UN BOTTONE COME INIZIO DI TUTTO

Tutto cominciò da un bottone. Fino al 16 Febbraio 2020 prosegue al Museo del Bijou di Casalmaggiore in provincia di Cremona, la mostra dedicata alla designer francese Lea Stein. L’artista francese, considerata come la designer più innovativa nel campo dei gioielli in materiale plastico, ha scelto il Museo del Bijou di Casalmaggiore per raccontarci la sua vita e soprattutto il suo percorso creativo che l’ha resa una vera icona di stile. La stilista francese è adorata dai collezionisti di tutto il mondo.

Bracciali-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

Bracciali-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

In mostra le spille più rare. Il bottone non può mancare

Lorena Taddei, antiquaria milanese, ha reso possibile la realizzazione di questa mostra per la prima volta in Italia. L’antiquaria, già collaboratrice fin dal 2017 del Museo del Bijou e ai tempi della mostra “Galalite, bachelite & Co. 121 impugnature d’ombrello e altre meraviglie”, ha fatto da trait d’union fra l’artista e il Museo. In seguito a questo accordo, a Casalmaggiore sono giunti dall’archivio parigino centinaia di pezzi mai esposti prima. Ci sono le spille più rare, fra cui le strabilianti serigrafate, ci sono gli oggetti di tabletterie (alcuni dei quali creati per la Maison Guerlain), bracciali, anelli, collane e bottoni. I bottoni non possono di certo mancare!

E’ proprio da questo semplice oggetto, il bottone, che inizia l’avventura sentimentale, poi diventata anche professionale, di Lea e Fernand Steinberger. I due si incontrano per caso. Come scatta la scintilla? Lui si complimenta per un originale bottone che lei indossa ed ecco che i giochi sono fatti. Passano però alcuni anni da quell’incontro prima che i due si ritrovino e possano unire sia le loro vite le loro passioni.

Gufetti-Bottoni-Lea Stein

Gufetti-Bottoni-Lea Stein

I personaggi o gli animali vengono realizzati nelle forme più curiose anche come bottone

Lea Stein ha iniziato la produzione delle sue spille negli anni ’60. Nata a Parigi nel 1936, prima dell’inizio della guerra, da famiglia ebrea di origine polacca, sfugge per fortuna agli orrori della guerra.  I collezionisti conoscono bene i suoi famosissimi personaggi (la Ballerina, Carmen, la Tuffatrice…) e gli animali (il cane Ric, il gatto Gomina, la famosa Volpe…). Questi personaggi vengono realizzati nelle forme più curiose e nelle più affascinanti fantasie con fogli di acetato di cellulosa.

Vengono tagliati e “sovrapposti” dal marito Fernand. Lui stesso inventa una tecnica particolare e ancora segreta, oggetto da sempre di imitazioni in tutto il mondo. L’originalità dei suoi pezzi non si può ancora mettere in dubbio e viene affidata a questa ricetta geniale. E’ garantita dai particolari fermagli di chiusura a “coda di rondine” sui quali è incisa la scritta “Lea Stein – Paris”.

Spilla Pussy Cat-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

Spilla Pussy Cat-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

L’ex segretario di Stato USA Madeleine Albright appassionata delle opere della Stein

Le spille della Stein presentano animali, automobili, articoli per la casa, celebrità e persone in uno stile distintivo, a volte simile all’Art Déco, cosa che porta alcune persone a datare erroneamente il suo lavoro agli anni ’20. Ogni spilla ha un nome, a volte semplice come “Fox” o più descrittivo come “Quarrelsome” il gatto. Ogni disegno può avere decine di colori e motivi diversi.

“Immergersi nel mondo delle creazioni di Lea Stein – scrive la curatrice della mostra- è un’esperienza totalizzante: colori e forme molteplici si rincorrono dando vita a monili vibranti dai tratti puliti che trasmettono l’essenza dei soggetti rappresentati e la variegata personalità artistica dell’autrice”.
Sono numerosissimi gli appassionati delle opere di Lea Stein. Tra questi figura  anche l’ex Segretario di Stato USA Madeleine Albright.

Spilla Sonia Delaunay-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

Spilla Sonia Delaunay-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

Creata la spilla “Lemure” per salvaguardare la specie in estinzione

Il Segretario di Stato ha incluso nel suo libro “Read my pins” alcuni bijoux dell’artista francese al fianco della sua famosa collezione personale di magnifici gioielli. E’ da ricordare inoltre, che Lea Stein ha risposto di cuore all’appello della senatrice australiana Christine Milne creando la spilla Lemure, per salvaguardare questa specie in via di estinzione in Tasmania. Lorena Taddei in questa esposizione racconta la storia, alcuni aneddoti legati all’ispirazione creativa, alla produzione, alla diffusione e al successo del marchio sulla base delle lunghe chiacchierate con Madame Lea e Mister Fernand, che hanno presenziato all’inaugurazione lo scorso 19 ottobre 2019.

La mostra che resterà aperta fino al 16 febbraio 2020 nella Sala Zaffanella del museo è curata da Lorena Taddei, in collaborazione con Roberto Cavaglià, Elisabetta Ghidini e Paolo Zani, e con le foto di Luigi Briselli. Traduzioni di Silvia Tomasoni.

Spilla Tenniste-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

Spilla Tenniste-Lea Stein-Foto Luigi Briselli

Il Museo di Casalmaggiore unico in Italia

Unico in Italia, il Museo del Bijou, fondato nel 1986 a Casalmaggiore, storico e importante distretto di bigiotteria sorto nel XIX secolo. Oltre 20mila pezzi fra anelli, collane, bracciali, orecchini, dalla fine dell’800 al 1970. Un bijou di museo per appassionati di vintage e amanti del bello. Ma anche laboratori didattici e professionali per creare con il gusto e i materiali di oggi. Il Museo del Bijou  si trova nel piano seminterrato dell’ex Collegio Santa Croce, edificio costruito dai Padri Barnabiti verso la metà del XVIII secolo.

Il Museo del Bijou raccoglie, espone e valorizza la produzione di bigiotteria che per quasi un secolo ha reso questa cittadina in provincia di Cremona una piccola capitale del placcato-oro. All’associazione “Amici del Bijou” attiva dal 1986 e fondata da Francesco Zaffanella si deve l’idea del museo e gran parte del lavoro iniziale di raccolta e catalogazione del materiale.

di Maria Rosaria Talarico

INFO:

http://www.museodelbijou.it

ARTICOLI CORRELATI:

http://www.ilviaggiatore-magazine.it/cultura-appuntamenti/mostra-a-pavia-della-gioconda-di-leonardo/

http://www.ilviaggiatore-magazine.it/cultura-appuntamenti/giulio-romano-e-la-moda-citta-mantova/