Nel pieno dell’atmosfera olimpica, proseguono gli appuntamenti del ricco cartellone che affianca l’evento sportivo e che, anche nei mesi a seguire, daranno ai visitatori l’opportunità di addentrarsi nel tema e approfondirne vari aspetti. Un caleidoscopio di spunti culturali che consentono di calarsi nell’atmosfera e anche di conoscere meglio i luoghi che ospitano i Giochi, la storia, il costume, attraverso opere d’arte, fotografie, installazioni, spettacoli teatrali e musica.
Treviso. Un magico inverno di mostre per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Un tempo era considerato semplicemente una stagione. E, naturalmente, una stagione difficile, spesso da temere. Col tempo la percezione dell’inverno è mutata, sino a trasformare il periodo più freddo dell’anno in un momento da godere serenamente. Un periodo al quale dedicare tempo da trascorrere in maniera attiva, facendo sport, divertendosi, rilassandosi. Che contributo hanno dato, da questo punto di vista, gli eventi sportivi e, con essi, quelli olimpici? A dare una mano a comprendere l’evoluzione del fenomeno è la mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, ospitata sino al 29 marzo a Treviso, nelle due sedi del Museo Salce, Santa Margherita e San Gaetano.
Protagonisti sono i manifesti storici, patrimonio del Museo trevigiano, molti dei quali veri capisaldi della storia della comunicazione turistica. Accanto ad essi, anche un’ampia selezione finora mai esposta, restaurata per l’occasione. Tutti testimoniano l’interesse nei confronti della stagione invernale, e degli sport e dei prodotti ad essa collegati. Tutto ciò in una società che, dopo gli anni drammatici della guerra, iniziava ad affrontare il tema del tempo libero. In mostra si trovano opere che mostrano come le più note località alpine della penisola, ma anche rinomate mete del turismo invernale internazionale, comunicassero questi aspetti del tutto nuovi.

Le opere a Santa Margherita e San Gaetano
Alle pareti della chiesa di Santa Margherita immagini d’epoca ricordano l’inverno difficile d’un tempo, l’emigrazione delle aree di montagna, poi il nascere del turismo invernale. L’abside omaggia Cortina 1956, con la torcia olimpica del tempo e le immagini di quell’evento. Fu la prima Olimpiade invernale in diretta televisiva, la prima ad accogliere l’Unione Sovietica. Un memorabile evento sportivo, nonché in appuntamento mondano celebrato da tutti i giornali dell’epoca.
Al San Gaetano si scoprono poi tante curiosità sui prodotti del Distretto dello Scarpone, a partire da quello realizzato per Alberto Tomba. E c’è anche un omaggio al più grade cartellonista di tutti i tempi, Renato Casaro, recentemente scomparso, un artista che ha rappresentato un pezzo di storia del cinema italiano e internazionale. Nella sala a lui dedicata, viene presentato il bozzetto originale di “Vacanze di Natale”, a ricordare come anche il cinema sia stato contagiato dalla stagione invernale, con il paesaggio alpino a far da sfondo a storie spensierate che riempivano le sale durante le festività.
Dialogo di mostre tra Veneto e Lombardia per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026
“VETTE. Storie di sport e montagne” dialoga con un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce. Un unico racconto in due capitoli, che unisce Lombardia e Veneto, ripercorrendo la nascita dell’immaginario invernale e l’affermarsi del turismo sportivo. A Teglio, in Valtellina, Palazzo Besta ospita fino al 30 agosto la mostra VETTE, che intreccia molteplici storie. Quelle di grandi atlete e atleti olimpici e paralimpici, fatte di talento, coraggio e sfide. Ma anche quelle delle comunità alpine, protagoniste di una trasformazione profonda nella seconda metà del Novecento. In quell’epoca la diffusione degli sport invernali e del turismo incise radicalmente sul paesaggio umano e naturale delle Alpi. Un cambiamento che racconta il passaggio dall’economia di sussistenza al benessere, sino all’emergere del tempo libero e del divertimento. Al centro anche il ruolo delle donne olimpiche e paralimpiche, con storie di campionesse e sfide femminili nel mondo dello sport.

