Lavanda in fiore nell’Alessandrino e nel Monferrato: in Piemonte una vacanza in violaLavanda in fiore, vacanza in viola in Piemonte e Monferrato
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4 Giugno 2026

Lavanda in fiore nell’Alessandrino e nel Monferrato: in Piemonte una vacanza in violaLavanda in fiore, vacanza in viola in Piemonte e Monferrato

Tempo di lettura: 9 minuti

Sommario

  • La lavanda in Piemonte fiorisce da metà giugno a luglio, colorando i campi di Alessandria e Monferrato.
  • La coltivazione della lavanda è una risorsa economica importante, con aziende che producono oli essenziali e cosmetici biologici.
  • Luoghi da visitare includono Alessandria con ‘Chicche di Lavanda’, Castelletto d’Erro e Spigno Monferrato con Agronatura.
  • Altre tappe significative sono Lu con la Big Bench e Viguzzolo, famoso per il vino Timorasso.
  • La Val Borbera offre panorami unici e spaventapasseri creativi, rendendola una meta autentica e poco turistica.

In molti pensano che, per vedere i campi di lavanda, sia indispensabile andare in Provenza. Non è così. Da metà giugno fino a tutto luglio, infatti, con la lavanda i campi del Piemonte della provincia di Alessandria e del Monferrato si tingono di viola. È il momento della fioritura: il profumo nell’aria è intenso e i borghi della zona sembrano fermi nel tempo e le distese di fiori possono essere un fil lavande tematico per andare alla scoperta di questo territorio. Abbastanza vicino a Milano, Torino e Genova per partire anche all’ultimo momento. Abbastanza lontano per sentirsi altrove.   

C’è da dire che, più che un semplice spettacolo per gli occhi, la lavanda rappresenta oggi una risorsa economica per chi abita e lavora in zona. È un’agricoltura di nicchia che ha trovato in questo territorio le condizioni giuste per crescere. E ci sono aziende agricole che trasformano i fiori in oli essenziali, cosmetici artigianali e prodotti aromatici. Pronti per scoprire i borghi della lavanda?  

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Lavanda ad Albera Ligure, in Val Borbera

Alessandria e le Chicche di Lavanda. In Piemonte città e azienda tutte da visitare

Alessandria, cuore pulsante di queste zone, è il luogo giusto per un primo incontro ravvicinato con la lavanda. Una città che sembra pensata apposta per chi ama la bici (alle biciclette Alessandria ha dedicato anche un museo) e che propone un mix di architetture antiche che convivono con audaci interventi moderni. C’è la Cittadella, per esempio, uno dei complessi militari fortificati meglio conservati d’Europa. In città, però, si strizza l’occhio anche al moderno con il Ponte Meier, progettato dall’archistar Richard Meier. Ma la lavanda chiama ed ecco che la prima tappa è alle porte della città, nella frazione di Valmadonna.

Qui Federica Reposo ha fondato Chicche di Lavanda, interamente dedicata alla coltivazione e alla trasformazione della lavanda con metodi naturali.  In azienda tutto viene fatto a mano: dalla raccolta all’essiccatura lenta alla sgranatura dei fiori a uno a uno. A cui segue la distillazione con corrente di vapore. Ogni fase del processo, dalla semina alla vendita, è pensata per conservare al massimo l’essenza e la purezza della pianta. Risultato? Una linea di cosmetici artigianali e biologici. Durante la fioritura i campi sono aperti alle visite e l’azienda organizza attività all’aperto tra i filari. Ci sono sessioni di risveglio muscolare, percorsi di grounding e meditazione sensoriale. Al calar del sole, l’appuntamento è con cocktail a base di sciroppo di lavanda.

Castelletto d’Erro: borghi e panorami tra lavanda e Appennino Ligure in Piemonte

Castelletto d’Erro si trova sulla dorsale che divide la Val Bormida dalla Valle dell’Erro, vicinissimo al confine con la Liguria. E, ovviamente, è un punto di partenza ideale per ammirare le fioriture estive della lavanda. Le distese viola si svelano in tutta la loro bellezza da due punti panoramici. Il primo è la piccola chiesa di Sant’Anna, molto amata dai fedeli locali. Il secondo punto panoramico è la torre quadrata del XIII secolo che domina il paese. È circondata dai resti delle mura dell’antico castello e da torrette circolari in pietra costruite per scopi militari. Da lassù lo sguardo arriva fino all’Appennino Ligure e alle Langhe. Si vede anche il vicino comune astigiano di Roccaverano, famoso per la sua robiola di capra. E se il cielo lo permette, lo sguardo corre ancora più lontano, distinguendo nitidamente il profilo del Monviso e le prime cime lombarde.”

