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Sommario
- Nel 2026, molti viaggiatori cercano la quiete, dando vita al trend della quietcation, dove privilegiano esperienze offline e relax invece delle mete affollate.
- Il sentiero “Shinrin-Yoku” di Bedonia offre un’immersione totale nella natura, ideato per il benessere psicofisico.
- Chia, in Sardegna, è il luogo ideale per il relax con spiagge tranquille e attività all’aria aperta come escursioni in mountain bike.
- Il Cammino di San Giacomo in Sicilia invita a viaggiare lentamente, permettendo di scoprire paesaggi unici e autentici.
- Il turismo della lentezza in Friuli Venezia Giulia esplora le grotte, offrendo un’esperienza di quietcation sottoterra attraverso percorsi suggestivi.
Spegnere il telefono, lasciarsi alle spalle la fretta e partire solo per riposarsi davvero. Nel 2026 questa è stata la scelta di tantissimi viaggiatori: cercare la quiete invece delle solite mete affollate e piene di cose da fare. Uno studio svolto da Hilton su oltre 14.000 persone mostra che più della metà di chi è andato in vacanza quest’anno lo ha fatto per un unico motivo: staccare la spina e recuperare le energie. Subito ribattezzato con due neologismi inglesi quietcation (unione di quiet e vacation) ma anche hushpitality (ospitalità nel silenzio) il trend è chiaro: invece di correre da un monumento all’altro con tempi strettissimi o passare le giornate a guardare lo schermo dello smartphone, oggi si cercano esperienze offline per ritrovare il proprio benessere ed evitare la stanchezza mentale causata dalla continua connessione.
Inevitabile, allora, la scelta di destinazioni immerse nella natura, di strutture con poche camere e di luoghi dove le giornate scorrono con calma. Dedicandosi ad attività semplici e rigeneranti: escursioni in montagna, yoga, passeggiate nei boschi o momenti di puro relax. L’Italia è perfetta per questo tipo di viaggio. Ha tantissimi angoli ancora tranquilli e incontaminati: spiagge poco frequentate, boschi silenziosi e paesaggi montani dove ritrovare il tempo per sé e rigenerare mente e corpo.
Quietcation in Alta Val Taro: il sentiero tra i boschi di Bedonia per staccare la spina
Un’esperienza da vivere con lentezza in ogni stagione: è il Sentiero “Shinrin-Yoku” di Bedonia (PR), sul Monte Nero dell’Appennino Parmense. Qui una faggeta certificata PEFC regala un percorso di una manciata di chilometri pensato per una immersione totale nella natura. Dodici tappe, dalla Sorgente all’Infinito, dall’Abbraccio al Concerto, guidano tra ruscelli, torbiere e prati d’alta quota, lasciando che i monoterpeni (i componenti fondamentali degli oli essenziali delle piante) rigenerino il corpo attraverso il respiro e i sensi. Con una settantina di frazioni distribuite su quasi duecento chilometri quadrati, il territorio dell’Alta Val Taro risponde alla nuova logica della quietcation: la vacanza in cui il bisogno di rallentare o superare il burnout porta alla scelta consapevole della meta. Oltre al forest bathing, infatti, la valle offre arrampicate a Selvola, ciaspolate e offerte culturali come quelle del Seminario Vescovile, tra la Pinacoteca Parmigiani, il Museo Archeologico, il Planetario e l’Osservatorio Astronomico.

Relax senza fretta a Chia: la magia del Sud Sardegna tra mare e fenicotteri.
A Chia (CA) nel sud della Sardegna, Aquadulci è un resort immerso nella macchia mediterranea, tra dune fiorite e acque che virano dal verde al turchese. Fra spiagge senza fretta e giornate senza orari, il silenzio è in cammino: qui è più facile spogliarsi dello stress nella pace di un orizzonte bicolore, fra il blu del mare ed il candido bianco di una spiaggia. Con pochi passi nella natura su sentieri costieri, si arriva ad una delle spiagge più instagrammate di tutta la Sardegna: Su Giudeu, diventata habitat preferito di una colonia di fenicotteri che ormai non se ne vogliono più andare. Poi ci sono Cala Cipolla, mezzaluna di sabbia bianca abbracciata da promontori di granito. Oppure Cala Tuerredda, con il suo isolotto, traguardo di nuotate alla portata di tutti.
Ad ogni curva rocce e scogli sanno regalare prospettive nuove e, per assicurarsi di non perdersene nemmeno una, si può scegliere di usare le due ruote, con le mountain bike fornite dall’hotel. E scoprire così i segreti dei nuraghi e le città fenicie di Nora e Bithia, o la Riserva naturale di Is Cannoneris, popolata dal cervo sardo. Lo stesso programma si può seguire a cavallo, mentre per chi vuole spingersi oltre la riva, la goletta Milmar svela baie segrete lungo la costa sud-ovest. Per poi tornare al resort con il sale sulla pelle e meno pensieri in testa.

