Se non è certamente facile sopravvivere per lo stato di Israele, tanto meno lo è per il non stato dei Territori Palestinesi, così come non risulta agevole vivere in Israele, sia per gli abitanti di etnia e di fede ebraica, ed a maggior ragione per quanti ebrei non sono, come i palestinesi, arabi di etnia e di cultura e islamici di religione, per non parlare poi di altre etnie e religioni numericamente inferiori,  costretti a convivere fianco a fianco in un lembo di territorio più piccolo della Sicilia, ma con densità da primato. Con i risultati che ogni giorno da oltre mezzo secolo vediamo nei telegiornali: sparatorie, attentati, sequestri, distruzioni, muri divisori e guerre.
Da sempre il fato sembra infatti essersi accanito ad accumulare conflitti, conquiste e problemi insolubili in questa terra. Purtroppo una situazione dove tutti hanno delle valide ragioni e nessuno vuole accettare l’unica soluzione possibile: la divisione del territorio in due diversi stati autonomi. A complicare ulteriormente le cose stanno anche le divisioni all’interno delle singole etnie e religioni: gli ebrei in ortodossi, tradizionalisti e laici, gli arabi in sanniti, sciti, alawiti, drusi e bahaisti, i cristiani in cattolici e protestanti, copti, armeni, greci, siriani, giacobiti, maroniti e melkiti, e chi più ne ha più ne metta.

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Israele è una nazione nell’estremo sud-est del Mediterraneo, bagnata da questo mare e a sud per un piccolo tratto dal Mar Rosso (golfo di Aqaba), confinante con Libano, Siria, Giordania e Egitto; in questa striscia di terra, lunga 400 km e larga in alcuni tratti non più di 15, trovano anche posto i Territori Palestinesi della Cisgiordania e di Gaza amministrati dall’Autorità palestinese, nucleo di un’auspicabile futura nazione palestinese. Nonostante le ridotte dimensioni, il territorio si presenta vario: a nord le fertili colline della Galilea alte fino a 1200 m, dove d’inverno si scia, e i laghi salati di Tiberiade e del Mar Morto (massima depressione della terra, con livello a – 392 m e fondo a – 800, e massima concentrazione salina) collegati dal fiume Giordano, a sud il deserto del Negev, grande quanto metà del paese e popolato da pastori beduini nomadi, ma che grazie all’irrigazione gli israeliani hanno compiuto il miracolo di trasformarlo in serre agricole capaci di produrre anche ottimo vino.
Pure gli ecosistemi, già descritti nella Bibbia, sono ricchi e diversificati: 130 piante endemiche e 128 specie autoctone di mammiferi, tutelati in 71 parchi nazionali e 230 riserve, per una superficie pari al 25 % del paese.
La storia e le religioni hanno concentrato testimonianze come in nessun altro posto al mondo: da Gerusalemme, città santa per ebrei, cristiani e musulmani, ai tanti luoghi biblici, dai castelli crociati alla suggestiva fortezza di Masada, in cima ad uno sperone di roccia, ultimo baluardo della resistenza ebrea alla dominazione romana. Non a caso l’Unesco vi protegge ben 17 siti come Patrimonio dell’Umanità. Ma non aspettatevi un paese di sole rovine: ci sono anche città modernissime e tecnologiche, come Gerusalemme e Tel Aviv. Gli ebrei, si sa, sono ingegnosi, intraprendenti e molto intelligenti: pur rappresentando soltanto lo 0,25 % della popolazione mondiale vantano ben il 28 % dei premi Nobel e metà dei campioni del mondo di scacchi sono ebrei. Vorrà pur dire qualcosa. E girando per il paese ci se ne rende conto. Un viaggio in Israele può essere pericoloso ?  A giudicare dai telegiornali si direbbe di si, ma spesso l’apparenza inganna: gli esperti di statistica assicurano infatti che risulta molto più pericoloso compiere un tragitto in auto sulle nostre autostrade. Un luogo dove tutti hanno sognato di andare, da Mosè alla regina di Saba, dai crociati a Mark Twain.

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L’operatore urbinate “Apatam Viaggi” (tel. 0722 32 94 88, www.apatam.it, apatam@apatam.it), specializzato dal 1980 in turismo culturale con accompagnamento qualificato, propone un tour di gruppo di 9 giorni dedicato alla scoperta di tutte le principali località di interesse storico e archeologico d’Israele, in occasione della Pasqua ebraica, una festa che dura 8 giorni e celebra la liberazione del popolo israelita dalla schiavitù in Egitto, nonché il suo esodo verso la Terra Promessa.  Partenza il 22 aprile 2016 con volo di linea Alitalia da Roma (o da altre città), percorso in pullman privato con guida di lingua italiana, pernottamenti in hotel a 3 stelle con mezza pensione, quote da 2.150 euro in doppia tutto compreso.