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Lavanda in fiore a Cuccaro Monferrato

Spigno Monferrato: il cuore produttivo della lavanda alessandrina in Piemonte

Spigno Monferrato è al confine con la Liguria. E se il centro storico è ricco di palazzi nobiliari e portali in arenaria scolpita, le sue vie e le stradine raccontano secoli di storia. Ma anche tutto il territorio è punteggiato di antiche chiese e piccole cappelle campestri. Tra le più interessanti ci sono la cappella medievale della Madonna della Neve, e la chiesa della Madonna del Casato, con un ciclo di importanti affreschi tardogotici.  Ma Spigno è soprattutto il posto giusto per capire cosa succede alla lavanda dopo che viene raccolta. Qui ha sede la cooperativa Agronatura (agronatura.it) votata all’agricoltura biologica e biodinamica. Dall’olio essenziale ottenuto dai fiori di lavanda si ricavano acque profumate per cosmesi e aromaterapia, da comprare nel piccolo spaccio aperto al pubblico.

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Lu, la sua Big Bench e Quargnento: una sosta colorata tra i campi viola

Lu ospita una delle Big Bench più scenografiche della zona. Queste panchine giganti e colorate sono diventate negli ultimi anni un punto di riferimento per le gite in Piemonte, e quella di Lu è lilla (ovviamente) e gialla. Ma anche il borgo in sé merita una visita. Ha vicoletti stretti, antiche chiese e edifici storici che portano fino alla parte alta del paese. Una tappa piacevole per una sosta e per una foto, prima di proseguire verso le altre destinazioni del giro. A Quargnento si trovano le distese di campi di lavanda del Cascinotto di Silvia Alessio, che fa parte del Centro Italiano di Formazione Cultura Ricerca e Produzione Lavanda.

La lavanda viene in parte fatta essiccare e raccolta in mazzetti, poi sgranata manualmente. Tutto il processo di lavorazione è fatto a mano. E, al gazebo di vendita del Cascinotto, si trovano oli essenziali estratti con corrente di vapore e sacchetti aromatici per la biancheria, piccoli scrigni di profumo confezionati artigianalmente con tessuti naturali. Prima o dopo la visita ai campi, vale la pena fermarsi in paese per vedere la Basilica minore di San Dalmazio, con un bellissimo ciclo di affreschi.

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Big Bench

Viguzzolo: lavanda e arte medievale sui colli tortonesi in Piemonte

Viguzzolo si trova sui dolci colli tortonesi, famosi per il vino Timorasso, per il formaggio Montebore, per le strade dei campionissimi del ciclismo. I borghi di queste colline sono spesso fuori dai circuiti turistici più battuti, e Viguzzolo è uno di questi. Qui, dal 2007 il giardiniere Giancarlo Nossa coltiva qui fragole e lavanda su un terreno dove i fiori colorano l’estate di viola. In paese, poi, si incontrano le geometrie naïf della pieve medievale Santa Maria: al suo interno è conservato un crocifisso trecentesco in legno policromo e tracce di decorazioni pittoriche che un tempo ricoprivano gran parte delle pareti.

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Pieve di Santa Maria a Viguzzolo

Val Borbera e Albera Ligure: lavanda, natura e spaventapasseri

L’ultima tappa è la più lontana dal capoluogo, ma anche la più insolita. La Val Borbera è incastonata tra quattro regioni ed è un territorio di grande bellezza naturalistica, ancora poco frequentato dal turismo di massa. Si parte da Pertuso (dove il torrente Borbera ha scavato un canyon spettacolare) e si arriva a Vendersi, una frazione di Albera Ligure conosciuta come il paese degli Spaventapasseri. Alcuni abitanti del borgo hanno avuto l’idea di popolare i vicoli con manichini realizzati con materiali e accessori di riciclo. Ce ne sono più di settanta, ognuno con un nome e una storia ispirata a chi un tempo viveva qui.

L’effetto è sorprendente. Il paese sembra improvvisamente animato da una folla silenziosa e colorata. In cima al borgo si trova un campo di lavanda, reso ancora più suggestivo dal paesaggio naturale che lo circonda. Sul posto è possibile acquistare saponette e altri prodotti ottenuti dalla lavanda coltivata qui. La tappa in Val Borbera è la conclusione ideale per un viaggio che si snoda tra passato e presente, dove la lavanda diventa il filo conduttore per scoprire un angolo di Piemonte autentico, lontano dai soliti itinerari.

di Enrico Saravalle

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Vendersi, il paese degli spaventapasseri

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