Quietcation in Sicilia: il Cammino di San Giacomo tra silenzio e lentezza
Il rumore dei passi, i campi di grano, una vecchia ferrovia che taglia la campagna, i fichidindia ai bordi del sentiero, gli uliveti, le greggi, una pagnotta di grani siciliani a dare ristoro durante la sosta. Il Cammino di San Giacomo in Sicilia parte da un principio semplice: un cammino non è soltanto la linea tracciata su una mappa, ma è ciò che accade intorno a quella linea. Il culto di San Giacomo è particolarmente sentito in Sicilia e sull’isola i devoti al santo matamoros hanno solo l’imbarazzo della scelta su quale cammino percorrere per onorare il loro patrono. C’è, appunto, il tradizionale Cammino di San Giacomo, nella parte centrale dell’isola, che parte da Caltagirone e termina a Capizzi, la “Compostela siciliana”, sede del più antico santuario giacobeo in Sicilia.
Nella prima parte del Cammino, dopo Caltagirone le vecchie linee ferroviarie attraversano vallate coltivate a cereali e foraggio, uliveti e campi di fichidindia. Che via via cedono il posto frutteti, antichi terrazzamenti, uliveti e pascoli. Il Cammino è un esempio di economia della lentezza: chi viaggia a piedi, in bicicletta o a cavallo ha tempi diversi rispetto al turista tradizionale. Ha bisogno di dormire, mangiare, fermarsi, parlare con le persone. E ogni sosta può diventare un’occasione unica per esperienze fuori dal comune. Il Cammino diventa così l’espressione più autentica della quietcation: un viaggio fatto di silenzio, ritmi lenti e paesaggi intatti, dove staccare dalla frenesia quotidiana per ritrovare, un passo alla volta, la quiete interiore.

Longevity e forest bathing ad Avelengo: il reset d’autunno all’ Hotel Mirabell
Quando l’autunno tinge d’oro e rosso i boschi attorno ad Avelengo, sopra Merano, l’aria si fa nitida e invita a rallentare. È il momento in cui la natura offre il suo dono più prezioso per rigenerare corpo e mente prima del silenzio invernale. In questa cornice, il resort Hotel Mirabell unisce la scienza della longevità all’energia della foresta attraverso la pratica dello shinrin-yoku, il bagno nella natura che abbassa lo stress e rinforza il sistema immunitario. L’immersione nei boschi, poi, è solo l’inizio di un percorso profondo nella Longevity Area di 6.000 metri quadrati.
Il reset della spa combina tecnologie avanzate e principi naturali in tre passaggi: la crioterapia con il suo freddo mirato, il calore rigenerante delle cabine a infrarossi MCS e il vacu-drenaggio linfatico per riattivare la circolazione. Il benessere continua tra piscine riscaldate, saune panoramiche e un laghetto balneabile immerso nel verde. La ricerca della longevità prosegue all’aria aperta con camminate lente tra i colori del foliage verso Merano 2000. Le escursioni culminano con un pranzo gourmet agli Chalet Zuegg a 1.820 metri, dove i sapori autentici del territorio incontrano panorami mozzafiato, per una vera quietcation autunnale.

Il turismo della lentezza tra le rocce: alla scoperta del Friuli sotterraneo
In Friuli Venezia Giulia la quietcation trova una declinazione insolita: sottoterra. Il turismo lento qui non passa per una spiaggia deserta, ma per un mondo di roccia e buio dove il tempo rallenta per forza di cose. La Grotta Gigante, sul Carso triestino, è la sala più grande al mondo: quasi 100 metri di altezza scavati da un fiume sotterraneo scomparso, luce soffusa e silenzio quasi palpabile. Poco distante, la Grotta delle Torri di Slivia si raggiunge con un piccolo rito: trasferimento in agribus fino a un ingresso nascosto nel bosco, poi duecento gradini verso stalagmiti alte otto metri.
Nell’Alta Val Torre, la Grotta Nuova di Villanova offre nove chilometri di gallerie scavate da un torrente sotterraneo. Nel Pordenonese, invece, nelle Grotte di Pradis si scendono duecentosette scalini tra testimonianze preistoriche fino alla forra del torrente Cosa. Chiude il viaggio la Grotta di San Giovanni d’Antro, nelle Valli del Natisone: cento gradini fino a un ingresso fortificato, cappella secentesca e la leggenda della regina Teodolinda, che qui avrebbe ingannato gli assedianti con un sacco di grano.
testo di Enrico Saravalle

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