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Sommario
- Il Périgord, in Nuova Aquitania, ospita oltre 600 castelli, simbolo della sua ricca storia culturale.
- Sarlat è il cuore pulsante del Périgord, famoso per i suoi mercati e la valle della Vézère.
- I castelli di Bourdeilles e Beynac offrono una combinazione unica di storia medievale e architettura rinascimentale.
- La Maison Forte de Reignac, unica per la sua costruzione nella roccia, rappresenta un esempio di castello di scogliera.
- Biron è il più grande castello del Périgord, simbolo del potere nobiliare, con mille anni di storia da raccontare.
Il Périgord è il cuore verde della Nuova Aquitania, la regione sudoccidentale della Francia, e si trova 150 chilometri a est di Bordeaux. È una terra di colline boscose, vallate dolci e fiumi lenti, dove la Vézère e Dordogna, che dà il nome al dipartimento, disegnano anse luminose tra i campi. Questa zona è famosa proprio per i castelli del Périgord, che rappresentano una parte fondamentale della sua identità storica e culturale. Qui la pietra non è solo uno sfondo: è un libro di storia scritto nella pietra in color ocra. Nella regione si contano ben 600 castelli, più le rovine di altri 200. Spesso privati, talvolta ancora abitati, sono dimore medioevali o rinascimentali affacciate sull’acqua, fortezze appollaiate su rupi, manieri nascosti nei boschi. Raccontano secoli di guerre, alleanze e raffinatezze, dal Medioevo dei cavalieri all’art-de-vivre delle corti.
Molti si trovano nel Périgord nero, intorno al suo cuore pulsante, la cittadina tutta medioevale di Sarlat, dove nel centro storico si cammina tra vicoli e piazzette fiancheggiate da eleganti palazzi gotici o rinascimentali. Nei giorni di mercato i banchi si riempiono di foie gras, noci e tartufo, sapori che raccontano il territorio. Sarlat è anche la porta d’ingresso alla valle della Vézère, considerata la culla della presenza umana in Europa: qui le grotte preistoriche, come la replica di Lascaux, convivono con bastide, vigneti e villaggi di pietra color miele.
Non lontano, i giardini sospesi di Marqueyssac offrono 6 chilometri di sentieri tra 150.000 piante di bossi centenari scolpiti a mano. Raggiungere la regione è semplice: in treno, in auto dall’Italia via Lione, oppure in aereo con voli da diversi aeroporti italiani per Bordeaux o per Tolosa. La valle della Dordogna è riserva mondiale della biosfera e invita a muoversi in canoa, in bicicletta o a piedi. Primavera e autunno sono le stagioni più quiete, regalano una luce magnifica e la possibilità di fare visite con calma e senza folla.

A Bourdeilles due splendidi castelli del Périgord
A Bourdeilles, su uno sperone roccioso che domina il fiume Dronne e l’omonimo villaggio, sorgono due castelli affiancati, uno medievale, l’altro rinascimentale. Due epoche e due visioni del mondo che convivono in un’unica, affascinante architettura. Si passa in pochi metri dall’una all’altra. La parte più antica è una fortezza del XIII secolo, dominata dal mastio alto 33 metri per difendere e controllare il territorio: offre dall’alto una splendida vista sul paese e sul fiume. Al piano terra si apre una grande sala, mentre una doppia cinta muraria ricorda quanto fosse arduo espugnarlo. Nei secoli il castello fu protagonista della Guerra dei Cent’anni e di duri scontri tra i signori feudali della regione. Bourdeilles era infatti una delle quattro grandi baronie del Périgord, insieme a Biron, Beynac e Mareuil. Eredità, matrimoni d’interesse e tradimenti ne hanno intrecciato la storia, trasformando continuamente la fortezza.
Accanto alle mura severe sorge il palazzo rinascimentale del ‘500, nato dall’ingegno di Jacquette de Montbron, umanista appassionata di architettura, che ne disegnò personalmente i piani. Era dama di compagnia e amica della regina Caterina de’ Medici, che portò in Francia lo stile italiano: le facciate a tre piani sul fiume parlano quasi fiorentino. Ampie finestre a riquadri si specchiano nel fiume, mentre due giardini abbracciano i lati dell’edificio. Colpisce soprattutto il contrasto tra la severità delle mura e l’eleganza del palazzo.
All’interno le sale conservano arredi originali di valore fin dal piano terra con stipi, cassettoni, secrétaire e tappezzerie in cuoio dorato francese, testimoni di una vita di corte raffinata. Ai piedi del castello nel minuscolo borgo di poche case, aperto sul fiume da un antico ponte, un dedalo di viuzze e una bella chiesa completano un panorama tra i più fotografati del Périgord Verde, insieme al vicino borgo di Brantôme, sullo stesso fiume, soprannominato la “Venezia del Périgord”.

