Mostra di Jack Vettriano al Museo Permanente di Milano
mostra-Milano-museo-permanente-cultura-e-appuntamenti-il-viaggiatore-magazine
22 Dicembre 2025

Mostra di Jack Vettriano al Museo Permanente di Milano

Mostra Milano Museo Permanente. “Il maggiordomo che canta”, ovvero “The singing butler “è il dipinto che raffigura una donna e un uomo che danzano leggeri, quasi sfiorassero il bagnasciuga in una giornata ventosa, Fanno parte del turbinio anche una cameriera e un maggiordomo, che, con gli ombrelli aperti, incuranti della pioggia, volteggiano intorno a loro, come foglie mosse dal vento. La colonna sonora di quello che sembra uno spezzone di un film anni ’40 sarebbe la voce del maggiordomo che canta, appunto. La melodia intonata è “Fly me to the moon“di Frank Sinatra.

Si tratta di un’opera ben equilibrata che vede il suo fuoco ottico nella donna, che, vestita di rosso e vista di spalle, danza scalza e libera da ogni regola esterna. Interessante è il rovescio della medaglia di quest’opera. Da un lato, sembra un quasi immacolato manifesto di sentimento e di romanticismo, e, dall’altro, non più poesia, ma prosa. Ha raggiunto, infatti, un valore commerciale di quasi 750.000 sterline, battute da Sotheby nel 2004. Inoltre, l’immagine, riprodotta in quantità industriali, in stampe, posters e cartoline augurali, ha fruttato a Vettriano cifre da capogiro.

Mostra-Milano-Museo-permanente-cultura-e-appuntamenti-il-viaggiatore-magazine

 Jack Vettriano in mostra a Milano al Museo Permanente

Jack Vettriano, l’autore dell’opera, è un affascinante autodidatta, adorato dal pubblico, ma boicottato dalla critica ufficiale. Quest’ultima non gli ha mai perdonato la mancanza degli usuali studi squisitamente accademici. Situazione di cui appare perfettamente consapevole, se non pienamente soddisfatto: “Sono stato ‘ignorato’ dalla critica e ‘snobbato’ dal mondo artistico, ma importante è che piaccia alla gente”. Il padre, un rude minatore scozzese, la madre, una ciociara, figlia di un emigrante, originario di Belmonte Castello nella Valle di Comino, sono il suo umile background famigliare. Nel suo luogo natale, nella contea scozzese di Fife, affacciata sul Mare del Nord, l’attività principale, se non l’unica, è l’estrazione del carbone. Giovanissimo, lascia la scuola e diventa apprendista quale tecnico minerario.

La sua carriera artistica nasce quasi per caso, da un regalo. Una sua amica, in occasione del suo ventunesimo compleanno, gli dona un set di pennelli e colori per dipingere acquarelli. Un hobby che prende seriamente, con energia, dedicandogli molto del suo tempo. Per fare pratica e “prendere la mano”, copia ripetutamente opere di pittori famosi, capaci di suscitare in lui vibrazioni positive. “Insegnanti privati” dello Scozzese autodidatta sono gli Impressionisti, i Surrealisti, gli antichi maestri e fin anche Caravaggio.  Firma Hogan le proprie prime opere, il nome di famiglia, che, nel 1988, muta con il più “esotico” nome da nubile della madre, Vettriano, appunto.

In quell’anno due suoi dipinti, presentati alla Royal Scottish Academy’s Annual Exibition, attirano l’attenzione generale e vengono acquistati subito, il primo giorno. Altre gallerie si fanno sotto, e le danze hanno inizio. Alla Edinburgh Gallery ha luogo la sua prima mostra personale, dal titolo emblematico “Tales of Love and Other Stories”. Ne seguono altre, da Londra a Hong Kong, da Johannesburg a New York. Tra i suoi fans più entusiasti si annovera persino Jack Nicholson. Nel suo appartamento/studio di Londra dipinge molte ore al giorno, in assoluta solitudine. Esclude perfino la presenza di modelle in carne e ossa, servendosi, come inspirazione, d’immagini fotografiche. Quale agile personaggio maschile, finché l’età glielo permette, raffigura sé stesso. Per dipingere verosimilmente i tessuti, ha a disposizione una vasta collezione di abiti femminili idossati da manichini.

Mostra -Milano-Museo permanente- cultura- e -appuntamenti -il -viaggiatore- magazine

A Milano in mostra al Museo Permanente, l’ispirazione di Jack Vettriano arriva dalle canzoni

Prende ispirazione da canzoni, qualche volta da notizie lette sui giornali, di cui costruisce la scenografia. In realtà, si considera un regista, ma non di un intero film, in realtà, di un’unica scena. È un romanziere che, semplicemente, invece di scrivere, dipinge. Suoi temi sono le emozioni umane, dalla gioia, alla gelosia, dall’amore al tradimento, dalla nostalgia all’evasione dalla realtà quotidiana. Quali simboli iconici, si serve di sigarette, spesso fumate con il bocchino, di orecchini di perla, di rossetti accesi, qualche volta di pellicce, sempre di tacchi vertiginosi, di calze di nylon, di abiti attillati che a volte svelano allusivi reggicalze.

Il Vettriano nice rappresenta maggiordomi che suonano e abiti da ballo svolazzanti in atmosfere ricche di luce. Dopo il 1996 il Vettriano naughty introduce un mondo oscuro, a tinte forti, dominato dal rosso, dal nero con tocchi di bianco. L’erotismo allusivo e scenografico, anche se non convenzionale. Non sfocia, comunque, mai in pornografia. L’uomo è sempre perfettamente vestito e sotto controllo, vicino a una donna che sembra piacevolmente reclamizzare biancheria intima di gran classe. Dopo il ‘96, quindi, abbandona i panorami resi allegri da spiagge luminose, e si sintonizza su scene notturne quasi claustrofobiche.

