Hotel a Matera. Matera, città di pietra e memoria, ridefinisce il concetto di lusso trasformando il passato in un’esperienza vivente. Nel cuore dei Sassi, infatti, il Moyseion non è solo una struttura ricettiva, ma un “museo che si abita”. E’ un luogo dove l’ospitalità si fonde con la ricerca accademica. La novità senza precedenti? Aver trasformato le sue grotte in un laboratorio di riscoperta internazionale dedicato alla musica antica. Quella, tanto per capirci, che si suonava nelle corti degli eroi omerici.
Nell’hotel Moyseion a Matera, “archeomusica” nelle grotte
Il Moyseion, insomma, non si limita a celebrare la storia. In alcuni casi, la riattiva in modo sorprendente grazie alla partnership con il Lotos Lab, un centro di ricerca e innovazione musicale con sede a Cambridge (UK). L’iniziativa ha preso il via con il corso pratico “Discover the Lyre” (tenutosi dal 3 al 7 novembre 2025), guidato da musicisti di fama mondiale specializzati in strumenti come l’aulos e la lira. Da qui, è partito un programma di corsi residenziali (da novembre a marzo), ognuno focalizzato su uno strumento o una tradizione di danza della Grecia antica.
Durante i corsi, studenti, musicisti e appassionati si confrontano direttamente con testimonianze filologiche e studi all’avanguardia. La missione condivisa tra Moyseion e Lotos Lab è chiara. Si vuole rendere accessibile al pubblico un patrimonio di conoscenze musicali, antropologiche e artigianali spesso confinato nelle università. I partecipanti sono incoraggiati non solo a imparare le tecniche, ma anche a cimentarsi nella costruzione artigianale dei propri strumenti. Le lezioni si svolgono direttamente tra le grotte: il fondatore di Moyseion, Antonio Panetta, sottolinea come in questi spazi “la pietra, l’acqua, la voce e il respiro diventano parte di un’unica partitura.”
Accoglienza sacra nelle grotte dell’hotel Moyseion
Ma il viaggio sensoriale del Moyseion continua con riti millenari. L’esperienza comincia con l’atto cerimoniale della Xenia, il lavaggio purificatorio delle mani che accoglie l’ospite e lo eleva ad abitante temporaneo della “casa”. Ma poi si continua. Le sedici grotte-abitazioni, ricostruite con rigore filologico, sono vere e proprie microarchitetture narrative.
Ogni alloggio è dedicato a una diversa fase storica, dalla civiltà degli Enotri alle colonie della Magna Grecia, con arredi e simboli che richiamano gli eroi omerici e i reperti di siti come Porto Badisco. Per la rigenerazione del corpo e dello spirito, il Santuario delle Acque offre, infine, una grande grotta termale su due livelli. L’oasi sensoriale è impreziosita da mosaici ispirati ai reperti di Monasterace e Policoro, con sculture di ninfe e dee a vegliare sulla piscina coperta.
Akràtisma e Simposio. Nell’hotel a Matera i piatti e le colazioni rituali della Magna Grecia
L’ospitalità culmina a tavola, dove il cibo è elevato a narrazione culturale. La giornata si conclude ritualmente con il Simposio serale: un rito conviviale dell’antichità, che unisce ospiti e cultura in un’atmosfera sospesa. Qui si condividono cibi, vini selezionati e narrazioni, spesso accompagnati da musica. Ma è all’inizio della giornata che il Moyseion sorprende con l’Akràtisma, la ritualizzazione della prima colazione nell’antica Magna Grecia.
La chef Nadia Christina Tappen, attraverso un profondo studio interdisciplinare (che ha coinvolto archeologi, etnobotanici e antropologi), ha riportato in vita questo pasto. Niente a che vedere con buffet della tradizione o colazioni continentali. La tavola è una scena teatrale con riproduzioni di vasi antichi e un menu che celebra l’arte culinaria dal VIII secolo a.C. Tra le pietanze ritrovate ci sono la Pyramis (un dolce conico), il Gastris con miele e sesamo, e la Melitoutta a base di farina, yogurt, miele e cannella.
Custodi del Mito in hotel: al Moyseion a Matera lo staff trasforma il soggiorno in performance
A guidare questa complessa macchina del tempo è uno staff multidisciplinare che non si limita a erogare servizi. L’équipe è composta da archeologi, musicisti, performer e laureati in discipline umanistiche (tra cui Filologia Classica e Beni Culturali), che sono custodi e interpreti dei riti quotidiani. La loro competenza, unita a una spiccata presenza scenica, trasforma ogni momento in un evento, dimostrando che, al Moyseion, l’accoglienza è prima di tutto un atto culturale vivo e coinvolgente.
di Enrico Saravalle
















