon che sforna biscotti di antichissima tradizione. Dai Corolli Incesi ai Corolli Tuorlati, dai Melatini ai Burrini, il Panificato per Natale, la Schiacciata livornese per Pasqua.
Tante sono le realtà che s’incontrano prima di arrivare al Belvedere. Luogo quest’ultimo davvero emozionante per la vista a perdita d’occhio tra il verde e l’azzurro del mare. Qui trionfano le 4 opere principali di Bergomi. Cronografia di un corpo, scultura premiata, realizzata per la Milanesiana ed esposta vicino all’opera di Cattelan in Piazza della Borsa a Milano. Ellisse, una delle tre nuove opere realizzate appositamente. Grande coppia su parallelepipedo e Cubo con figure che guardano in alto, sono la summa di come “Il corpo umano è un libro infinito che tu reinterpreti ogni volta da capo”, secondo il Maestro. Ci aiutano a non dimenticare che siamo umani, che facciamo parte del pianeta Terra. E che dobbiamo andare sempre alla ricerca di un rinnovato equilibrio per poter stare bene con noi stessi e con l’universo.
testo di Barbara Majnoni

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