Padova città di Giotto

Padova città di Giotto. Ed è proprio con il grande pittore italiano, il capolavoro artistico della Cappella degli Scrovegni e i cicli pittorici del Trecento che la città di Padova rappresenta quest’anno l’Italia per l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Arte, storia e cultura hanno lasciato qui una ricca eredità che si traduce in opere architettoniche di assoluto valore, concentrate nel vivace ed elegante centro storico, dove si trova l’Università tra le più antiche al mondo. Ma distribuite anche nel territorio circostante: cinte murarie, prestigiose ville e castelli imponenti, immersi nella natura dei Colli Euganei o affacciati ai corsi d’acqua che attraversano la provincia.

Padova città di Giotto
Cappella degli Scrovegni (veneto.eu)

Nel cuore del centro storico di Padova città di Giotto

Con affreschi su tutte le pareti e un’immensa volta blu per cielo, la Cappella degli Scrovegni avvolge completamente il visitatore. È da qui che ha inizio la visita di Padova città di Giotto. E non potrebbe essere altrimenti, dato che il ciclo pittorico di Giotto, custodito all’interno della Cappella degli Scrovegni, rappresenta uno dei massimi capolavori pittorici del Trecento italiano ed europeo.
Da piazza Eremitani, oltrepassando porta Altinate, si entra nel cuore della città e si raggiungono due dei simboli più importanti di Padova. Posti uno di fronte all’altro, da una parte si trova il Palazzo Bo, sede dell’Università degli Studi di Padova, con il Teatro Anatomico più antico del mondo e la cattedra di Galileo Galilei. Dall’altro lato sorge il Caffè Pedrocchi, noto come il “caffè senza porte” perché fino al 1916 aperto giorno e notte.

PAdova città di Giotto
Dettaglio della Cappella degli Scrovegni (pixabay)

Padova città di Giotto, ma anche del mercato cittadino che ogni giorno anima le bellissime piazze delle Erbe, dei Frutti, dei Signori. Luoghi che incantano per la ricchezza di storia, la bellezza dei palazzi che vi si affacciano. Ma anche per il vociare vivace dei mercatari, i colori delle merci esposte nei banchi, i profumi dei prodotti tipici.
Maestoso in piazza delle erbe si erge il Palazzo della Ragione che risale al 1218, antica sede dei tribunali cittadini e del mercato coperto della città. Nel 1306 fu sopraelevato da Giovanni degli Eremitani che gli diede la caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata. Al piano terra del Palazzo della Ragione si apre un altro modo: il Mercato sotto il Salone, il mercato coperto più antico d’Europa. Qui una serie di negozietti presentano il meglio dei prodotti tipici enogastronomici della città di Padova.

Padova città di Giotto
Cavallo Ligneo nel Palazzo della Ragione (pixabay)

Dal Prato della Valle alla Basilica del Santo, a Padova città di Giotto

Dal “caffè senza porte” al “prato senza erba”. È il Prato della Valle, altro luogo simbolo di Padova città di Giotto. Con i suoi oltre 88.000 mq, questa piazza ellittica è la seconda più grande d’Europa. Al centro l’Isola Memmia è circondata da un canale ornato da un doppio basamento di 78 statue raffiguranti celebri personaggi del passato. Quattro viali attraversano il prato e si incrociano al centro dando vita a un disegno che richiama la tradizione veneta del giardino patrizio. Prato della Valle è punto di ritrovo per turisti e cittadini, che qui trovano un’oasi di fresco nelle calde giornate estive. Un posto dove stendersi in tranquillità e dedicarsi un picnic.
A pochi passi si trova l’Orto botanico universitario, il più antico d’Europa. Realizzato nel 1545, con circa 7.000 esemplari e 3.500 specie botaniche, assicura la conservazione della biodiversità.

Padova città di Giotto
Prato della Valle

Poco distante sorge la Basilica di Santa Giustina, una delle più grandi d’Europa. Ma Padova, detta la città dei tre senza, è anche caratterizzata dal “Santo senza nome”. È sufficiente nominare “il Santo” infatti, per capire che si sta parlando della celebra Basilica di Sant’Antonio. Richiamo per i fedeli di tutto il mondo che ogni anno si radunano qui, in particolare in occasione della festa del 13 giugno. Maestosa e imponente, la chiesa risale al 1232 ed è caratterizzata da diversi stili, perfettamente in armonia tra loro. All’interno sono custodite le reliquie e la tomba di Sant’Antonio; di pregio l’altare maggiore dove trovano posto le sculture bronzee di Donatello, capolavori artistici. Quest’ultimo è l’autore anche del monumento equestre al Gattamelata ospitato nella piazza antistante.  Attorno alla Basilica meritano una visita l’Oratorio di San Giorgio, i Musei Antoniani e la Scuola del Santo.