Uomini e donne in mostra al Museo Permanente di Milano

I personaggi, uomini o donne che siano, sempre snelli e raffinati, sembrano “fare i fatti loro” senza degnare di uno sguardo chi è lì davanti a loro, a osservarli. Nel caso il corpo sia ritratto di faccia o di sbieco, sarà il capo a essere volto lateralmente. Nelle rare occasioni in cui sembrano guardare con attenzione l’osservatore, i loro occhi vengono celati da provvidenziali occhiali da sole, o, addirittura, da mascherine carnevalesche, come in “The sparrow and the hawk”, cioè “la rondine e il falco”, del 1995. La protagonista è la donna, nelle sue varie accezioni. La “femme fatale” o la dea da adorare che ha il fascino elusivo di Greta Garbo, di Rita Hayworth o di Marlene Dietrich.

La sua eleganza e raffinatezza sono, comunque, sempre intrise di sensualità. È spesso ritratta in un momento di composta, misteriosa solitudine, di intimità con sé stessa, come in “Black on Blond”, l’opera su carta museale del 1996. O come nel dipinto “In thoughts of you”, titolo mutuato dalla canzone di Billie Holiday. Nell’opera, esposta per la prima volta nel 1997, il contrasto luminoso è enfatizzato dall’abito nero che si staglia sul lenzuolo, candido, quale copridivano. Nella stanza raffigurata si può riconoscere lo studio dove Vettriano ha vissuto negli anni ’90, nella Georgian Townhouse a Edimburgo.

Mostra -Milano-Museo -permanente- cultura -e- appuntamenti- il -viaggiatore- magazine

L’uomo e il suo ruolo di comparsa in mostra al Museo di Milano

 Il ruolo di comparsa, di spettatore, è svolto dall’uomo, in realtà, incarnato dallo stesso Vettriano, che si limita a svolgere una parte secondaria, anche se nobilitata da un sentire di matrice squisitamente romantica. Quando appare da solo, senza donne intorno, è riconoscibile, seppure di spalle. In “Birth of a dream”, ha davanti a sé un’auto, che sta dipingendo in un insolito color turchino. Nella sua semplicità elaborata, sempre posto di spalle, dà un’interpretazione visiva al “Taglio” di Fontana che si vede raffigurato alla sua sinistra. Qui la luce passa attraverso la tela squarciata. Stretto nella mano destra, tiene ancora il bisturi con cui ha “compiuto il misfatto”.

L’opera s’intitola, appunto, “Homage to Fontana”, un omaggio veramente originale e azzeccato. L’alone di riservatezza non fa che aumentare la popolarità di Vettriano. Immagini trasferite, quali murales nel centro di Glasgow, sono perfino oggetto di un documentario della BBC. A dispetto della critica ufficiale, pervicacemente ostile, nel 2004, è la Regina Elisabetta stessa a insignirlo dell’Ordine dell’Impero britannico, per le arti visive, l’OBE.

Jack Vettriano batte il record di visitatori ad una mostra

Con 123.300 visitatori, batte perfino il record detenuto, dal 1948, da una famosa mostra di Van Gogh alla Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow. Il titolo della mostra, che presenta più di cento opere, è “Jack Vettriano: a Retrospectiv”.

Nell’insolita vita dell’autodidatta che non ama delegare, ma affrontare in prima persona le difficoltà, non manca un “ricomincio da capo”. Un serio incidente alla mano destra gli impedisce di dipingere. E allora? Impara faticosamente a usare la sinistra. Il suo tipo di pittura di precisione richiede grande applicazione, ma non molla e ci riesce. Per lavoro, ma non solo, migra al Sud, in Costa Azzurra, dove ritrova il piacere di essere avvolto dalla luce prorompente del sole. Ma, nel suo appartamento a Nizza, è trovato senza vita a soli 73 anni. Un ennesimo, inaspettato “coup de théatre”.

La mostra al Museo della Permanente di Milano

L’attuale mostra alla Permanente con più di un’ottantina di opere esposte, curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing e il coordinamento di Beside Arts, fa eco a una precedente tenuta in Italia a Palazzo Pallavicini a Bologna. Le opere in mostra erano meno numerose, circa una settantina. L’autore di alcune fotografie esposte alla Permanente, scattate nello studio di Jack Vettriano, è Francesco Guidicini. Fotografo/artista, famoso per i suoi ritratti, ha l’onore di avere i suoi scatti alla National Portrait Gallery di Londra.  È anche il ritrattista ufficiale del Sunday Times. Suo è il video sull’intrigante autopresentazione del pittore. Una confessione che, più di ogni documentazione, svela i misteri di un fenomeno artistico, unico nel suo genere.

di Maria Luisa Bonivento Thurn

Mostra- Milano-Museo -permanente- cultura- e- appuntamenti- il- viaggiatore -magazine

INFORMAZIONI

http://www.eventiatmilano.it

ARTICOLI CORRELATI

https://ilviaggiatore-magazine.it/alberghi-location/a-spasso-nella-citta-meneghina
Categorie di Viaggio
Esplora il blog
Ultimi articoli
Seguici sui nostri canali
Iscriviti alla newsletter
La tua iscrizione non può essere convalidata.
La tua iscrizione è avvenuta correttamente.

Utilizziamo Brevo come piattaforma di marketing. Inviando questo modulo, accetti che i dati personali da te forniti vengano trasferiti a Brevo per il trattamento in conformità all'Informativa sulla privacy di Brevo .

Cerchi qualcosa in particolare?