Arte istintiva e dichiaratamente antiaccademica. Opere create da artisti autodidatti senza obblighi e regole. È l’Art Brut, che non è “arte brutta” ma una espressione di creatività naïf e liberatoria. È l’artista francese Jean Dubuffet a coniare, nel 1945 questa definizione per promuovere l’arte degli “outsider”. Durante un viaggio in Svizzera, Dubuffet cercò lavori che corrispondessero ai suoi criteri. Visitò ospedali psichiatrici, carceri, raccolte etnografiche e altre collezioni. E gli incontri avuti in quell’occasione segnarono l’inizio della sua raccolta personale. La Svizzera ha avuto, quindi, un ruolo determinante nella nascita di un nuovo genere artistico, capace di mettere in crisi l’arte ufficiale e di richiamare l’attenzione sull’opera di artisti ai margini del sistema ufficiale. Un legame stretto e duraturo quello tra Dubuffet e la Svizzera. Un legame così profondo l’artista donò alla città di Losanna la propria collezione, un insieme eccezionale di circa 5.000 opere. La Collection de l’Art Brut fu aperta al pubblico esattamente cinquanta anni fa, il 26 febbraio 1976. Per festeggiare il suo mezzo secolo di vita, viene inaugurata Art Brut en Suisse. Des origines de la collection à aujourd’hui (visibile fino al 27 settembre 2026), una mostra con una selezione di disegni, dipinti, sculture, ricami, scritti e assemblaggi provenienti dal patrimonio del museo. Tutte le opere riflettono le esperienze di internati, malati e detenuti. Molti affetti da disturbi mentali ma anche emarginati dalla società borghese o autori non professionisti vissuti ai margini del mercato dell’arte.

Cosa vedere a Losanna in Svizzera: lago Lemano, vigneti del Lavaux e borghi UNESCO
La visita alla mostra consente anche un incontro ravvicinato con la città di Losanna. Colline che scivolano nel lago Lemano, vigneti che disegnano geometrie pazienti, tetti che emergono tra il verde. Tutto sembra muoversi verso l’acqua, in un equilibrio naturale che racconta una Svizzera autentica. È da questa armonia tra terra, lago e luce che nasce l’identità di una città capace di trasformare il panorama in cultura, il vino in linguaggio, la tradizione in visione contemporanea. Affacciata su una delle regioni vitivinicole più suggestive d’Europa, Losanna è la porta d’accesso al Lavaux. Quasi mille ettari di vigneti terrazzati che si distendono tra la città e Montreux, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un mosaico che pare disegnato da un architetto rinascimentale e che produce bianchi di grande finezza, dominati dallo Chasselas, senza dimenticare i rossi in cui il Pinot Nero si impone con carattere. Qui il vino è cultura prima ancora che prodotto. È fatica, silenzio, sole riflesso sui muretti a secco. Basta camminare tra i borghi di Epesses, Saint-Saphorin e Dézaley per capire che ogni calice racchiude un racconto antico. Losanna diventa così il teatro urbano di una civiltà rurale, con enoteche come Street Cellar (dove il vino viene spillato direttamente dalle botti) a custodirne lo spirito più autentico.

Dove mangiare a Losanna in Svizzera: mercati, ristoranti tipici e cioccolaterie artigianali
Dal vino alla tavola il passo è breve. Losanna ama la gastronomia con misura svizzera e creatività sorprendente. Il mercato del sabato mattina, tra Place de la Riponne e Rue de Bourg, è un manifesto vivente della biodiversità elvetica. Formaggi d’alpeggio, salumi del Vallese, pane alle castagne, pesci di lago. Qui la filiera corta è un principio, ma anche un gesto quotidiano. Boutique del gusto come La Ferme Vaudoise, con la sua ricca selezione di formaggi, paté e salumi. Locali tradizionali come il Café du Grütli (celebre per fondue e papet) e indirizzi bistronomici come Jacques o DéCi. Tutti mostrano come la cucina possa farsi arte applicata senza mai recidere il legame con la tradizione. E poi il c’è il cioccolato, autentico oro scuro. In un Paese dove il cacao è quasi una religione, Losanna custodisce alcune tra le migliori cioccolaterie della Svizzera. Da Durig a Jorge Cardoso, da La Chocolatière a Blondel, praline, tavolette e dragée raccontano un equilibrio sottile tra panna, nocciole, miele locale e cacao intenso. Assaggiare cioccolato qui è un’esperienza multisensoriale: croccante, fondente, avvolgente, quasi musicale.

Losanna città olimpica e non solo: Musée Olympique, Cattedrale e Plateforme 10
Ma Losanna non è solo paesaggio e gusto. Dal 1915 ospita il Comitato Olimpico Internazionale e dal 1993 porta ufficialmente il titolo di Ville Olympique. Lo sport, qui, non è una semplice istituzione: è parte integrante dell’identità cittadina. Il Musée Olympique, tra i più innovativi e interattivi d’Europa, riesce a coinvolgere visitatori di ogni età. Si parte dal parco terrazzato affacciato sul lago, punteggiato di installazioni e sculture ispirate alle discipline sportive. Spiccano le opere di Mitoraj, Niki de Saint-Phalle e Botero. Si entra poi nel museo. Cimeli, memorabilia, schermi interattivi, realtà aumentata e videowall trasformano la visita in un’esperienza dinamica, immersiva, viva. Losanna, poi, unisce memoria medievale e visioni contemporanee con naturale eleganza. E dalla Cité antica fino al lungolago si attraversano secoli di storia. Il Castello era un tempo dimora dei vescovi. Oggi è sede del Consiglio di Stato del Cantone di Vaud e racconta un Medioevo combattivo con le sue mura in pietra, le torri angolari e i merli. Poco distante, la Cattedrale di Notre-Dame, tra le più imponenti della Svizzera, che accoglie i visitatori nelle sue navate immerse nella penombra. L’organo monumentale disegnato da Giugiaro e il rosone gotico, che raffigura la visione medievale del cosmo, testimoniano una spiritualità fatta di luce e proporzione. Dalla Torre del Beffroi, ancora oggi, il Guet (la sentinella notturna) annuncia, come secoli fa, le ore della notte con il tradizionale richiamo.

Nuovo distretto culturale in Svizzera: a Losanna l’ex deposito ferroviario
E poi il salto nel presente con Plateforme 10, un ex deposito ferroviario trasformato in distretto culturale. Qui convivono il Musée Cantonal des Beaux-Arts con opere dall’Ottocento a oggi. Si va da Luca Giordano a Nomellini, da Giacometti a Balthus. Il Musée de l’Élysée è dedicato alla fotografia e il MUDAC, centro per il design contemporaneo e le arti applicate. A Platforme 10 cemento e vetro dialogano con la memoria storica, dimostrando che a Losanna la modernità non cancella il passato, ma lo amplifica. Così la città si rivela per quello che è: un luogo in cui il paesaggio genera cultura, il gusto diventa linguaggio e la storia convive con l’audacia. Una Svizzera che si fa esperienza, lentamente, tra lago e vigneti.
di Enrico Saravalle

INFORMAZIONI
Losanna: cultura ed enogastronomia