Valtellina protagonista anche con Mountains Echoes
Un vero e proprio viaggio realizzato attraverso l’arte. Mountains Echoes –le voci e i suoni della Valtellina in sculture sonore- è un lavoro dell’artista Yuval Avital. Avital ha esplorato per alcuni mesi la Valtellina dotato di microfoni, macchina fotografica e videocamera, raccogliendo centinaia di registrazioni, comprese le voci degli abitanti. Il risultato è la realizzazione di tre sculture antropomorfe di grande formato, complete di altoparlanti che diffondono un’opera sonora polifonica.
Si tratta di un percorso diffuso. Si tratta di un viaggio culturale attraverso i comuni di Sondrio, Tirano e Bormio, che diventano così parte integrante dell’opera. Un lavoro che valorizza i diversi aspetti del territorio e consente di vivere tre esperienze artistiche contestualizzate in scenari diversi e connessi tra di loro. Allestite sino al 15 marzo, le sculture entreranno a far parte del patrimonio culturale dei Giochi. E in primavera l’installazione arriverà a Milano, creando un ponte tra i mondi montani e la città.

Verona per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Protagonista l’Arena e le mostre ma non solo.
Il Centro Internazionale di Fotografia-Scavi Scaligeri riapre al pubblico e torna ad essere uno spazio vivo di produzione culturale e confronto. Dal 20 febbraio al 2 giugno, gli ambienti sotterranei nel cuore della città accolgono la mostra Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972, che intreccia fotografia, sport, storia e immaginario collettivo.
A Milano alcune mostre per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026
La neve come fenomeno naturale, simbolico, artistico e antropologico. È questo il tema al centro della mostra “Il senso della neve”, aperta con ingresso libero dal 12 febbraio fino al 28 giugno, e accompagnata da un articolato programma di iniziative dentro e fuori il museo che la ospita, ossia il MUDEC-Museo delle Culture. La mostra apre un nuovo capitolo del percorso dedicato all’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, dopo The Moment the Snow Melts, l’imponente e poetica installazione di Chiharu Shiota che ha inaugurato la stagione nell’Agorà del museo. Una nevicata metaforica, composta da innumerevoli fogli e fili di carta, dedicata alle relazioni umane che iniziano, finiscono e si trasformano, come la neve che si scioglie.
L’esposizione conta oltre 150 opere e oggetti fra etnografia, testimonianze scientifiche, dipinti, fotografie, video e installazioni contemporanee. Un avvincente viaggio che va dalla geometria dei cristalli di neve all’immaginario artistico europeo e giapponese, fino agli impatti del cambiamento climatico e dell’overtourism montano. E c’è anche un focus sulle popolazioni artiche e della Terra del Fuoco, che approfondisce i sistemi di adattamento e le pratiche spirituali legate allo sciamanesimo. Tre le sezioni della mostra, che si concentrano su altrettante tematiche: neve, scienza e cambiamento climatico. Neve nelle culture del mondo, dall’Artico all’Antartico. Neve e ghiaccio nell’arte antica, moderna e contemporanea.

Milano. Gli acquerelli che raccontano la montagna
Sono quelli di Silvia De Bastiani, attenta interprete del paesaggio alpino contemporaneo, che vive e lavora nella valle del Primiero, tra le Dolomiti trentine. La Fabbrica del Vapore ospita, dal 12 febbraio al 6 aprile, Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps, ideata per i temi e i territori che ospitano le Olimpiadi Invernali, in cui la pittura diventa strumento immersivo ed emozionale. 30 i lavori esposti, anche di grandissime dimensioni, dedicati proprio ai luoghi delle Olimpiadi invernali. Il percorso si arricchisce di una video-installazione che accompagna il pubblico alla scoperta dell’originale sguardo dell’artista.
Teatro, musica e mostre per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
In occasione dei Giochi il Piccolo Teatro dedica all’evento una speciale programmazione, che rientra nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Una proposta pensata proprio per raccontare la neve le lo sport attraverso il linguaggio teatrale. Due gli spettacoli scelti e immaginati per un pubblico internazionale: Slava’s Snowshow, in scena al Teatro Strehler, in una speciale “versione Olimpica” creata per l’occasione, all’insegna della neve, dei sogni e delle fiabe, e First Love, al Teatro Studio, con una narrazione di Marco D’Agostin, che unisce sport, memoria e identità. È per gli spettatori di tutte le età il Festival organizzato da A2A con il Teatro Franco Parenti, per accompagnare lo sport e la magia invernale anche al di fuori degli appuntamenti Olimpici e Paralimpici.
La rassegna culturale, in scena dal 6 febbraio al 1° marzo, propone 8 spettacoli diversi. Un percorso per adulti e bambini, fatto di show, concerti, incontri e laboratori per i più piccoli. Ad aprire la manifestazione “La Fisica delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali” con Vincenzo Schettini, divulgatore scientifico e docente. Tra i vari appuntamenti, un incontro con il neuroscienziato Andrea Bariselli per scoprire il cervello dietro le grandi vittorie, e una pièce con i comici Luca Ravenna e Daniele Tinti.