Padova città di Giotto
Le cupole del Santo e il monumeto equestre al Gattamelata (pixabay)

Lo spritz e gli altri riti di Padova città di Giotto

È bello perdersi tra le vie e i quartieri di Padova, per godersi con ritmo rilassato la vita della città. E scoprire allo stesso tempo altri angoli di bellezza. Ad esempio in Piazza Antenore si trova il monumento indicato dal poeta Lovato de’ Lovati come la tomba di Antenore. Da visitare anche Palazzo Zabarella, antica dimora carrarese, sede prestigiosa di mostre ed eventi, e ancora il Museo di Storia della Medicina in Padova.
Tra vie strette e alti edifici si sviluppa il quartiere detto del Ghetto. Qui si trova la sinagoga di rito italiano, tra locali tipici e botteghe artigiane.
Chi vuole dedicarsi allo shopping troverà in particolare nella zona di via San Fermo la Via del Lusso cittadina. Boutique di grandi firme si alternano a gioiellerie e prestigiosi marchi.

Padova città di Giotto
Piazza delle Erbe (veneto.eu)

Città universitaria, Padova è vivace e piena di vita. Camminando lungo il Liston, com’è chiamata la lunga passeggiata che percorre il centro storico, può capitare di assistere ai festeggiamenti riservati ai neolaureati, tra scherzi goliardici e lettura del papiro.
Fra le tradizioni più sentite della città c’è anche quella dello spritz, l’aperitivo padovano. Un’occasione per anticipare la cena con “cicchetti” e stuzzichini, ma soprattutto un momento di ritrovo e aggregazione per giovani e non solo. 
Dopo lo spritz, tappa d’obbligo in uno dei locali del centro per assaggiare le ricette tipiche della cucina veneta. Il rinomato bollito e altri piatti a base di carni bianche e verdure di stagione, per finire con il dolce di Sant’Antonio. Dopo cena è ancora piacevole passeggiare per le vie della città, ben illuminata e tranquilla.

Il rito dello spritz (pixabay)

Nel Parco dei Colli Euganei

Esplorare i dintorni di Padova significa immergersi nella natura della pianura veneta. Oasi naturalistica per eccellenza è rappresentata dai Colli Euganei, dolci rilievi di origine vulcanica, il cui punto più alto si innalza per 600 metri s.l.m. Il Parco Regionale dei Colli Euganei si estende per oltre 18 ettari ed è caratterizzato in prevalenza da macchia mediterranea. Dai boschi di castagni, dove prosperano anche faggi e maggiociondoli, dei versanti a nord, alle orchidee spontanee delle aree a sud: presenti in ben 35 varietà. Passando per i terreni ricchi di roccia vulcanica, dove vivono leccifichi d’india e altre specie rare. Si contano oltre 1400 specie botaniche, pari a circa un sesto della flora italiana. È l’ambiente ideale per dedicarsi all’attività fisica, dal trekking, grazie a sentieri e percorsi tematici ben segnalati, alla bicicletta con lo splendido Anello dei Colli Euganei.

Vista dei Colli Euganei dal Castello del Catajo (veneto.eu)

All’interno del parco si collocano ben 15 comuni che arricchiscono con castelli, ville e giardini storici, musei e siti religiosi il patrimonio naturalistico. Come non nominare ad esempio il caratteristico borgo di Arquà Petrarca, inserito tra “I Borghi più Belli d’Italia”. Camminando tra le strette strade in pietra che si inerpicano nel centro storico, si raggiunge la casa del Petrarca che ospitò gli ultimi anni di vita del poeta e poi la tomba che ne conserva le spoglie. Il tempo qui sembra essersi fermato: il borgo mantiene intatto il suo aspetto trecentesco, regalando la sensazione di un tuffo nella storia.
Tra i siti di particolare interesse, anche l’Abbazia di Praglia, monastero benedettino che custodisce la prestigiosa biblioteca antica del 1400 con circa centomila volumi, tra cui anche opere rare. Da visitare anche il refettorio monumentale, la basilica e i chiostri quadrangolari.

