Il Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce, aperto al pubblico dall’estate 2014 dopo anni di chiusura e incuria, si prepara a ospitare Michelangelo Pistoletto. Dal 5 giugno al 27 settembre, tra le sale e gli spazi dell’antico maniero, sarà possibile ammirare le opere di uno dei più vivaci e prolifici artisti internazionali. La mostra (che sarà inaugurata giovedì 4 giugno alle 19) è curata da Manuela Gandini e prodotta dall’agenzia di comunicazione Orione – che gestisce il Castello – con la direzione artistica dell’architetto Raffaella Zizzari.
Michelangelo Pistoletto, pittore e scultore, esponente della pop art, animatore e protagonista del movimento dell’arte povera, autore negli anni sessanta e settanta dei Quadri specchianti e degli Oggetti in meno, nel 1998 fonda Cittadellarte-Fondazione Pistoletto a Biella, luogo di interazione tra l’arte, l’educazione, l’industria e la società. Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l’Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione l’artista annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Il simbolo, il Nuovo Segno di Infinito, è costituito da una riconfigurazione del segno matematico d’infinito. Tra i due cerchi opposti, assunti a significato di natura e artificio, viene inserito un cerchio centrale, a rappresentare il grembo generativo del Terzo Paradiso, ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si trovano nell’attuale società.

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Nell’attuale conflittualità dei due regni (naturale e artificiale), il segno centrale diviene l’auspicio urgente di una risoluzione nel quale armonizzare le due parti. Questi infatti contiene entrambe le sfere e rappresenta il grembo generativo come ideale superamento della crisi e del conflitto.
Nel castello gallipolino si prevedono tre grandi installazioni site-specific, che stimoleranno simbolicamente lo spazio di relazione tra le persone e la storia, riconnettendo il passato al presente. Il maestro proporrà il Terzo Paradiso nella Piazza d’Armi con al centro un grande ceppo di ulivo ultrasecolare dentro al quale verrà piantato il germoglio di un nuovo ulivo. Nella sala circolare installerà un Labirinto, con il tavolo specchiante “LoveDifference”, a forma di Mar Mediterraneo circondato da sedie provenienti dalle culture che si affacciano al Mare Nostrum. In un’altra sala espositiva vi saranno dei lavori storici specchianti, frutto di originali soluzioni artistiche, sperimentate sin dagli anni settanta, attraverso l’impiego di numerosi materiali e tecniche, con l’intento di coinvolgere attivamente lo spettatore all’interno della sua opera. La mostra pensata per Gallipoli contiene evidenti valenze simboliche che riguardano la vita sociale nel suo più alto momento di crisi e contemporaneamente indica la via del dialogo (“LoveDifference”) e della rinascita (“Il germoglio dell’ulivo”).
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Manuela Gandini è curatrice e critica d’arte contemporanea, collabora con quotidiano “La Stampa”, è caporedattore delle pagine dell’arte della rivista “Alfabeta2” e docente alla Naba di Milano (Nuova Accademia d’Arte Contemporanea). È autrice di numerosi saggi tra i quali “Ileana Sonnabend. The queen of Art” (Castelvecchi). Ha curato mostre in Italia e all’estero tra le quali la sezione dedicata al movimento Lettrista alla Biennale di Venezia del 1993.

Dopo decenni di chiusura e incuria, dal luglio 2014 è stato reso fruibile un percorso di visita del Castello di Gallipoli che mira a ricostruire la storia della città e dell’antico maniero, senza alterarne il carattere e senza avere la pretesa di essere un restauro integrale del monumento che richiederebbe ben altre risorse per ritornare agli antichi splendori. Il castello si erge all’ingresso del borgo antico di Gallipoli, città da sempre fortificata e, per la sua posizione strategica, contesa. È circondato quasi completamente dal mare.

Info e prenotazioni:

info@castellogallipoli.it – www.castellogallipoli.it