Veneto. Il Festival del Teatro Classico, Mythos, dedicato a “Olympia 2026”
Oltre 20 eventi, sino a luglio, per un progetto che vede partner il Teatro Stabile del Veneto, e che coinvolge le città di Treviso, Padova, Venezia, Belluno, Milano, Mogliano Veneto, Castelfranco Veneto, Montebelluna, Possagno, Fonte, Pieve di Soligo e San Donà di Piave. Una serie di spettacoli-reading incentrati sui temi dello sport, praticato nell’antichità e nel presente. In particolare, al Ridotto del Teatro Del Monaco di Treviso, il 24 febbraio una riflessione sull’agonismo e sul fair play degli eroi in Athloi, alle origini dello sport; il 24 marzo Guerra e sport, sul duello e le sue regole a partire da quello tra Ettore e Achille; il 12 maggio. La gloria degli eroi, nel racconto della figura e delle gesta di Eracle, il fondatore dei Giochi di Olimpia.
Libri per approfondire non solo le mostre delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Il libro It’s Snowing!, edito da Marsilio Arte e curato da Vittorio Linfante, Simona Segre Reinach e Massimo Zanella, racconta come l’inverno sia entrato nell’immaginario e sia diventato anche estetica e cultura. Un racconto avvincente, che attraversa oltre un secolo di stile, innovazione e creatività: attraverso oltre 600 immagini intreccia arte, moda, design e sport in un percorso che mostra come il mondo della montagna -da Cortina a St. Moritz, da Gstaad ad Aspen- abbia definito il gusto e il glamour alpino. Una chicca ricca di immagini d’archivio, fotografie, manifesti e oggetti, che racconta la neve come linguaggio estetico e terreno d’innovazione, dal mito del passato alle visioni del futuro.
Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia. «I Giochi del 1956 sono l’occasione per fermarci un attimo a ricordare, a riflettere, a sognare. Per capire da dove siamo partiti e dove siamo arrivati. Per capire dove stiamo andando». Parola di Massimo Spampani, autore del volume Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia (Marsilio Arte). Con il supporto di prezioso materiale fotografico e documentario in gran parte inedito, Massimo Spampani e Eleonora De Filippis restituiscono l’atmosfera di un’epoca unica, quella di un’Olimpiade “romantica”, raccontando dettagli e aneddoti inediti. Ad accompagnare il volume, l’omonima mostra fotografica open air tra le vie e le piazze di McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet, visitabile sino al 15 marzo.
Neve. Acqua ghiacciata cristallina? Sì, certo, ma non solo. Nel libro Neve. Una storia (Mondadori), lo storico e divulgatore scientifico Sverker Sorlin ripercorre secoli di scienza, arte e letteratura per raccontare la neve come fenomeno globale, ma anche come esperienza intima, personale. Fenomeno con cui l’essere umano si è rapportato per migliaia di anni, e che oggi, per la minaccia del riscaldamento globale, sta diventando sempre più raro, trasformandosi in simbolo di qualcosa che ci sta scivolando tra le dita: il legame tra l’uomo e la natura, la nostra capacità di meravigliarci e di custodire. Un saggio che invita a riflettere sulla bellezza di ciò che è fragile e sulla responsabilità di non ignorare i segnali di un mondo che sta cambiando.
di Paola Babich

INFORMAZIONI
Cultura alle Olimpiadi Invernali











