adolf loos

Adolf Loos

La Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con l’Associazione culturale “The Formwork” e con il patrocinio dell’Università IUAV di Venezia e della Columbia University GSAPP, New York, organizza nelle sue Sale Monumentali la mostra “Adolf Loos, Our Contemporary. The House at Michaelerplatz in Vienna” dal 1° giugno al 24 luglio 2016 (ingresso dal Museo Correr, Piazza San Marco, Ala napoleonica).
La mostra è curata da Yehuda Safran (Columbia University, New York) e Marco Pogacnik (Università IUAV Venezia) con l’assistenza di Antonella Mari e Alberto Franchini. L’allestimento, progettato da Pietro Valle è stato realizzato dalla Fantoni di Osoppo.
La mostra analizza la figura dell’architetto Adolf Loos da un doppio punto di vista: della sua rilevanza all’interno dell’attuale dibattito architettonico e della sua importanza storica quale uno dei principali interpreti della modernità agli inizi del novecento. Adolf Loos, moravo di origine, viennese di adozione, aveva scelto come propria missione quella di introdurre i propri concittadini ad uno stile di vita più conforme alla moderna civiltà occidentale. Recatosi poco più che ventenne negli Stati Uniti, dove soggiornerà per tre anni visitando New York, Philadelphia e la Chicago della Fiera Colombiana, egli elesse la cultura americana a modello della propria architettura per fonderla poi sia con lo studio della tradizione classica che di quella viennese. Proprio questo amalgama apparentemente contraddittorio di elementi antichi e radicalmente moderni caratterizza la particolare interpretazione che Loos diede del proprio tempo.

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Biblioteca Marciana facciata

In maniera coerente con tale impostazione, la mostra è suddivisa in due sezioni. Nella prima viene documentata l’attualità della ricerca architettonica di Loos attraverso una serie di interviste condotte dal prof. Safran con alcuni significativi protagonisti della scena attuale (Alvaro Siza, Toyo Ito, Jacques Herzog, Hermann Czech, Hans Hollein, e.a.). Alle interviste si aggiungono alcuni importanti documenti video come L’inhumaine di Marcel L’Herbier (1924) e Ornamento e Delitto di Aldo Rossi (1973) e copia delle pubblicazioni che hanno segnato le tappe della ricezione della sua architettura come anche dei suoi scritti teorici.
Nella seconda sezione viene analizzato quello che è considerato il capolavoro di Loos, la casa sulla Michaelerplatz a Vienna, che egli costruì nel 1909 per la rinomata sartoria Goldman & Salatsch. L’analisi dell’edificio è accompagnata da una ricca documentazione che ci permette di ricostruire le fasi salienti del progetto: i rapporti con l’ufficio urbanistico, le alternative studiate da Loos in ragione delle diverse richieste dei committenti, la proposta presentata per la concessione edilizia, i disegni di cantiere e, infine, le tavole che ci consentono di ricostruire in maniera integrale la storia della soluzione per la facciata che aveva scatenato al tempo una violenta campagna di stampa contraria al progetto di Loos. Questa sezione della mostra potrà contare su una grande quantità di materiali iconografici che permettono di ricostruire da un inedito punto di vista l’origine di quella particolare configurazione spaziale che rappresenta il più rilevante contributo di Loos all’architettura del novecento, il Raumplan. I materiali grafici sono presentati attraverso delle fedeli riproduzioni in scala naturale.
La mostra è ospitata in uno spazio molto rappresentativo, le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, di fronte al Palazzo Ducale e sarà allestita dall’arch. Pietro Valle.

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