Tra i castelli del Périgord, ecco la fortezza di Beynac
Beynac è una fortezza feudale innalzata in cima a un dirupo vertiginoso, sentinella di pietra che vigila da nove secoli sulla Dordogna. Sorge a dieci minuti da Sarlat, sopra uno dei più bei villaggi di Francia, e si impone con la sua facciata austera. Il mastio romanico risale al XII secolo, quando la posizione strategica permetteva di controllare strade e vie d’acqua. Il fiume era allora la frontiera: durante la Guerra dei Cent’anni le corone di Francia e d’Inghilterra se lo contendevano di continuo. Le mura serbano il ricordo di Simon de Montfort e, soprattutto, di Riccardo Cuor di Leone, figlio di Aliénor, duchessa d’Aquitania: la baronia di Beynac dipendeva proprio da quel ducato. Quando nel 1194 il signore Ademar morì senza eredi, Riccardo affidò il castello a un suo fedele compagno d’armi. Una mostra nell’appartamento signorile, appena restaurato, ripercorre proprio l’epoca di Aliénor e di Riccardo.
La visita attraversa ambienti monumentali ben arredati, come la grande Sala degli Stati, dove nel ‘400 si riunivano i quattro baroni del Périgord. Accanto si apre un oratorio con affreschi quattrocenteschi, una Pietà e un’Ultima Cena. Più avanti compaiono lo scalone rinascimentale, il salotto dalle boiserie dipinte e le imponenti cucine duecentesche. Il minaccioso barbacane, ricostruito nel XIX secolo, mostra quanto geniale fosse l’arte militare medievale. La meraviglia finale è la terrazza panoramica: dal mastio la vista sulla valle è magnificata da ogni guida turistica. Non sorprende che qui siano stati girati film come «Les Visiteurs», «Jeanne d’Arc» di Luc Besson e «The Last Duel» di Ridley Scott. Il castello è aperto tutti i giorni e la visita dura circa un’ora. Si sale a piedi dal villaggio in un quarto d’ora, oppure si parcheggia comodamente in alto, a un minuto dall’ingresso.

La grazia di una dimora signorile tra i castelli del Périgord
Saint-Léon-sur-Vézère è uno dei più bei borghi di Francia, affacciato sul placido scorrere del fiume. Case di pietra, vicoli silenziosi e una antica chiesa nello stile tipico del Périgord disegnano un paesaggio da cartolina. Nel cuore del paese sorge il Manoir de La Salle, che con i castelli descritti finora ha poco da spartire. Qui non c’è il gigantismo della fortezza: l’insieme è raccolto e domestico, abitato senza interruzioni fin dal Medioevo. Si compone di una torre maestra del XII secolo, di un piccolo maniero del Quattrocento e di un giardino romantico. Il mastio quadrato, su due piani, sfoggia caditoie, merli e feritoie: un compendio di arte militare medievale. Dentro, però, prevale la vita quotidiana, raccontata da ricchi arredi e da collezioni singolari. Si va dall’orologeria all’erboristeria, fino a un bestiario di animali fantastici del Medioevo.
Dal 2021 è aperto al pubblico da aprile a inizio novembre e si visita senza prenotazione né accompagnamento. Si sale fino alle ingegnose e possenti strutture di legno che sorreggono il tipico tetto di lauze, la pesante pietra del Périgord. Il cammino di ronda regala una vista a 360 gradi dall’alto sul villaggio. Si scende poi nel giardino, dove un cedro gigante, vecchio di secoli, è il vero gioiello, un’alleanza rara tra un monumento storico e un giardino romantico.
Visite con un’erborista diplomata svelano i segreti delle piante medicinali e aromatiche. Con i biglietti abbinati si può unire la visita a sito trogloditico di La Roque Saint-Christophe e alla vicina Maison Forte de Reignac. Tre visite a pochi chilometri di distanza fanno capire il fascino della vallata da prospettive diverse. Nelle sere dei giovedì di luglio e agosto un mercato gourmand anima e rallegra il paese, con animazione e ristoro a portata di mano.

