Cosa vedere a Parma. Elegante, colta e raffinata: Parma (e, con lei, il suo territorio) conserva intatto il fascino di un “piccolo regno”. Fu Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone, a sceglierla come dimora dopo l’esilio del marito e a trasformarla in una capitale in miniatura. E ancora oggi, la città e la sua provincia offrono un concentrato di sorprese: castelli fiabeschi, eccellenze artistiche e una tradizione gastronomica che l’ha resa il cuore pulsante della Food Valley italiana.
Cosa vedere nel centro storico a Parma: Duomo e Battistero
Il cuore medievale della città batte in Piazza Duomo, dove si trovano i suoi monumenti più iconici. Il Battistero ottagonale, in marmo rosa di Verona, incanta con i suoi cicli pittorici, mentre il Duomo romanico custodisce uno dei vertici dell’arte rinascimentale: l’Assunzione della Vergine del Correggio. L’affresco della cupola è un vortice di figure che sfida le leggi della prospettiva e trasporta lo spettatore in una dimensione quasi soprannaturale. A pochi passi si apre Piazza della Pilotta, dominata dall’imponente Palazzo voluto dai Farnese, signori della città dal ‘500 al ‘700. Nato come contenitore di servizi per la corte (scuderie, fienili, armeria), ospita oggi il meraviglioso Teatro Farnese, interamente in legno, e la Galleria Nazionale. Non lontano, la chiesa di Santa Maria della Steccata custodisce l’ultima opera del Parmigianino: l’affresco delle Vergini sagge e Vergini stolte.

Parma: il mito del Teatro Regio e il ricordo di Maria Luigia. Cosa vedere
In città, altre due tappe sono obbligatorie: il Teatro Regio e il Palazzo della Riserva. Vero e proprio santuario del melodramma all’italiana, il Regio rappresenta una sorta di amour fou per i parmigiani, abituati fin dall’infanzia a canticchiare le arie di Verdi. Da qui nasce l’attenzione quasi maniacale con cui in città si segue il cartellone e si decreta il trionfo (o il fiasco) di un cantante. A pochi passi dalla Pilotta, il Palazzo della Riserva ospita il Museo Lombardi. Si tratta di una meta imperdibile per chi desidera comprendere lo spirito del periodo d’oro di Parma, coinciso con il ducato di Maria Luigia. Nelle sale del museo emerge il lato privato della sovrana. Tra ricami, acquerelli e il pianoforte della sovrana, si scopre una donna colta che ha modernizzato il territorio. E il suo legame con la città rivive ancora nella Violetta di Parma, il profumo-simbolo creato da Ludovico Borsari oltre 150 anni fa.

Cosa vedere nella provincia di Parma: regge e castelli d’amore
Ma Parma è anche il cuore della Food Valley, un territorio dove cultura materiale e bien vivre si spostano dal centro verso i borghi della provincia. Dirigendosi verso il Po, si entra nella Bassa, terra di nebbie e castelli spettacolari. A Colorno, per esempio, svetta la Reggia Ducale, definita la Versailles dei Farnese per la magnificenza delle sue sale e dei suoi giardini. Spostandosi verso Roccabianca, ci si imbatte in un maniero che è un vero monumento all’amore. Pier Maria Rossi lo fece costruire nel XV secolo per l’amata Bianca Pellegrini. La vicina Soragna ospita, invece, il Castello dei Principi Meli Lupi, ancora oggi sontuosamente arredato e noto per la leggenda del suo fantasma. Infine, a Fontanellato, la Rocca Sanvitale, circondata da un fossato colmo d’acqua, custodisce un prezioso boudoir affrescato dal Parmigianino con il mito di Diana e Atteone. Inoltrandosi, invece, verso i primi contrafforti dell’Appennino, si raggiunge il Castello di Torrechiara appollaiato su una piccola collina. È un castello medievale proprio come quelli delle fiabe. Severo e minaccioso, pieno di torri e torrioni (non a caso è stata la location di numerosi film ambientati nel Medio Evo, come Ladyhawke, con Michelle Pfeiffer). A vederlo così austero non si direbbe che sia stato costruito per essere un nido d’amore. E, invece… Pier Maria Rossi lo scelse come pied à terre per i suoi incontri segreti con la sua amata Bianca.

Strade e Musei del Cibo: i prodotti tipici di Parma da gustare e da vedere
Tra un castello e l’altro c’è anche spazio per le soste golose: siamo o non siamo nella Food Valley italiana? Non tutti sanno che Parma è Città Creativa UNESCO per la Gastronomia. E la sua creatività si tocca con mano visitando la rete dei Musei del Cibo. Sono perle espositive disseminate nella provincia che raccontano un prodotto-culto da ogni angolazione, dagli antichi strumenti artigianali ai richiami nelle arti e nella letteratura. A Soragna, per esempio, all’interno di un antico casello (termine che, nello slang della Bassa, sta per “caseificio”), il museo dedicato al Parmigiano Reggiano . Il museo parla della storia del formaggio più imitato al mondo. A Felino, nelle cantine del castello, si scoprono, invece, i segreti dell’omonimo salame, già celebrato nelle sculture medievali del Battistero. Lungo le rive del Po, poi, la Strada del Culatello di Zibello guida alla scoperta del re dei salumi, che matura anche grazie all’umidità del fiume. Langhirano custodisce il Museo del Prosciutto ma in zona si percorre anche una intrigante la Strada dei Vini dei Colli . Esplorare Parma e i suoi dintorni significa, insomma, immergersi in un’atmosfera dove la storia non è solo un ricordo, ma un piacere da gustare a tavola o ammirare in una cupola affrescata. Che si tratti di perdersi tra le nebbie della Bassa o di farsi rapire dalle note di un’aria verdiana, il Ducato accoglie i viaggiatori con la stessa regale ospitalità di un tempo: quella di una piccola capitale che non ha mai smesso di pensare in grande.
Enrico Saravalle
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