Vista di Cinto Euganeo nei Colli Euganei (Veneto.eu)

Da Padova città di Giotto alle città murate

Padova città di Giotto, della cultura e della storia. Un tour alla scoperta del territorio non può prescindere dalle splendide città murate della provincia patavina. Mura merlate e possenti torrioni circondano il cuore della città, la dividono dall’esterno proteggendola dagli attacchi delle truppe nemiche. Cose d’altri tempi, certo, ma da rivivere ancora oggi.
Passeggiare sul camminamento di ronda, un tempo percorso dai soldati, a un’altezza di 14 metri è l’esperienza che si può vivere a Cittadella, unico borgo in Europa a pianta ellittica. Le mura si sono mantenute intatte nel tempo, come anche le quattro porte disposte in corrispondenza dei punti cardinali e delle direzioni più strategiche. Da una porta all’altra, si sviluppano le due vie principali e l’intera città.  

Le mura di Montagnana (pixabay)

Di sicuro effetto anche le mura di Montagnana, una delle più belle città murate. Perfettamente conservata, la cinta si sviluppa per due chilometri con la sua imponente merlatura guelfa e arricchita da ben 24 torri alte fino a 19 metri che si affacciano sul fossato.
Cittadina collinare, Monselice è caratterizzata dal ricco Castello che contraddistingue il panorama e soprattutto dalla bellissima Rocca, posta sulla sommità di un colle. Vale la pena di salire lungo la ripida via delle Sette Chiese per ammirare l’antica Pieve di Santa Giustina e l’Oratorio di San Giorgio e regalarsi, una volta raggiunto il punto più alto, la splendida vita sulla pianura.
Poco distante si trova Este, altra città murata che oltre alla cinta conserva 14 torri aperte sul lato interno e un mastio alto 21 metri. Ancora oggi il cortile è una suggestiva location per eventi e manifestazioni.   

Este, città murata (pixabay)

Nelle Terme Euganee di Padova città di Giotto

Acqua preziosa è quella che caratterizza le Terme Euganee. Immerse nel verde dei Colli Euganei, su un’area di 36 kmq, le Terme hanno origini antiche e rappresentano il luogo ideale per la salute e la remise en forme. Tra le stazioni termali più grandi d’Europa, queste Termearricchiscono l’offerta del territorio mettendo a disposizione il benessere salutare che viene dall’acqua termale. Acqua caldissima che affiora dal terreno, dalle numerose proprietà benefiche, utilizzata in tutti i più moderni trattamenti terapeutici ed estetici. Dall’applicazione del fango termale alla massoterapia con bagni termali, dalle terapie inalatorie alla riabilitazione motoria in acqua termale. Fino ai trattamenti naturali estetici eseguiti nei numerosi hotel termali della zona.

Terme Euganee (veneto.eu)

Ville da scoprire via fiume

Scoprire il territorio in modo originale, via fiume, per vedere da un’altra prospettiva lesplendide dimore che si affacciano sul corso d’acqua.
La Riviera del Brenta, che da Padova arriva fino a Venezia,è ricca di palazzi, ville e giardini progettati da grandi architetti, tra cui anche Palladio, per diventare le residenze estive dei nobili veneziani. L’imponente Villa Pisani a Strà ne è un esempio,al suo interno custodisce ben 114 stanze con arredi e opere d’arte del Settecento e Ottocento, tra cui le sale affrescate dal Tiepolo e dal Guarana. Poco distante si trova la seicentesca Villa Foscarini Rossi con interni di pregio, tra cui una sala gotica e una sala egizia di grande bellezza.

Villa Pisani (pixabay)

Sempre via fiume si può seguire il corso del Canale Battaglia, anch’esso navigabile, proprio come i nobili veneziani che raggiungevano in barca le proprie dimore sui Colli Euganei. Immerso nella natura, regala un punto di vista spettacolare su dimore esclusive. Tra queste, a Battaglia Terme si trova l’affascinante Castello del Catajo, edificio ricco di storia e fascinoconi suoi saloni affrescati, il giardino delle delizie, le pertinenze di 40 ettari. Alla Mandria sorge Villa Molin, progettata dall’architetto Vincenzo Scamozzi, con pianta centrale quadrata e colonne ioniche sul lato del canale. Verso Monselice si incontra la cinquecentesca Villa Selvatico-Sartori, resa ancora più maestosa grazie alla sua posizione sul colle di Sant’Elena. Mentre a Valsanzibio sorge Villa Barbarigo che conserva ancora gli attracchi per le barche. Il suo parco di 15 ettari è un raro esempio di giardino seicentesco con un complesso sistema di fontane.

Il Castello del Catajo

testo di Elena Cogo

INFORMAZIONI

https://www.veneto.eu/IT/Padova/

http://www.turismopadova.it/

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