A Tursac la bellezza di uno tra i più particolari castelli del Périgord
A Tursac, nel cuore della Valle dell’Uomo, una delle culle della preistoria europea per la scoperta dell’uomo di Cro-Magnon, la Maison Forte de Reignac sembra nascere dalla roccia stessa. È addossata a una falesia di pietra ocra e grigia che la protegge come un enorme mantello e che domina la Vézère. Più che una fortezza, Reignac è un nascondiglio nella roccia, potente e raccolto insieme. Monumento storico di proprietà privata, è l’unico esempio in Francia di castello di scogliera conservato in modo integro. Da oltre sette secoli è giunto a oggi senza modifiche sostanziali e custodisce persino arredi originali dell’epoca. La roccia, del resto, offre rifugio all’uomo da più di 20 mila anni, dai cacciatori preistorici ai signori di Reignac. Prima di aprire ai visitatori, nel 2006, il sito è stato per 50 anni un laboratorio di studi scientifico-archeologici.
Si entra dalla cucina rustica e si prosegue su un’ampia sala scavata nella roccia, con una mostra sulla preistoria. Salendo, i piani cambiano d’epoca: la Grande Sala d’Onore, con il camino imponente, la camera della contessa, la sala delle armi. Fra gli oggetti spiccano armi antiche, trofei di caccia e una grande cassaforte del ‘700. Il percorso numerato, visitabile in autonomia, regala vedute spettacolari dalle terrazze superiori. Il signore di Reignac qui viveva con famiglia e servitù, amministrava le sue terre e giudicava le infrazioni minori.
Ogni sala conserva mobili d’epoca e reperti per immergere il visitatore nella vita quotidiana dell’epoca. Una sala ospita una mostra sulla tortura, l’Inquisizione e la pena di morte, con 60 strumenti autentici: non si tratta di un’esibizione macabra, ma di un dovere della memoria. Aleggia inoltre un velo di mistero: si dice che il castello sia abitato da fantasmi di presenze del passato. Una guida con giochi per i bambini è inclusa nel biglietto.

Biron, tra i castelli del Pèrigord chiamato il “gigante di pietra”
A poca distanza da Montpazier con la sua ben conservata Bastide del XIII secolo, chiude la serie il Castello di Biron, il più grande castello di tutta la regione. Si erge poderoso in cima a una collina e domina tutto il paesaggio circostante, come un gigante di pietra. Basta guardarlo da lontano per capire perché sia stato per secoli un simbolo del potere di una delle quattro grandi baronie del Périgord. Il castello riflette questo rango: l’insieme è vasto, stratificato, e racconta secoli di storia.
Si visita il logis dei secoli XV e XVI, con la Camera della Regina e il nuovo Gabinetto Rinascimentale. Seguono gli appartamenti del ‘700, la cappella signorile e una delle più grandi cucine di Francia. Il percorso guidato e commentato permette di attraversare in un solo luogo molti secoli di vita nobiliare, dal Quattrocento al Settecento. I numerosi arredi dialogano con le sale lungo la visita che alterna austerità e comfort.
In questo periodo ospita anche la mostra «Les Aliénés», promossa dal Mobilier National, un programma sperimentale di ricerca lanciato nel 2019, che esplora i legami tra decorazione e opera d’arte. L’esposizione ha l’ambizione di allargare la riflessione sul rapporto tra arredo e arte, lasciando libero corso alla sensibilità di artisti contemporanei, che intervengono con la loro inventiva su mobili antichi ritenuti obsoleti e privi di valore patrimoniale, restituendo loro una voce sorprendente. Il castello vive tutto l’anno, con cacce al tesoro, concerti, spettacoli e visite animate che lo mostrano con altri occhi. Adulti e ragazzi trovano giochi e momenti di festa e celebrazioni medievali, tra costumi, musiche e tradizioni. Una boutique-libreria e un punto ristoro completano l’accoglienza. È la tappa ideale per concludere un itinerario che, da Bourdeilles a Biron, attraversa ma le epoche, dal Medioevo al Rinascimento.
Testo di Leonardo Felician
Foto di Cynthia Beccari

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